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L’allenamento a casa completo con manubri e kettlebell per migliorare la forma

  • 8 minute read

Quattro settimane con due manubri e una kettlebell funzionano se ogni settimana ha un compito diverso dalla precedente.

  • Quattro sedute a settimana: due total body e due specifiche, nessuna oltre i quarantacinque minuti.
  • Le total body coprono spinta, tirata, gambe e catena posteriore; le specifiche aggiungono volume su parte alta e parte bassa.
  • La prima settimana fissa i carichi, la seconda aggiunge serie, la terza taglia i recuperi, la quarta scarica e verifica.
  • Quando il manubrio successivo non c’è, il carico resta fermo e si spostano tempo di esecuzione, leva e densità.

Due manubri e una kettlebell, quelli che da tempo sono appoggiati accanto al divano coprono il lavoro completo per rinforzare tutto il corpo, con spinta, tirata, gambe e catena posteriore: l’attrezzatura è più che sufficiente. A esaurirsi in fretta, semmai, è la scheda che ci scrivi sopra, identica alla terza settimana e alla prima, finché il corpo ha imparato tutto quello che c’era da imparare e tu smetti. Un mese in casa regge se ogni settimana chiede qualcosa che la settimana precedente non chiedeva, ma con quattro sedute di allenamento.

Perché servono quattro sedute e non tre

Con due manubri fissi e una sola kettlebell il tetto di carico è deciso in partenza. Puoi migliorare la tecnica, puoi rallentare, puoi accorciare le pause, ma il numero stampato sulla ghisa resta quello. Quando il peso non sale, l’unica variabile che resta è quanto lavoro accumuli nell’arco della settimana.

È la logica di una bici con una sola marcia: se non puoi cambiare rapporto, pedali più spesso e più a lungo. Tre sedute costringono a concentrare tutto in blocchi da un’ora abbondante, e la terza è quella che salta appena la settimana si complica. Quattro sedute distribuiscono lo stesso volume su quattro finestre da trentacinque o quarantacinque minuti, una durata che si difende molto meglio dal quel calendario che spesso è una dittatura.

La struttura è due total body e due specifiche. Le total body vanno lontane tra loro, con almeno due giorni pieni in mezzo: lunedì e venerdì, oppure martedì e sabato. Le specifiche si infilano negli spazi rimasti, una per la parte alta e una per la parte bassa, e possono stare anche il giorno dopo una total body, perché il carico locale è più basso e il recupero richiesto è minore.

Se una settimana va storta e devi tagliare, taglia una specifica. Le total body tengono in piedi il mese: contengono i movimenti che si perdono per primi se smetti di farli, e sono le sedute su cui misuri la progressione alla fine delle quattro settimane.

Le due sedute total body

Le due total body coprono gli stessi quattro schemi con esercizi diversi. La A lavora la spinta sul piano orizzontale e la catena posteriore in modo esplosivo; la B sposta la spinta sopra la testa e la catena posteriore su un movimento lento e controllato. Alternarle evita che la stessa articolazione riceva sempre lo stesso stimolo nella stessa direzione. Chi ha già confidenza con la kettlebell può sostituire la total body B della terza settimana con il complex, cinque movimenti di fila senza mai appoggiare l’attrezzo.

Schema, serie e recuperi

Il carico corretto è quello con cui l’ultima ripetizione della serie esce ancora pulita e la successiva non uscirebbe. Come ordine di grandezza: kettlebell tra 12 e 20 kg per swing e goblet squat, manubri tra 8 e 15 kg per spinte e tirate, tra 4 e 8 kg per le alzate laterali e per tutto ciò che coinvolge la spalla in isolamento. Annota il peso che usi accanto a ogni esercizio nella prima settimana: è il riferimento su cui misurerai le tre settimane successive.

Total body A

Goblet squat con kettlebell – 4 serie x 8-10 ripetizioni, recupero 90 secondi. Tieni la kettlebell al petto con entrambe le mani e i gomiti dentro. Scendi finché le cosce sono parallele al pavimento o poco sotto, con i talloni a terra e il petto alto, poi risali spingendo con tutta la pianta del piede.

Floor press con manubri – 4 x 8-10, recupero 90 secondi. Sdraiato a terra, ginocchia piegate, manubri all’altezza del petto. Spingi verso l’alto fino a braccia distese. I gomiti si fermano quando toccano il pavimento: è il pavimento a limitare l’escursione, ed è il motivo per cui questo movimento funziona bene in casa senza panca.

