Ogni fine settimana, scegliamo le storie più belle pubblicate su Goodmorning Runlovers, la newsletter curata da Andrea Corradin che puoi leggere in meno di un minuto. Ti arriva nella casella di posta ogni giorno dal lunedì al venerdì, entro le 8:30.
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Una delle cose che ci sentiamo più spesso dire è “Vorrei tanto correre ma non ho tempo. I professionisti fanno solo quello, no?”.
Non proprio o non solo. Come ci racconta Andrea in una delle storie raccontate questa settimana in Goodmorning Runlovers.
Correndo ognuno si libera delle proprie etichette. Quelle che la società cerca di metterci costantemente. Professionali e personali. Alla partenza di una corsa trovi l’operaio e la manager, il monaco e la rockstar.
La corsa in questo è davvero democratica. Tutti affronteranno la fatica, i loro demoni, la gioia di superare i propri limiti. Gioie e dolori.
Correndo tra le montagne potresti incontrare anche un medico che compete con i migliori al mondo: il dottor Thibaut Garrivier. Da piccolo, fino ai 10 anni ha vissuto a Sainte-Mère-Église, in Normandia. Ha iniziato a correre tardi, durante il primo anno di Medicina, a Marsiglia, per sfogare le tensioni durante il percorso duro, e a ostacoli, per diventare medico.
Non è regolare nelle corse. Capita si alleni dopo un turno di reperibilità di 24 ore. Poi trova il suo equilibrio, e svolta. Nel 2019 vince la Transvulcania alle Canarie. Nel 2021 vince la CCC di UTMB, sul Monte Bianco. Diventa uno tra i migliori ultra runner al mondo.
Atleta del team Hoka. Nonostante questo decide di non abbandonare il suo percorso professionale: nel 2022 si trasferisce a lavorare in una clinica ad Annecy, patria del trail running, per riuscire ad allenarsi sulle migliori montagne.
Decide di essere medico e runner d’élite. Esprimendo due volti della stessa persona.
In fondo, a modo nostro, siamo tutti come diceva Pirandello; “uno, nessuno e centomila”. Non esiste una versione definitiva di noi stessi.
