E se la tecnologia non fosse un ostacolo al correre insieme ad altre persone? Il supporto emotivo e mentale, la condivisione e lo scambio di esperienze sono tutti aspetti del correre in gruppo di cui si può beneficiare anche a distanza. È da questo presupposto che ha inizio il nostro esperimento: mettere in contatto due persone, due perfetti sconosciuti accomunati solo dalla passione per lo sport. Di seguito le testimonianze di chi ha preso parte a questa esperienza che qualcuno ha definito una grandissima opportunità.
Elena e Sofia
Elena è un’appassionata di yoga. Sofia una runner molto esperta. Apparentemente abitanti di mondi paralleli che grazie alla corsa sono entrati in collisione. Messaggio dopo messaggio si è creata dapprima sintonia, poi complicità. Sofia ha dimostrato a Elena quanto la dedizione e la disciplina possano portare lontano. Elena d’altro canto ha spiegato a Sofia che i benefici dello yoga vanno oltre la semplice, seppur utile, flessibilità. La chat si è trasformata in uno scambio giornaliero di consigli e suggerimenti, accompagnati sempre da un messaggio di incoraggiamento che l’una faceva all’altra, indipendentemente che si trattasse di sbloccare una nuova posizione di yoga o riuscire a migliorare la propria performance di corsa. I messaggi di testo si sono tramutati in videochiamate che hanno contribuito ad accorciare la distanza fisica tra le due ragazze. Il mondo di Elena ha contaminato quello di Sofia e viceversa. Ora Sofia ha incluso qualche posizione di yoga al termine di ogni corsa mentre Elena ha inserito nella sua routine qualche sessione di corsa leggera per rafforzare le gambe ed essere più forte nelle sue pratiche yoga. Da compagne di allenamento sono diventate confidenti a dimostrazione del fatto che più che un’esperienza basata sulla corsa o sullo yoga si è trattato della creazione di un legame forte e autentico.
Luca e Giorgio
Luca ha iniziato a correre per rimettersi in forma e smaltire qualche chilo di troppo. Giorgio invece corre da sempre, quel che si vuol definire un runner navigato. Due persone con modi opposti di intendere la corsa si sono trovati a condividere allenamenti a distanza. In chat Luca ha chiesto consigli su consigli a Giorgio che dal canto suo gli ha trasmesso motivazione e incoraggiamento. Giorgio ha messo a disposizione di Luca la sua esperienza per insegnargli come fare per superare gli ostacoli. Luca, inconsapevolmente, ha motivato Giorgio nel raccontargli ogni suo piccolo progresso e scoglio superato. C’è stato un incoraggiamento reciproco e il festeggiamento di ogni piccolo successo. Il senso di conquista era lo stesso indipendentemente dall’obiettivo raggiunto, sia che si trattasse di un altro chilo perso o del raggiungimento di un nuovo record personale. Non c’era competizione ma una vera amicizia. La corsa li ha resi complici oltre ogni differenza. Ci sono stati scambi di foto dei percorsi e dei panorami come a voler rendere partecipe l’altro di ogni singolo passo di quella nuova avventura. Luca e Giorgio non parlano più solo di corsa nelle loro conversazioni, ma condividono interessi musicali e per altre attività, come la meditazione per esempio, e tante altre passioni e curiosità che li accomunano. Si è creata una connessione che va oltre ai chilometri e cresce giorno dopo giorno. Ogni volta che Luca si allaccia le scarpe da corsa sa che non sarà più da solo: a motivarlo, ispirarlo e incoraggiarlo ci sarà Giorgio che condividerà con lui ogni passo del suo nuovo cammino.
Mattia e Luca (un altro Luca)
Mattia vive a Milano e corre principalmente per cercare sollievo dall’ansia e dallo stress. Luca è un trail runner che corre su e giù per le colline umbre. È emerso da subito l’amore di Luca per i percorsi fuoristrada e le avventure sui sentieri contrapposto al desiderio di Mattia di trovare pace in una città che non da mai tregua. Due ragazzi molto diversi che tuttavia sono accomunati dal vivere la corsa come mezzo di ricerca di benessere mentale e fisico. Si è creata da subito empatia. Luca ha iniziato a raccontare della sua passione per la natura mentre Mattia ha spiegato come avesse imparato a staccare dalla routine frenetica di Milano a suon di passi di corsa. Correre per le vie intasate dal traffico cittadino ha su di lui un effetto calmante, in totale contrapposizione con l’ambiente esterno. L’uno sosteneva e incoraggiava l’altro. Le diverse abitudini non sono mai state un motivo di allontanamento. C’è stata una condivisione di sfide che non sono mai sfociate nella competizione, al massimo in qualche scherzo finito in una fragorosa risata. Luca ha fatto scoprire a Mattia il trail running da una nuova prospettiva, ovvero quella di una meditazione in movimento. I due correvano geograficamente lontani ma era come se fossero l’uno al fianco dell’altro. L’amicizia tra Mattia e Luca ha permesso a entrambi di scoprire nuove sfaccettature della corsa e arricchire l’esperienza di allenamento. Più di due semplici amici, due nuovi compagni di avventure.
Il nostro viaggio è quasi giunto al termine. La prossima settimana uscirà l’ultimo episodio di Run Together in cui esploreremo ancora una volta un territorio sconosciuto del correre insieme.