Fare stop mentre cammini fa consumare più energie

‌Vuoi consumare più calorie? Fermati ogni tanto mentre cammini


  • Camminare con pause frequenti consuma più energia rispetto a un movimento continuo.
  • L’inefficienza degli intervalli attiva un maggiore dispendio di ossigeno e calorie.
  • Anche i brevi tragitti quotidiani possono diventare più efficaci seguendo questa strategia.

 

Possiamo vedere la questione da due punti vista: intervallare la corsa con più o meno frequenti soste è più dispendioso in termini energetici e quindi (ecco i due modi di leggere la questione) può portarti o a stancarti di più o a consumare più energie. Scegli tu la pillola: rossa o blu?

Senza essere così drammatici, vediamo un po’ cosa c’è dietro questa scoperta.

Invece di riposarti, ti stanchi

Uno studio pubblicato su Proceedings of the Royal Society B ha portato alla luce un concetto interessante: fare esercizio con pause frequenti, invece di mantenere un ritmo costante e senza interruzioni, fa consumare più energie. I partecipanti allo studio, camminando o salendo le scale su tapis roulant e stepper, hanno infatti registrato un consumo di ossigeno superiore del 20-60% quando si muovevano in intervalli di 10-30 secondi, rispetto a chi copriva la stessa distanza senza fermarsi.

Perché una pausa è più dispendiosa dell’esercizio che potresti fare nello stesso tempo? La causa è da ricercarsi nell’inefficienza del movimento stop-and-go, che comporta un notevole sforzo ogni volta che il corpo riparte da fermo. Non si tratta insomma di quanto consumi stando fermo ma di quanto bruci per ripartire da fermo. Francesco Luciano, uno degli autori dello studio, spiega infatti che ogni ripartenza richiede una quantità significativa di ossigeno, che diventa un costo energetico sempre più rilevante, soprattutto per intervalli brevi.

Vuoi provarci?

Per chi è abituato a camminare a passo costante, introdurre delle pause potrebbe sembrare poco intuitivo. Eppure, l’idea di bruciare più calorie facendo micro-pause può avere un senso, se quello che cerchi è un maggiore consumo di energia. Anche solo interrompere il passo ogni 30 secondi costringe il corpo a un doppio sforzo, quasi come un allenamento intensivo nascosto in piccoli intervalli di inattività.

Camminare a intervalli brevi e ogni volta ripartire è, per certi versi, un po’ come correre ad alta intensità per brevi tratti (qualcuno ha parlato di ripetute?): ogni sforzo breve e potente richiede un maggiore dispendio di ossigeno, e perciò richiede calorie. Anche azioni quotidiane come alzarsi dal divano per andare alla porta o rincorrere l’autobus simulano una specie di allenamento a intervalli, senza che tu te ne accorga.

L’inefficienza come strategia di allenamento

L’idea che l’inefficienza possa trasformarsi in un punto di forza per il nostro allenamento è interessante anche se controintuitiva. Del resto si dice che camminare a ritmo costante è il modo “giusto” di fare attività fisica, eppure questo studio rovescia la prospettiva, mostrando che anche il tempo apparentemente perso nelle soste ha un valore metabolico elevato. Non è solo questione di calorie: ogni sosta breve innesca un ciclo di ossigenazione e sforzo che incrementa il consumo energetico, facendo di una passeggiata un’attività fisica molto più intensa di quanto sembri.

Ecco a chi potrebbe tornare utile

Questo approccio diventa una buona soluzione per chi ha poco tempo o non può dedicarsi a sessioni di allenamento prolungate. Le pause ti permettono di sfruttare ogni minuto della tua camminata, aumentando il dispendio calorico anche se il tragitto è breve. Se ti è difficile trovare il tempo per una camminata lunga e senza interruzioni, sappi che fermarti può essere parte della strategia per bruciare di più, rendendo la tua routine quotidiana un allenamento efficace. Meglio ancora se, invece di camminare, corri.

Una nuova prospettiva sull’efficienza del movimento

Hai presente quelli che ai semafori rossi continuano a saltellare sul posto per non lasciare mai inattivo il corpo? Secondo questa teoria starebbero facendo l’esatto contrario di ciò che sarebbe logico fare, ossia fermarsi e ripartire, sfruttando tutto l’ossigeno richiesto per alimentare la ripresa.

Chi non smette di muoversi anche quando è fermo consuma comunque calorie, ma chi spezza il ritmo con soste mirate ottiene un risultato simile se non superiore in termini di dispendio di ossigeno.

Insomma: quelli che ci sono sempre sembrati degli sfaticati che non vedono l’ora di fermarsi per rifiatare, improvvisamente sono diventati quelli che avevano già capito tutto. Senza saperlo, però.

(Via The Guardian)

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