La nuova Nike Alphafly restituisce il 10% di energia in più e pesa il 5% in meno, con ogni componente ripensato per tenere il ritmo quando arriva la fatica.
- Nike Alphafly 4 offre un ritorno di energia superiore del 10% rispetto al modello precedente ed è più leggera del 5%.
- La nuova schiuma ZoomX LT pesa fino al 17% in meno della ZoomX standard e lavora a strati sopra e sotto la piastra in carbonio.
- Tomaia Atomknit senza cuciture, doppie unità Air Zoom nell’avampiede e suola Fast Shot completano il sistema.
- Anteprima in edizione limitata dal 17 settembre su nike.com, disponibilità più ampia dal 29 ottobre anche presso rivenditori selezionati.
In ogni maratona arriva un tratto in cui tenere il passo costa più fatica che trovarlo. La falcata si accorcia di qualche centimetro alla volta e le gambe rispondono al comando con un attimo di ritardo. Nike Alphafly 4 è stata progettata attorno a quel momento. La nuova versione restituisce il 10% di energia in più rispetto al modello precedente, pesa il 5% in meno e rinnova ogni componente principale: tomaia, mescola dell’intersuola, unità Air Zoom, piastra e suola.
Il pubblico è chi corre i 42.195 metri: gli atleti élite che puntano al podio e i maratoneti amatoriali che inseguono il proprio record personale. L’obiettivo del progetto non era rendere più veloce una scarpa che lo era già, era permettere a più runner di conservare velocità ed efficienza mentre la fatica cambia l’andamento della gara. È la scelta di progetto più interessante di questa generazione, perché sposta l’attenzione dalla velocità di punta alla sua durata.
Una schiuma più leggera, sopra e sotto la piastra
Rispetto alla versione precedente, il cambiamento più rilevante sta nell’intersuola. La nuova schiuma ZoomX LT è fino al 17% più leggera della ZoomX standard, restituisce l’8% di energia in più e ha una sensazione più morbida ed elastica. Nike la combina con la ZoomX e la dispone a strati, sopra e sotto la piastra, per ottenere un sistema di ammortizzazione pensato per le esigenze specifiche della lunga distanza.
Per capire come lavorano insieme gli strati, pensa a un trampolino. La piastra Flyplate in fibra di carbonio è il telaio che dà forma e direzione, la schiuma è la pedana che accumula l’energia dell’appoggio e la restituisce. La piastra unisce stabilità e propulsione, mantiene il profilo inclinato che caratterizza Alphafly da sempre e, insieme all’ammortizzazione che la circonda, produce una rullata fluida che accompagna il corpo in avanti e aiuta a tenere una cadenza costante.
Nell’avampiede tornano le doppie unità Air Zoom, migliorate nella componente progettuale e ottimizzate per dialogare con la schiuma e con la piastra e restituire una spinta reattiva in fase di gara. Sotto, la suola Fast Shot è leggera e assicura trazione e aderenza, così che ogni falcata resti in contatto con l’asfalto senza aggiungere peso.
Una tomaia che tiene il piede al suo posto
Dopo tre ore di corsa, ogni piccolo sfregamento diventa l’unica cosa a cui si riesce a pensare. La nuova tomaia in Atomknit risponde a questo problema con una struttura morbida, traspirante e completamente priva di cuciture. La stabilità arriva da elementi integrati nel tessuto: cavi sul lato mediale, rinforzi nel tallone e un sottopiede modellato che accompagna ogni appoggio. Il risultato è una calzata precisa, che lascia la testa libera di occuparsi della gara.
Dagli atleti al laboratorio
Alphafly 4 è il prodotto di un metodo di lavoro preciso. Gli atleti indicano gli elementi da sviluppare, la ricerca del Nike Sport Research Lab individua nuove soluzioni, designer e ingegneri le traducono in componenti basati su come i runner si muovono e gareggiano nella realtà. Quest’ultimo aspetto è molto importante perché il lavoro di biomeccanica fatto per lo sviluppo delle Alphafly 4 è stato molto accurato e approfondito.
“Una maratona è dinamica”, spiega Emily Farina, Senior Principal Running Footwear del Nike Sport Research Lab. “Con Alphafly 4 abbiamo trascorso anni ad ascoltare gli atleti, studiando come la fatica influisca sulle prestazioni e sulla meccanica della corsa.” L’obiettivo, nelle sue parole, era una scarpa che facesse sentire gli atleti più fiduciosi e capaci nelle fasi finali della gara.
Il primo banco di prova è già arrivato. Addisu Gobena ha vinto la maratona di Sydney con Alphafly 4 ai piedi, firmando anche il record del percorso: “Quando la gara si è fatta difficile, ho riposto fiducia nel lavoro che avevo svolto e nelle scarpe che indossavo”.
È l’ultimo capitolo di una storia che ha cambiato la maratona moderna. Sulla stessa linea di sviluppo corrono la maratona sotto le due ore di Eliud Kipchoge, il record mondiale del compianto Kelvin Kiptum, l’oro olimpico di Sifan Hassan a Parigi, il record americano di Conner Mantz e il primato mondiale di mezza maratona di Jacob Kiplimo. Alphafly 4 porta quell’esperienza a una platea più ampia di maratoneti, con un compito chiaro: aiutare a mantenere la forza un po’ più a lungo, fino a una fase più avanzata della gara.
Dove si colloca, quando arriva e quanto costa
Alphafly 4 fa parte della linea di scarpe da gara Nike, in cui ogni modello ha una funzione precisa: le prime gare, il miglioramento sui 10 km, il personale in maratona. Ogni scarpa della linea è costruita come un sistema, con l’Air per restituire energia, la schiuma per gestire ammortizzazione e peso, la piastra per modellare la transizione e la tomaia per sostenere il piede. Alphafly 4 è la scelta per la maratona. È disponibile in anteprima in edizione limitata dal 17 settembre su nike.com. Dal 29 ottobre la distribuzione si allarga a nike.com e ad alcuni rivenditori selezionati al prezzo di listino di 279,99 €.


