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La meditazione trascendentale può ricostituire l’energia, non solo rilassare.
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Studi scientifici mostrano effetti su onde cerebrali, stress, e vigilanza.
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Una pratica regolare può migliorare energia e lucidità durante la giornata.
Ho sempre amato Jerry Seinfeld. Per la sua comicità, per la più famosa serie televisiva del mondo che porta il suo nome e per l’amore che ha per la scrittura, prima ancora che per la sua arte. Poi un giorno ho scoperto una cosa che me l’ha reso ancora più simpatico e vicino.
Ho visto il video di una sua intervista: non parlava di scrittura né di comicità. Parlava di meditazione. Allora ho ascoltato. Non mi ha deluso perché non diceva le solite – utili ma note – cose: diceva qualcosa a cui non avevo mai pensato. Qualcosa che potrebbe portare ancora più persone a meditare.
Ho sempre inteso la meditazione come un modo per rilassarmi, ed è vero: funziona proprio così. Ma oggi dovrei dire “funziona anche così”. Seinfeld diceva che per lui la meditazione era una fonte di energia, cioè apparentemente l’opposto.
La meditazione come fonte di energia
Lui vede insomma nella meditazione un potere ben più profondo: una vera e propria fonte di energia rinnovabile. È giusto specificare che lui si riferisce a quella trascendentale ma ho il fondato sospetto che funzioni anche quella “normale”. L’idea è insomma quella di meditare non solo per calmarsi ma per ricaricarsi di energia. Può sembrare curiosa, ma per chi pratica regolarmente – come il comico americano – è una verità evidente.
La meditazione è più di una pausa
Seinfeld racconta di meditare due o più volte al giorno, in genere, praticando una sessione al mattino e una al pomeriggio. A volte anche più spesso. La meditazione trascendentale prevede di concentrarsi su un mantra, ossia una parola o un suono che aiuta a raggiungere uno stato mentale calmo e profondo. La meditazione trascendentale, in particolare, è nota per permettere una disconnessione mentale molto intensa e, come direbbe Seinfeld, di “ricostituire l’energia”.
Per esperienza personale posso dire che però funziona anche con la meditazione normale: dopo averla praticata anche solo per 10-15 minuti sento più energia, o, quantomeno, sento che la stanchezza della giornata è stata lavata via, i muscoli sono più rilassati e, inaspettatamente, ho trovato in me ancora energie.
La stessa scienza conferma che la meditazione trascendentale ha effetti significativi sul cervello. Studi di imaging cerebrale mostrano che praticandola si attivano aree cerebrali coinvolte nella regolazione delle emozioni e nella gestione dello stress, mentre cala l’attività della corteccia prefrontale – la zona associata al pensiero razionale e alle preoccupazioni. Questo cambio di attività comporta un rilassamento profondo, che aiuta a “ricaricare” non solo la mente ma anche il corpo.
Potremmo descrivere il fenomeno in questi termini: non è che venga prodotta energia vitale dal nulla ma quella che si ha viene impiegata nel modo più efficiente, cioè per concentrarsi sul presente. L’energia è liberata.
Come un sonno profondo
Seinfeld spiega che differenza ci sia fra il riposo notturno e quello generato dalla meditazione. Dice di guardare il letto su cui ci si è riposati per ore e ore: “È disfatto, non sembra un luogo in cui è successa una vera rigenerazione”. È un’immagine curiosa e anche un po’ provocatoria, che ci spinge a riflettere sul sonno come una fase della giornata non sempre ottimale per ristorarci. Sebbene il sonno sia fondamentale, non sempre riusciamo a trarne il massimo beneficio, specie se dormiamo poco o in modo disturbato. La meditazione può dunque essere un alleato formidabile, dato che fornisce un’energia che il solo sonno non è sempre in grado di darci, anche perché nel sonno non possiamo controllare niente, ma lo viviamo più che altro passivamente: non siamo consci e non facciamo altro che sognare.