Rematore a un braccio – 4 x 10 per lato, recupero 60 secondi. Un ginocchio e una mano appoggiati su una sedia, busto parallelo al pavimento. Tira il manubrio verso il fianco portando il gomito indietro e la scapola verso la colonna, con il bacino fermo. È il movimento che rende utile avere un solo manubrio decente: con un braccio per volta il peso disponibile diventa improvvisamente sufficiente.

Kettlebell swing – 4 x 15, recupero 60 secondi. Il movimento nasce dall’anca. Spingi il bacino indietro lasciando che la kettlebell passi sotto le gambe, poi estendi con forza anche e ginocchia: l’attrezzo sale fino all’altezza del petto per inerzia, le braccia restano rilassate e non tirano.

Farmer’s walk – 3 percorrenze da 40 secondi, recupero 60 secondi. Cammina con un manubrio per mano, braccia distese lungo i fianchi, spalle basse e busto eretto. Allena la presa e la tenuta del tronco senza aggiungere fatica alle gambe.

Total body B

Stacco rumeno con manubri – 4 x 10, recupero 90 secondi. In piedi, manubri davanti alle cosce, ginocchia morbide. Spingi il bacino indietro facendo scendere i manubri lungo le gambe con la schiena piatta, fino a sentire tensione dietro le cosce, poi risali contraendo i glutei. La discesa si ferma dove la schiena inizia a curvare, a prescindere da quanto sono scesi i manubri.

Lento avanti con manubri – 4 x 8, recupero 90 secondi. Manubri all’altezza delle spalle, palmi in avanti. Spingi sopra la testa fino a distendere le braccia tenendo glutei e addome contratti. Se la zona lombare si inarca, il carico è troppo alto oppure mancano gradi di mobilità alla spalla.

Affondo inverso con manubri – 3 x 10 per gamba, recupero 60 secondi. Un manubrio per mano lungo i fianchi. Porta un piede indietro e scendi finché il ginocchio posteriore sfiora il pavimento, con il busto verticale. Risali spingendo con il tallone della gamba davanti.

Pull-over con kettlebell – 3 x 12, recupero 60 secondi. Sdraiato a terra, ginocchia piegate, kettlebell tenuta con entrambe le mani sopra il petto. Porta l’attrezzo dietro la testa con i gomiti quasi distesi, fino a sentire l’allungamento sotto le ascelle, poi riportalo sopra il petto. La zona lombare resta appoggiata a terra per tutto il movimento.

Renegade row – 3 x 8 per lato, recupero 60 secondi. In posizione di plank con le mani sui manubri e i piedi larghi, tira un manubrio verso il fianco senza far ruotare il bacino, appoggialo e cambia lato. Se il bacino oscilla, allarga i piedi o riduci il peso.

Le due sedute specifiche

Le specifiche stanno sotto la mezz’ora e servono ad aggiungere volume dove le total body non arrivano. Il motivo per cui sono costruite in modo diverso tra loro sta nel rapporto tra il peso che hai in casa e la forza del distretto che stai allenando.

Parte alta e parte bassa, cosa cambia

Spalle, braccia e dorsali lavorano con carichi vicini a quelli disponibili in un soggiorno, quindi la difficoltà si alza con le ripetizioni e con la brevità delle pause. Gli esercizi si eseguono in due coppie: la prima ripetuta tre volte, poi la seconda. Recupero di 45 secondi tra una coppia e l’altra.

Alzate laterali – 3 x 15. Manubri lungo i fianchi, braccia che salgono lateralmente fino all’altezza delle spalle con i gomiti appena flessi, senza slanciare il busto.
Curl per bicipiti – 3 x 12. Gomiti fermi contro i fianchi, i manubri salgono ruotando i palmi verso l’alto, la discesa è lenta quanto la salita.
Estensioni dei tricipiti sopra la testa – 3 x 12. Kettlebell tenuta con entrambe le mani dietro la nuca, gomiti alti e fermi: distendi le braccia verso il soffitto senza lasciarli aprire.
Rematore largo con manubri – 3 x 15. Busto inclinato in avanti dai fianchi, schiena piatta, gomiti che si allontanano dal corpo: tira i manubri verso l’esterno del torace per caricare la parte alta del dorso.

