A Jihlava il nuovo palazzetto dell’hockey rimane in centro offrendo sul tetto duecentotrenta metri di pista per chi corre ogni giorno.
- Lo studio CHYBÍK + KRIŠTOF ha ricostruito l’arena nel centro di Jihlava, evitando di farlo in periferia, svuotando il centro.
- La struttura accoglie 5.650 spettatori per l’hockey su ghiaccio e supera i 7.400 posti per configurazioni polifunzionali.
- Il tetto ospita un anello di 230 metri, aperto all’uso pubblico tramite un sistema di prenotazione.
- Nuovi percorsi pedonali integrano l’università, il parco Smetanovy Sady e una scalinata pubblica.
- Nella fase pilota partita a novembre 2025 l’arena ha superato i 250.000 ingressi complessivi.
- La pista in quota garantisce attività durante i giorni feriali, compensando l’uso concentrato nel fine settimana.
Un palazzetto che non va in periferia
Metti i piedi sul cemento di Jihlava in Repubblica Ceca e vedi l’edificio sorgere esattamente dove stava il vecchio impianto degli anni 50, a pochi passi dal margine del centro storico. Le grandi arene sportive scelgono solitamente i raccordi stradali esterni, isolate dentro spianate di asfalto destinate ai parcheggi. Lo studio CHYBÍK + KRIŠTOF ha vinto il concorso municipale del 2019 con l’intenzione opposta: tenere la casa dell’HC Dukla Jihlava dentro la maglia urbana. L’edificio accoglie 5.650 persone durante le partite di hockey su ghiaccio, superando quota 7.400 nelle configurazioni per spettacoli, e affronta la pendenza del terreno collegando quote diverse con una massa compatta. La densità dell’intervento rispetta la scala di una città di 55.000 abitanti, unendo la presenza dello sport professionistico alla vita quotidiana dei residenti.
Duecentotrenta metri sopra la partita
Sul tetto trovi un anello di duecentotrenta metri, sagomato per la corsa e accessibile al pubblico attraverso un sistema di prenotazione digitale. Questa pista appartiene alla comunità locale, vive con una gestione separata rispetto al palazzetto e offre una superficie continua sopra la piastra del ghiaccio. Quando corri lassù, sperimenti una prospettiva aperta sui tetti della Boemia, mantenendo il ritmo su una quota isolata dal traffico veicolare. La quota superiore dell’impianto restituisce all’atleta lo spazio sottratto dall’impronta a terra dell’edificio, offrendo una corsia veloce a chi cerca una sessione di costruzione muscolare a pochi metri dal cielo.
La città intorno all’edificio

Il perimetro dell’arena opera come uno snodo pedonale continuo, tracciando collegamenti diretti tra la sede universitaria, il verde del parco Smetanovy Sady e le strade residenziali limitrofe. Una gradinata esterna accompagna il dislivello del suolo, accogliendo le persone come un anfiteatro informale per la sosta e l’osservazione. L’architettura accoglie e fornisce traiettorie protette e spazi aperti simili alla logica con cui cerchi l’ombra durante le giornate estive. Cammini, sali i gradini e attraversi l’area pubblica senza incontrare recinzioni cieche tra te e lo sport.
Il martedì mattina senza spettatori
Le strutture sportive per grandi masse rischiano il vuoto durante i giorni feriali, consumando suolo pubblico per poche ore di spettacolo settimanale. Nel corso del primo anno pilota avviato a novembre 2025, il complesso ha registrato oltre 250.000 visitatori, distribuendo la propria presenza lungo l’intero arco della settimana. Puoi allacciarti le scarpe e salire in cima alle otto del mattino di un martedì qualsiasi, trovando un luogo attivo mentre il campo da gioco riposa a luci spente. È un principio di integrazione analogo a quello adottato a Seul, dove nella metropolitana sono presenti servizi per la doccia e il cambio d’abito nei nodi del trasporto sotterraneo, trasformando l’infrastruttura di transito in un appoggio logistico per l’atleta.
Cosa si chiede in cambio di un impianto
Inserire volumi massicci nel cuore di una città richiede il coinvolgimento di chi abita il quartiere. L’opera pubblica trova valore solo se restituisce funzioni tangibili alle persone che camminano per strada. A Milano l’officina tecnica di Dropcity ha proposto un modello incentrato sulla riparazione meccanica e sul riuso dell’attrezzatura sportiva. A Jihlava l’amministrazione ha preteso asfalto sintetico sopra le tribune. Quando una struttura per lo spettacolo occupa il territorio, la concessione di una pista in quota diventa uno scambio equo: il palazzetto acquista il diritto di occupare il centro solo offrendo alla persona che corre un luogo sospeso dove misurare il proprio sforzo.
