Due scarpe costruite sulla stessa intersuola con due geometrie diverse: la Elite v6 per il giorno della gara, la Rebel v1 per i mesi che lo preparano.
- La SuperComp Elite v6 pesa 190 g nella US 9.5 da uomo e 155 g nella US 7 da donna, con 40 mm di stack al tallone e piastra in fibra di carbonio.
- La SuperComp Rebel v1 monta la stessa schiuma Infinion e una piastra propulsiva, a 218 g per l’uomo e 174 g per la donna.
- Stesso stack dietro (40 mm), avampiede diverso: 8 mm di drop sulla scarpa da gara, 4 mm su quella da allenamento.
- Elite v6 dal 6 agosto a circa 280 euro, Rebel v1 dal 20 agosto a circa 210 euro.
Centonovanta grammi in taglia US 9.5 da uomo, 155 nella US 7 da donna. È il peso dichiarato della New Balance SuperComp Elite v6, e nella scheda di una scarpa da maratona quel numero conta più di tutti gli altri. Sotto ci sono 40 mm di schiuma al tallone (come da regolamento IAAF) e una piastra in fibra di carbonio: l’apparato completo di una scarpa da gara contemporanea, portato a pesare quanto una mela.
L’Elite v6 è arrivata il 6 agosto, la SuperComp Rebel v1 il 20. New Balance le ha presentate insieme perché sono pensate per lavorare in coppia: una per il giorno della gara, l’altra per i mesi che la preparano. Condividono la schiuma e la costruzione della calzata. Cambiano geometria, peso e destinazione d’uso.
Cosa lavora sotto l’Elite v6
La novità che decide il carattere di questa scarpa è l’intersuola. Infinion è la schiuma più leggera mai sviluppata da New Balance e sostituisce il materiale della v5, mantenendo prestazioni da giorno di gara, durata elevata e un ritorno di energia più efficiente. È la ragione principale per cui l’Elite v6 scende sotto i duecento grammi senza rinunciare a quaranta millimetri di stack al tallone.
Sopra la schiuma lavora una piastra in fibra di carbonio completamente riprogettata, che offre maggiore rigidità e una spinta più efficace lungo la distanza della maratona. Vale la pena ricordare che nelle scarpe veloci il contributo dell’intersuola pesa più di quello della piastra: i due elementi lavorano insieme, ma cambiare il materiale è l’intervento che si sente prima. Qui New Balance ha cambiato entrambe le cose, e ha scelto di partire dalla schiuma. È la decisione che dà grande solidità all’intero progetto.
La tomaia in mesh traslucido con tecnologia FANTOMFIT completa il quadro dal lato del peso: serve a tenere fermo il piede aggiungendo il minimo indispensabile di struttura sopra l’intersuola.
Tra gli atleti che hanno lavorato allo sviluppo della v6 c’è Alex Yee, campione del mondo di triathlon, che a dicembre 2025 ha corso la Maratona di Valencia in 2:06:38 con la v5, secondo tempo britannico di sempre. E, della nuova versione, dice esserne «entusiasta perché sembra ancora più leggera e veloce».
La Rebel v1 porta la stessa schiuma negli allenamenti
218 grammi nella versione da uomo, 174 in quella da donna: ventotto grammi in più della scarpa da gara, per piede. Sotto c’è la stessa intersuola Infinion, con una piastra propulsiva ottimizzata nella forma, nei materiali e nel posizionamento, e la stessa tecnologia FANTOMFIT che avvolge mesopiede e tallone.
La continuità di materiale è l’argomento più interessante del pacchetto. Chi si allena per mesi su una mescola e poi ne trova un’altra il giorno della gara affronta due scarpe che rispondono in modo diverso alla stessa spinta; qui la risposta sotto il piede resta simile, cambia soprattutto quanto materiale c’è e come è disposto. Per chi già ruota più modelli nell’arco della settimana, la Rebel v1 si inserisce come la scarpa dei lavori di qualità e dei medi, quella che tiene il ritmo alto senza consumare la scarpa da gara.
Drop e stack, perché le due scarpe non si sentono uguali
Sono due misure diverse e vale la pena tenerle separate. Lo stack dice quanto materiale hai sotto il piede; il drop dice di quanto il tallone sta più in alto dell’avampiede. Le due SuperComp partono dallo stesso numero dietro, 40 mm, e divergono davanti: 32 mm sull’Elite v6, 36 mm sulla Rebel v1. Ne escono 8 mm di drop sulla scarpa da gara e 4 mm su quella da allenamento.
Immagina due scarpe alte uguali al tallone. Quella da 8 mm ti appoggia su una rampa dolce che accompagna il corpo in avanti; quella da 4 mm ti tiene più orizzontale, con quattro millimetri di schiuma in più sotto l’avampiede. La differenza si sente al primo chilometro, e ha una conseguenza pratica: un drop più basso chiede un po’ più di lavoro a polpaccio e tendine d’Achille. Ma permette anche di sviluppare un appoggio e una falcata più efficiente. In cinque parole: permette di migliorare la tecnica.
Le specifiche
- peso: 190 g uomo (US 9.5) / 155 g donna (US 7)
- stack: 40 mm al tallone, 32 mm all’avampiede
- drop: 8 mm (valore approssimativo, può variare con i processi di produzione)
- intersuola: schiuma Infinion con piastra in fibra di carbonio
- tomaia: mesh traslucido con FANTOMFIT
- prezzo: circa 280 euro, disponibile dal 6 agosto
- peso: 218 g uomo (US 9.5) / 174 g donna (US 7)
- stack: 40 mm al tallone, 36 mm all’avampiede
- drop: 4 mm (valore approssimativo, può variare con i processi di produzione)
- intersuola: schiuma Infinion con piastra propulsiva
- tomaia: costruzione FANTOMFIT su mesopiede e tallone
- prezzo: circa 210 euro, disponibile dal 20 agosto
Entrambe si trovano nei punti vendita New Balance, su NewBalance.com e presso rivenditori selezionati. Quaranta millimetri al tallone e la stessa schiuma sotto tutte e due: New Balance ha costruito il pacchetto attorno a una continuità di sensazione, lasciando alla geometria il compito di distinguere i due momenti. Per chi ha un obiettivo in calendario in autunno, è il modo più lineare di arrivarci con le gambe che sanno già cosa aspettarsi.