La parte bassa è il punto in cui due manubri finiscono il lavoro in fretta, perché le gambe reggono molto più di quanto pesi l’attrezzatura di casa. La soluzione sta nell’unilaterale anziché in serie aggiunte all’infinito: una gamba sola sposta lo stesso peso, quindi il carico relativo raddoppia. Allenare un lato per volta ha anche un effetto collaterale utile, cioè far emergere le differenze tra destra e sinistra che nel lavoro a due gambe restano “nascoste”. Recupero di 90 secondi tra le serie.

Bulgarian split squat – 4 x 10 per gamba. Piede posteriore appoggiato su una sedia, manubri lungo i fianchi: scendi in verticale finché la coscia davanti è parallela al pavimento, con il peso sul tallone anteriore.
Stacco a una gamba con kettlebell – 3 x 10 per lato. Kettlebell nella mano opposta alla gamba d’appoggio: il busto scende in avanti mentre la gamba libera si estende indietro, con bacino e spalle paralleli al pavimento.
Step-up su sedia stabile – 3 x 12 per gamba. Manubri lungo i fianchi: sali appoggiando tutta la pianta e spingendo con la gamba sopra, poi scendi controllando invece di lasciarti cadere.
Calf raise con manubri – 3 x 20. In piedi sul bordo di un gradino: sali sulle punte con la massima escursione possibile e scendi lentamente sotto il livello del gradino.

La progressione nelle quattro settimane

Ogni settimana ha un compito dichiarato e cambia una sola variabile per volta. Cambiarne due insieme rende impossibile capire cosa ha funzionato.

Settimana Compito Total body Specifiche Recuperi
1 Costruire il gesto e fissare i carichi 3 serie per esercizio, ripetizioni nella parte bassa del range, ultima ripetizione lontana dal cedimento 3 serie per coppia, carico prudente, priorità alla tecnica 90” sui multiarticolari, 60” sul resto
2 Aggiungere volume 4 serie sui primi due esercizi della seduta, carichi invariati 4 serie per coppia, carichi invariati invariati rispetto alla settimana 1
3 Aggiungere densità serie e carichi della settimana 2, pause accorciate le due coppie si eseguono senza pausa interna 60” sui multiarticolari, 45” sul resto
4 Scaricare e verificare 2 serie per esercizio, carichi invariati 2 serie, una sola coppia per seduta completi, fino a 2′ se servono

L’ultima seduta del mese serve a misurare. Riprendi il carico della settimana 1 sul goblet squat e sul floor press ed esegui una sola serie a ripetizioni massime con tecnica pulita. Se il numero è salito di due o tre ripetizioni, il mese ha funzionato e il ciclo successivo riparte dal carico immediatamente superiore. Se è rimasto identico, la variabile da rivedere è quasi sempre la settimana 3: recuperi tagliati troppo presto trasformano una seduta di forza in una seduta di condizionamento, e i due obiettivi convivono male dentro lo stesso blocco.

progredire quando hai un solo peso a disposizione

Un carico unico non blocca la progressione, sposta soltanto le leve su cui puoi agire. Sono tre e vanno usate una per volta.

Il tempo di esecuzione è la prima. Portare la fase di discesa a quattro secondi contati rende un manubrio leggero pesante quanto uno più grande, perché il muscolo resta sotto carico più a lungo a parità di peso sollevato: rallentare l’esecuzione è il modo più immediato di alzare la difficoltà senza toccare l’attrezzatura.

La leva è la seconda: da due arti a uno, da un appoggio stabile a uno instabile, da un’escursione parziale a una completa. Lo stesso peso tenuto in una mano sola diventa un altro esercizio. Sulla stessa logica funzionano le parziali in posizione allungata, che concentrano il lavoro nel punto in cui il muscolo è più vulnerabile.

La densità è la terza: stesso lavoro, meno tempo. Fissa un cronometro a dodici minuti, scegli due esercizi, alternali senza pause programmate e conta le serie completate. La settimana dopo l’obiettivo è una serie in più nello stesso tempo. Questa leva ha un limite che conviene conoscere in anticipo: oltre un certo punto smetti di allenare la forza e inizi ad allenare la resistenza muscolare. Va bene se è quello che cerchi, molto meno se l’obiettivo era diventare più forte con quello che hai in casa.

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