Con ciò non voglio dire che il sonno sia inutile o poco efficace, anzi: aiuta infatti a elaborare memorie e accelera i processi di ricostruzione muscolare, e quindi è profondamente funzionale all’efficienza del corpo. D’altro canto la meditazione sembra offrire un riposo profondo e cosciente che amplifica le riserve energetiche.
Non è magia
Perché sentiamo questo effetto “energizzante”? Secondo le neuroscienze, la meditazione trascendentale può modulare l’attività delle onde cerebrali, producendo un effetto ristoratore che tocca i livelli più profondi della mente e del sistema nervoso. Le onde theta, tipiche degli stati di relax, e le onde alfa, associate a calma e lucidità, diventano più intense mentre la si pratica. Questi ritmi cerebrali rilassano corpo e mente, facilitando un riposo che il sonno a volte non è in grado di assicurare. In altre parole, meditare non solo ci calma, ma stimola una sorta di “ricarica veloce” dell’energia mentale. Esattamente come quella di un cellulare: non è completa, ma è molto meglio di avere le batterie scariche, non trovi?
Come inserire la meditazione nella tua giornata
Se non hai mai pensato che la meditazione ti interessasse ma l’idea di “produrre energia” ti piace, puoi provare a inserirla (vale anche per la mindfulness) nella tua giornata. Ecco alcuni consigli pratici per iniziare:
- Trova il momento giusto: per molti, il mattino e il tardo pomeriggio sono ideali. Al mattino nella mente ci sono ancora residui dei sogni, e meditare può essere un’esperienza particolare (garantito!). Non serve molto: per iniziare bastano anche solo 10 minuti al giorno, così da abituarti senza sentirti pressato.
- Scegli un luogo tranquillo: creare le condizioni ideali aiuta non poco. È difficile meditare in un ambiente disturbato ma se non lo trovi, puoi crearne uno con l’aiuto di auricolari o cuffie, ascoltando suoni rilassanti. Parlo non a caso di “suoni” e non di musiche: è meglio non usare musica perché il cervello sarebbe portato a seguirla, mentre quello che ti serve è solo un ambiente sonoro che susciti immagini ed emozioni. Se vuoi un consiglio, cerca playlist di campane tibetane, suoni delle balene o anche rumore bianco. C’è anche chi medita con il vento di Marte (🙋). Se invece riesci a trovare un ambiente silenzioso, meglio ancora: potrai staccare dalle distrazioni e trovare più facilmente il rilassamento. Non hai bisogno di un posto speciale; basta che sia uno spazio dove ti senti a tuo agio.
- Usa un mantra: non deve essere complicato; una parola o suono che ti fa stare bene è perfetto. Il mantra è una specie di ancora che tiene la mente vincolata a qualcosa di solido, altrimenti se ne andrebbe in giro, come tu ben sai.
- Sii costante: più che il tempo impiegato a meditare, infinitamente più importante è la regolarità con cui lo fai. Anche solo pochi minuti al giorno fanno la differenza, credimi.
Riposare per trovare l’energia che già hai
Pensare alla meditazione come fonte di energia potrebbe stravolgere la tua percezione di cosa significhi riposarsi e sentirsi pieni di energia. Non parlo dell’energia affaticata e felice che hai al termine di un allenamento soddisfacente. Si tratta più che altro di una calma ritrovata che, avendo azzerato le distrazioni e il rumore di fondo, ti permette di usare meglio le forze che hai. Così come ricarichi il telefono ogni sera, puoi usare la meditazione per ricaricare te stesso, soprattutto nei momenti di maggiore stress o stanchezza. Pensa sempre che si tratta di pochi minuti (ne spendi molti di più a guardare Instagram o Tic Tok, se fai il conto). Prenditi quei momenti e vedrai che non solo la mente ma anche il corpo risponderanno con una maggiore vitalità.