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Occhio, malocchio, prezzemolo e… piuttosto che correre, mi azzoppo

  • 3 minute read

Domenica mattina, ore 7.00. Nuova gara, nuovo paio di calzini.

Mi fermo a riflettere: concludo velocemente che quest’anno ho generato un notevole volume d’affari per il mercato del calzino da runner. Ho un maledettissimo vizio, che definirei a metà tra un gesto scaramantico e un’abitudine.
Ad ogni gara, sento l’irresistibile bisogno di usare un paio di nuovi calzini. Ok, parliamoci chiaro: il mio cassetto da runner è pieno di orfanelli bianchi modello Kalenji, di quelli che uso per l’allenamento. Gli unici al momento salvi e ancora non separati alla nascita sono 2 paia di calzini dai colori improbabilissimi (giallo marcio/grigio/bianco/rosso e verde/grigio/blu/rosso) vinti ad una gara corsa dalle mie parti. Credo che il motivo della loro sopravvivenza di coppia risieda, appunto, nei colori.
Ma dicevamo, non voglio tediarvi con affari sporchi “di coppia”. Quello che su cui riflettevo erano i gesti abitudinari, o se vi ci trovate più a vostro agio, “scaramantici” che precedono una corsa. Non importa che sia una gara competitiva o una semplice corsetta distensiva, ma io sono abbastanza sicura che ognuno di noi sotto, sotto… nasconde una “sine qua non” che se non viene rispettata, non ci pensa manco per sogno a mettersi on the road.

La ricetta.

Gioco a carte scoperte. Perchè in realtà sono molto curiosa dei vostri riti (terribile questo aspetto voyeuristico degli sportivi, ma ahimè ne sono vittima in quanto donna).

Allora, dico la mia formula completa pre-gara, non riesco a essere scaramantica anche per gli allenamenti, altrimenti:

  • non arriverei a fine mese per pagarmi calzini, visto che mi alleno molto, molto spesso durante la settimana
  • avrei un esaurimento nervoso

Il primo ingrediente sono, appunto, calzini nuovi ad ogni corsa, possibilmente bianchi; il secondo… la depilazione gambe il giorno prima. Sìssignore. Anche se poi decido di indossare i pantaloni lunghi: proprio non ce la faccio a pensarmi non glabra nel momento della fatica. Metti caso che la cosa influisca sull’aerodinamica… bisogna sapere sfruttare ogni nostra possibilità di renderci veloci!

La sicurezza dei gesti rituali.

A parte gli scherzi, credo sia (come sempre) una questione legata a certi meccanismi psicologici, del tipo: “faccio le cose che faccio sempre, così mi sento a mio agio, mi sento sicura e magari, controllo pure la realtà in una situazione di ansia e adrenalina a palla”. La parola magica: sicurezza. L’oggetto o il rituale magico che ci incoraggia ad affrontare imprese e corse epiche, convinti che se lo rispettiamo e ci aggrappiamo ad esso fortissimamente, “aiutiamo” le nostre performance.

Vengo dal mondo della pallavolo dove sì, erano presenti anche lì gesti scaramantici, ma ora li noto di più, soprattutto se parlo con certi individui categoria “corsa & affini”. Annoto solo alcuni dei riti più “in” nell’ambiente del runner. Vi sarò grata se vorrete arricchire questa lista, come patrimonio dell’umanità e allo stesso tempo, individuazione di uno stramaledetto sistema/oggetto che funzioni!

  1. Usare sempre lo stesso copricapo (visiera, cappellino da baseball, berretta, turbante … direi che si vede di tutto). La cosa divertente è che riconoscete i fedeli adoratori di questo oggetto perchè spesso è così consunto da renderlo ideale per qualsiasi stagione
  2. Infilarsi sempre prima una scarpa, e poi l’altra. Non c’è pezza che tenga, certa gente manco fa la gara se sbaglia l’ordine in cui indossa le scarpe. Come dire: piuttosto mi taglio i piedi e gli cambio il verso
  3. Farsi un bel segno della croce. Vabbè, niente, questo è vincere facile… ci si appella a chi può tutto, sempre e comunque sperando che abbia due secondi per buttare un occhio sulla nostra prestazione
  4. Indossare un amuleto sotto forma di accessorio. Questo è un po’ il nero della situazione, il classico che non passa mai di moda. Una piccola medaglietta, un anello, un orecchino o un paio di orecchini, trovano sempre posto addosso a noi: a confortarci che sì, andremo alla grande, faremo la nostra corsa velocissimi, perché il potere di Grayskull è con noi! (adoro queste illusioni che mi porto dietro da quando ero bambina)
  5. Ora arriva il pezzo forte, il rituale più diffuso e comune: non si dichiarerà MAI prima di una gara di fare un tempone. E nemmeno di essere troppo in forma. Quando si è fitti-fitti allo sparo di partenza, sembra di stare in mezzo a un gruppo di pensionati INPS che si raccontano gli ultimi anni di invalidità et sfighe varie. Poi naturalmente sono quelli che li riesci giusto a vedere lì in quel momento, perché quando tu arrivi loro sono già come minimo “gambe-sotto-il-tavolo” a pranzare.

E ora? Chi di voi ha qualche trucchetto alla David Copperfield da svelare?

(From Flickr by faunett)

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