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E se il segreto per correre più lontano non fosse l’allenamento duro, ma il coraggio di lasciare l’orologio a casa e riscoprire la pura leggerezza di Calvino?
Italo Calvino, nelle sue Lezioni Americane, ci ha lasciato una bussola formidabile per non affogare nella gravità del quotidiano: la leggerezza.Diceva che non è superficialità, ma la capacità di planare sulle cose dall’alto, senza avere macigni sul cuore. È un’immagine bellissima, quasi una coreografia mentale, che però tendiamo a dimenticare non appena infiliamo le scarpe da running.
Spesso trasformiamo la corsa in un altro ufficio, con tanto di scadenze e revisori dei conti al polso. Ci carichiamo di tabelle ansiogene, monitoriamo il battito come fossimo in terapia intensiva e trasformiamo quello che dovrebbe essere un momento di scarico nell’ennesima fonte di stress. Diventiamo pesanti, goffi, schiacciati dal peso dei nostri stessi obiettivi cronometrici. Abbiamo trasformato il piacere in un dovere, e il cuore ne risente.
Correre non dovrebbe essere un atto di forza bruta contro il terreno, ma un modo per staccarsene. Oggi prova a toglierti quel macigno dal petto (e magari lascia il GPS sul comodino). Non uscire per “spaccare” il tempo, ma per planare sulla strada. Riscopri il gesto puro, quello che non lascia impronte profonde ma solchi di libertà.
Chi corre pesante si stanca presto, chi corre leggero arriva dove vuole.
