• Allenamento & performance
    • Correre
    • Iniziare a correre
    • Consigli
    • Tecnica
    • Programmi di Allenamento
    • Offroad
    • Recensioni
    • Scarpe
    • Training
  • Benessere
    • Azioni
    • Alimentazione
    • Let’s go outdoor
    • Meditazione
    • Walking e hiking
  • Contaminazioni
    • Cultura
    • Lifestyle
    • Cose Preziose
    • Playlist
    • Oggi non corro
  • Lovers
    • Editoriali
    • Corsi e Ricorsi
  • News
  • Podcast
Runlovers Runlovers
  • Allenamento & performance
  • Benessere
  • Contaminazioni
  • Correre

Programma di un mese per introdurre il fartlek in allenamento

  • 4 minute read

Il fartlek sostituisce il cronometro con l’ambiente intorno a te: il prossimo incrocio, l’albero in fondo al vialetto, la panchina che vedi in lontananza diventano il segnale per accelerare o rallentare.

  • Il fartlek allena la gestione del ritmo attraverso punti di riferimento visivi e sensazioni corporee, non attraverso ripetute cronometrate.
  • Il programma dura quattro settimane: dalle prime variazioni brevi e leggere fino a tratti sostenuti che richiedono una gestione reale dello sforzo.
  • La scala RPE (Rate of Perceived Exertion, percezione soggettiva dello sforzo) sostituisce il GPS come strumento per calibrare l’intensità.
  • Ogni settimana allunga leggermente i tratti veloci; il volume totale resta stabile, cambia solo cosa succede dentro quei minuti.

Il prossimo incrocio. Quella panchina in fondo al viale. L’albero dopo la curva. Nel fartlek questi diventano i tuoi riferimenti, il segnale che decide quando accelerare e quando tirare il fiato, al posto del numero sul display.

La libertà di giocare con il ritmo

Il fartlek nasce in Svezia negli anni Trenta e il nome lo dice già tutto: “gioco di velocità”. Non è un allenamento improvvisato o meno serio delle ripetute in pista, è una scelta metodologica precisa che sposta il controllo dal cronometro al corpo.

In pista la struttura è rigida: 400 metri veloci, recupero di 200 al trotto, ripeti dieci volte. Nel fartlek la stessa energia si spende in modo diverso: corri forte fino al prossimo lampione, poi recuperi fino alla panchina che vedi cento metri più avanti. Cambiano i punti di riferimento, cambia la percezione della fatica, ma lo stimolo cardiovascolare resta paragonabile, spesso persino più efficace: il corpo non sa mai esattamente quanto durerà il prossimo sforzo, e questa imprevedibilità allena proprio la capacità di gestire il ritmo in condizioni reali, quelle di una gara dove nessuno ti annuncia quando accelerare. Chi vuole approfondire quando conviene l’uno o l’altro formato trova un confronto più esteso in fartlek e ripetute a confronto.

Chi corre con regolarità impara a “leggere” un percorso quasi per istinto: il tratto in leggera salita prima di un semaforo, il rettilineo alberato che invita ad allungare il passo. Scegliere il percorso giusto diventa parte dell’allenamento stesso, perché l’ambiente non è più solo lo sfondo della corsa, ma il testo su cui costruisci la sessione.

Strutturare il lavoro a sensazione

Abbandonare il cronometro non significa correre senza criterio. Significa spostare l’attenzione dai numeri sul display a due segnali che il corpo fornisce in tempo reale: il respiro e la sensazione muscolare. Quando il respiro passa da regolare a corto, sei entrato nella fase veloce. Quando torna a distendersi e riesci a ricomporre frasi mentali complete, il recupero è terminato, indipendentemente da quanto tempo sia passato sull’orologio.

Questo approccio richiede un minimo di allenamento all’ascolto, motivo per cui la corsa a sensazione merita di essere praticata anche fuori dal fartlek, come esercizio a sé. Allo stesso modo, imparare a controllare il ritmo di corsa partendo dai segnali interni, prima ancora che dai dati del GPS, è la base su cui si costruisce ogni sessione destrutturata.

Il programma delle quattro settimane

La progressione segue una logica semplice: nelle prime due settimane il fartlek introduce solo variazioni brevi e leggere dentro un ritmo facile, nelle ultime due i tratti veloci si allungano e si avvicinano a uno sforzo reale, quello che dovrai gestire in gara.

Settimana Durata totale Struttura dei tratti veloci Recupero RPE indicativo
1 30 minuti 5 variazioni di 30 secondi a ritmo sostenuto, su riferimenti brevi (due pali della luce, l’ingresso di un vialetto) Corsa lenta di circa 2 minuti tra una variazione e l’altra 6/10
2 35 minuti 6 variazioni di 45 secondi, su riferimenti leggermente più lunghi (un isolato, un tratto di sentiero dritto) Corsa lenta di circa 90 secondi 6-7/10
3 35-40 minuti 5 variazioni miste: 3 da 45 secondi e 2 da 90 secondi, alternate senza ordine fisso, su riferimenti scelti durante la corsa Corsa lenta libera, fino a quando il respiro torna regolare 7/10
4 40 minuti 4 variazioni lunghe da 3 minuti a ritmo sostenuto ma controllato, più 2 brevi accelerazioni finali di 20 secondi verso la fine della sessione Corsa lenta pari alla metà del tratto veloce appena corso 7-8/10

Il criterio per passare da una settimana alla successiva è la sensazione di controllo, più che il calendario: se durante una variazione lunga senti il bisogno di rallentare bruscamente prima del previsto, resta un’altra settimana allo stesso carico prima di allungare i tratti veloci. L’unico vero errore, in questo tipo di allenamento, è ignorare i segnali del corpo.

Come usare la scala RPE per valutare lo sforzo

La scala RPE va da 1 a 10 e non richiede strumenti: solo l’abitudine a interrogare il corpo mentre corri. Sotto RPE 5, il respiro resta regolare e riesci a comporre frasi complete senza interromperti. Tra 6 e 7, la fascia in cui si muove gran parte di questo programma, la frase si spezza in due tronconi e servono un paio di respiri in più per completarla. Oltre RPE 8, restano solo poche parole per volta: è la soglia che dovresti toccare solo nelle variazioni più lunghe delle ultime due settimane, mai durante il recupero.

Il vantaggio della scala rispetto a un numero di battiti cardiaci o a un passo chilometrico è che si adatta automaticamente a fattori come il caldo, la stanchezza accumulata o il dislivello del percorso: un RPE 7 in salita e un RPE 7 in piano richiedono velocità diverse, ma lo stesso impegno percepito. Nel fartlek, dove il terreno cambia in continuazione, è esattamente questa flessibilità a rendere la scala più utile di qualunque tabella basata sul minuto al chilometro.

Runlovers
© Runlovers | All rights reserved | Privacy Policy
 
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 2001.

Inserisci la chiave di ricerca e premi invio.

Gestisci Consenso
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Visualizza le preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}