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GoRunLA, Week 13!

  • 3 minute read

Sono ormai entrato nella parte finale della preparazione per la Skechers Performance Los Angeles Marathon del prossimo 19 Marzo, e con l’ultimo super-lunghissimo che ho fatto la scorsa domenica, esattamente un mese prima della gara, dovrei avere messo in cascina abbastanza fieno da poter pensare di correre la gara se non con serenità, almeno con la consapevolezza di essermi preparato nel migliore dei modi. Amo correre la domenica mattina, quando le strade sono quasi deserte e il sole (se c’è) ancora non è altissimo in cielo e le ombre a terra sono poco nette. Mi piace il primo passo, quello in cui si decide di partire nonostante la sera prima magari si sia fatto tardi e il sonno alle spalle sia poco. È una sensazione molto difficile da spiegare, ma posso garantirvi che è quasi liberatoria. È un po’ il momento in cui ti accorgi che ti stai distaccando da tutto il resto, e che stai entrando in quell’angolo di mondo che è soltanto tuo. Quasi sempre, a questo atto liberatorio, seguono i primi minuti di totale sconforto e di domande esistenziali sul perché e per come si sia deciso di alzarsi dal letto e andare a fare questa fatica invece che continuare a dormire. È una cosa che passa dopo i primi chilometri, ma è comunque costante nelle corse in solitaria, o almeno lo è nelle mie. Domenica scorsa, dicevo, ho corso per un bel po’ di chilometri in progressione. Ho pianificato tutto dal giorno prima, in quello che ho ritenuto il migliore dei modi: percorso e chilometri da fare, rifornimenti di acqua e gel, passo da tenere per la prima ora, per la seconda e poi per il resto dell’allenamento. Sono partito piuttosto lento, aumentando gradatamente con l’obiettivo di arrivare a correre l’ultima parte ad una decina di secondi sotto il passo gara, facendo quindi uno sforzo considerevole. Mi sono ritrovato alla fine del tempo previsto per l’allenamento con qualche centinaio di metri percorso in più rispetto a quanto avessi calcolato, ma considerando gli eventuali errori che possono derivare dalla registrazione dell’orologio mi sono convinto di aver seguito per bene la tabella e non aver esagerato. La cosa migliore in assoluto è stata riuscire a recuperare la forma e riprendermi dalla stanchezza. Per il recupero c’entra sicuramente anche il fatto che sto prestando un po’ più attenzione all’alimentazione e sto riducendo le paste alla crema (è davvero un immenso sacrificio per me che ne sono ghiotto), e gli scompensi idrosalini derivati dall’allenamento vengono subito bilanciati.

Charlene (per chi non lo sapesse è il nome della mia tabella di allenamento) per la prossima settimana mi propone un allenamento con ripetute lunghissime e una gara sulla distanza della mezza maratona:

Week 14
Martedì 10′ riscaldamento + 45′ corsa a passo medio + 5’ corsa a passo veloce + defaticamento e stretching
Giovedì 20′ minuti riscaldamento + 2 x [Ripetute a ritmo sostenuto sui 5000 metri + Recupero 5’00”] + defaticamento e stretching
Venerdì 10′ riscaldamento + 60′ corsa a passo medio + defaticamento e stretching
Domenica Gara (o simulazione) sulla distanza della mezza maratona

Per la domenica ho scelto la Mezza Maratona del Giudicato di Oristano, una gara che ho già affrontato lo scorso anno durante la preparazione della Maratona di Roma e che ha un bel percorso, sia dal punto di vista del paesaggio sia da quello della capacità allenante. Penso che la correrò con le Skechers GoRun Ride5, scarpe che per me sono state davvero una rivoluzione (ti spingono a correre di avampiede e mantenere una postura corretta) e che reputo adatte a corse abbastanza lunghe in cui tirare un po’. Vorrei riuscire a terminarla nel mio solito tempo, poco sotto l’ora e trenta, ma più di tutto mi piacerebbe terminarla con abbastanza tranquillità da poter pensare di essere nello stato di forma migliore per Los Angeles.
A venerdì prossimo ! #GoRunLA !!!

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