Ser-Od Bat-Ochir è un atleta olimpico. Viene dalla Mongolia e sabato ha partecipato alla maratona di Paris 2024. La sua prestazione non particolarmente entusiasmante non è però il motivo per cui rimarrà nella storia: Ser-Od Bat-Ochir è infatti arrivato ultimo, per l’esattezza 71°. Anche se i concorrenti totali erano 81, se ne sono ritirati ben 10, fra i quali anche Eliud Kipchoge, che ha rinunciato al 30° km.
Non è però questa la sola cosa notevole della prestazione del mongolo. Ser-Od Bat-Ochir è infatti una vecchia conoscenza delle Olimpiadi, dato che quella di Parigi è stata la 6a che ha corso, avendo iniziato a competere portando la bandiera del suo paese per le Olimpiadi di Atlanta del 2004. Il suo tempo finale è stato di 2:42:33, cioè 36 minuti dopo il vincitore, l’etiope Tamirat Tola.
Anche fra le donne c’è ovviamente un’ultima classificata: si tratta di Kinzang Lhamo, del Bhutan. Partita assieme alle altre 90 (la maratona femminile aveva infatti 91 partecipanti), è giunta al traguardo dopo 3:52:59, cioè 90 minuti dopo la vincitrice, la etiope-olandese Sifan Hassan, che l’ha chiusa in 2:22:55.
La gara di Kinzang Lhamo è stata particolarmente difficile tanto da farle pensare al ritiro, anche per via del ritardo accumulato. La sua forza d’animo deve però aver animato il pubblico della maratona che a due chilometri dal traguardo ha iniziato a incitarla, correndo con lei. Rianimata da così tanta partecipazione, è riuscita a compiere lo sforzo finale e tagliare il traguardo, visibilmente esausta.
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Si dice che gli ultimi arrivati in realtà vincono il premio per la resistenza e anche queste Olimpiadi l’hanno confermato: chi lo vince per la longevità sportiva e chi per la tenacia con cui comunque decide di arrivare in fondo, a tagliare quel maledetto nastro.