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“Cosa vuoi fare da grande?”
Quante volte te l’hanno chiesto? Quante risposte hai cambiato mentre crescevi? Non sappiamo come ha risposto Jonny Kim quando era piccolo e chissà se avrebbe mai pensato di trovarsi un giorno a fare quello che molti bambini sognano di fare: l’astronauta.
Ma la cosa bella di questa storia è che prima di arrivarci la sua vita gli ha riservato altre sorprese. Alle quali lui ha sempre risposto bene, per quanto alcune fossero davvero pesantissime.
Non puoi mai sapere, se un giorno farai l’astronauta. E non solo.
I social media ci hanno dato la “possibilità” di assistere alle vite di migliaia di persone.
Atleti, influencer, spesso sconosciuti, di cui vediamo solo i traguardi.
A quale runner viene voglia di postare quando è infortunato? Quale persona scalpita per raccontare al mondo un recente fallimento? Poche. Nessuna.
Salvo poi scoprire che la “vita reale” non va secondo i piani di (quasi) nessuno.
Ognuno affronta difficoltà e cadute che diventano parte del percorso. Affrontandole scopriamo chi siamo davvero.
Prendiamo la storia di Jonny Kim. Ha compiuto solo 40 anni ma ha già raggiunto risultati straordinari. È stato un militare dei Navy Seal, poi si è laureato in Medicina ad Harvard, infine è stato scelto dalla NASA come astronauta.
Cioè io quest’anno compio 37 anni e non ho ancora imparato a piegare bene le t-shirt 😅
Il suo sembra un percorso di successi crescenti, pianificati al dettaglio. Ma non è così.
Nato nel 1984 a Los Angeles da una famiglia di immigrati sudcoreani, il padre gestiva uno shop di liquori, e la madre faceva l’infermiera. Jonny cresce con un padre alcolizzato e violento. Picchia la moglie e a volte, quando non è soddisfatto, anche lui e il fratello.
Sono terrorizzati.
Nel 2006 la situazione precipita quando il padre con un fucile prova a fare fuori l’intera famiglia, ma viene ucciso da un colpo di pistola della polizia. In qualche modo Johnny è salvo. Ma è un ragazzo traumatizzato.
«Ero un ragazzino spaventato. Avevo paura del mondo, paura delle relazioni, paura di parlare con le persone, di andare a scuola, di avere le mie opinioni, di parlare apertamente o di lottare per ciò che credevo fosse giusto.»
Per caso a 16 anni scopre l’esistenza dei Navy Seal, le leggendarie forze speciali americane. Farne parte diventa il suo sogno. Per diventare invincibile e proteggere sua madre e il fratello da qualsiasi pericolo. Ci riesce. Supera l’addestramento e partecipa a più di 100 missioni militari in tutto il mondo, compresa la guerra in Iraq.
Inizia a soffrire per le atrocità a cui assiste. Perde un grande amico in uno scontro a fuoco.
Forse quello non è il suo posto.
Decide di cambiare vita: vuole specializzarsi nella medicina di emergenza. Si iscrive all’università a San Diego e nel 2016 si specializza ad Harvard. Nel frattempo si sposa e crea una famiglia.
Inizia a lavorare come medico nel Massachusetts. Poi conosce Scott Parazynski, astronauta statunitense che gli mette in testa che le sue abilità militari e mediche sarebbero ideali per i programmi della NASA.
Partecipa alle difficilissime selezioni. Le supera. Assieme ad altri 17 astronauti inizia l’addestramento per una missione spaziale prevista per il 2025. La vita non va quasi mai secondo le nostre previsioni.
A volte, questo può anche essere una fortuna.
«Non avevo pianificato nulla di tutto questo. Non avrei mai immaginato di diventare un Navy SEAL, un medico o un astronauta. È successo perché mi sono lasciato guidare dalla mia curiosità e dal desiderio di essere utile agli altri.»

