Correre per il tempo o per la distanza?

Distanza e velocità non sono solo due parole diverse: sono due obiettivi che ci si può porre e che richiedono allenamenti diversi

L’innamoramento per la corsa passa per un dilemma che tutti i corridori hanno dovuto affrontare – e se non ti è mai capitato, questo è il momento in cui comincerai a pensarci  – durante la loro carriera sportiva: correre per un certo quantitativo di tempo o per coprire una certa distanza? Queste due opzioni si sovrappongono per un tempo che è più o meno lungo e che dipende da ciascuno di noi, dalle nostre capacità e dalla effettiva volontà che abbiamo a portare avanti il nostro passatempo, ma più o meno per tutti passa attraverso la fase in cui si pensa: ora che sono arrivato fin qui, cosa è meglio fare?

Il punto è capire cosa significhi esattamante “fin qui”. Su questo, infatti, si potrebbe pensare di impostare un paletto, quello della capacità cardiaca. Se il tuo stato di fitness dice che sei arrivato a un punto tale per cui correre per un certo numero di minuti al giorno allo stesso passo non comporta uno sforzo cardiaco elevato (mettiamo ad esempio che non esci praticamente mai dalla zona cardiaca 3), allora è un’ipotesi plausibile quella di provare a correre focalizzandoti sulla distanza. L’opinione comune tra gli allenatori di atletica è che ci sia un cutoff, un limite temporale immaginario ma definibile, per il quale si può dire che si possa fare una o l’altra cosa: mezz’ora.

I trenta minuti sono il limite sotto il quale ci si dovrebbe concentrare sul riuscire a correre per un certo minutaggio, e una volta consolidato e messo in tasca questo risultato, si può pensare di correre concentrandosi su una distanza, indipendentemente dal tempo in cui la si percorre. A esempio, se in trenta  minuti si riescono a coprire abitualmente i cinque chilometri, e lo si riesce a fare senza problemi ogni volta che si esce a correre, si può iniziare a pensare a un miglioramento basato sulla distanza.

Andare più forte vs Andare più lontano

Concentrarsi sulla distanza può voler dire provare ad andare più forte sulla distanza che siamo già abituati a coprire oppure provare ad aumentare il chilometraggio senza badare troppo al passo a cui lo si copre.

Nel primo caso dovremmo prestare attenzione al potenziamento muscolare, con esercizi finalizzati a incrementare la forza delle nostre gambe e la capacità di ossigenazione, come a esempio le ripetute e gli allunghi, ma anche con esercizi di cross training che non comportino l’attività del correre di per sé, ma che diano al nostro corpo modo di aumentare la capacità polmonare e ci conferiscano un po’ di potenza esplosiva in più.

Nel secondo caso, invece, raggiungere una distanza maggiore rispetto a quella che siamo abituati a correre, significherà fare in modo che il nostro corpo non entri in difficoltà dopo i canonici trenta minuti. Perché questo succeda, servono i suggerimenti già dati per il primo caso (non si scappa da lì, eh no!) e poi serve… dimenticarsene. Sì, perché, una volta che il nostro corpo si è abituato a correre un po’ più forte per coprire la solita distanza in un tempo minore, verrà quasi automatico andare poco più lentamente per una distanza maggiore, basterà non forzare l’andatura e ascoltare il nostro corpo.

La cosa più importante da ricordare è però che non ci si deve concentrare troppo su questi due aspetti e che correre a lungo o forte devono essere sempre bilanciati tra loro e messi in secondo piano, rispetto al riuscire a mantenerci in una buona forma fisica e soprattutto al godersi una corsa.

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