Cosa succede quando lo sport incontra la tossicità dei social? Un episodio notturno e senza filtri per esplorare il confine tra la sfida con se stessi e la guerra virtuale, ricordandoci che la vera corsa è là fuori, nel silenzio.
Un episodio diverso, registrato nel cuore della notte. Niente scaletta, niente segmenti perfetti, niente effetti: solo una voce, un cellulare, il caldo che toglie il sonno e un pensiero che chiede di uscire prima di farsi inghiottire dalla routine. “Il lato oscuro” è un capitolo anomalo di ESC – Every Step Counts, una confessione a ruota libera su ciò che sta succedendo allo sport quando passa attraverso la lente dei social.
Partendo da una scena semplice – rientrare da una corsetta lenta e aprire Instagram in cerca di leggerezza – arriva la botta: un’onda di cinismo, polemiche, gerarchie, prestazione usata come clava, giudizio travestito da competenza, “palcoscenico” come ossessione. È la tossicità da spogliatoio virtuale: quel meccanismo per cui chi condivide una piccola vittoria non trova una pacca sulla spalla, ma un tribunale.
Nel cuore della riflessione c’è una distinzione fondamentale: agonismo e antagonismo. Il primo è una spinta vitale e costruttiva: l’avversario sei tu, i tuoi limiti, la tua pigrizia, la tua voce interna. Il secondo è guerra: per brillare ha bisogno di spegnere qualcun altro. E i social — costruiti per premiare il rumore — spesso alimentano proprio questo.
Ma la chiusura apre uno spiraglio: “il mondo non è lì dentro”. Fuori, sulle strade reali, c’è la maggioranza silenziosa che corre per ritrovarsi, per stare bene, per abitare il corpo con presenza. E l’invito finale è semplice e potente: esci, corri nel silenzio, lascia il rumore fuori.