- Il corpo umano è progettato per correre lunghe distanze grazie a un’efficienza unica.
- Con il giusto allenamento, potresti correre almeno 50 km senza fermarti.
- Il limite è spesso più mentale che fisico: allenati, gestisci le risorse e spingiti oltre!
Quando hai superato le prime fatiche e fare più di una manciata di chilometri di corsa non ti sembra un’impresa impossibile, inizi a pensare che il limite della tua resistenza si possa davvero spostare. In fondo l’hai sperimentato: poco tempo fa non correvi nemmeno, poi hai corso con fatica inenarrabile qualche chilometro e ora riesci a farne 5, 8, 10!
Forse hai sbloccato un nuovo livello, forse il tuo limite è molto più in là di quanto pensassi. Si dice che si sottovaluta quello che si può fare nel lungo periodo e si sopravvaluta quello che si può fare nel breve periodo. È un concetto che può essere applicato anche al corpo: si sottovaluta quello che può fare, o quello che possiamo portarlo a fare. Ma ovviamente c’è un limite.
Il limite
Il limite esiste, ma la verità è che è molto più in là di quanto crediamo. Ma quanto esattamente?
Se pensi che l’essere umano sia nato per stare fermo o per muoversi poco, sappi che la scienza e la storia dell’evoluzione dell’umanità raccontano tutt’altra storia.
Gli esseri umani sono evolutivamente predisposti alla corsa sulla lunga distanza. Questo grazie a una serie di adattamenti biologici che ci distinguono dalla maggior parte degli animali:
- A differenza di molti animali che dissipano calore ansimando, noi sudiamo, e ciò ci permette di regolare la temperatura corporea in modo più efficace.
- Abbiamo il tendine d’Achille che immagazzina energia a ogni passo, riducendo il consumo energetico.
- Abbiamo una certa capacità aerobica, cioè il nostro sistema cardiovascolare è progettato per sostenere sforzi prolungati.
Quindi: se hai mai avuto la sensazione di poter continuare a correre all’infinito dopo aver superato la fatica iniziale, è proprio per questi motivi. E anche per una certa ebrezza che di ha preso dopo aver superato il tuo personale limite.
Scherzi a parte, quel che è vero è che il corpo trova il suo ritmo, l’ossigeno viene utilizzato in modo più efficiente e si entra in una sorta di “modalità maratona”.
Ma quindi… qual è il limite umano?
Le risposte variano. Se parliamo di corse estreme, ci sono atleti che hanno corso per giorni senza fermarsi. Uno dei casi più incredibili è quello di Dean Karnazes, un ultramaratoneta che ha corso per 350 miglia (circa 560 km) in 80 ore senza dormire. E non è il solo: l’italiano Andrea Marcato ha vinto diverse edizioni di quella che è ufficialmente considerata la gara più lunga la mondo, cioè la Self-Transcendence 3100 Mile Race. Si tiene a New York ed è lunga, appunto, 3.100 miglia, cioè 4.989 chilometri. Marcato ha vinto anche l’edizione del 2024, impiegandoci 43 giorni, 3 ore, 4 minuti e 6 secondi.
Ma anche senza spingere il corpo fino a questi estremi, ci sono molte persone che corrono ultra-maratone da 100 km, 160 km e oltre (solamente!).
Certo, non tutti sono Dean Karnazes o ultramaratoneti, per non parlare di Marcato, che ha un campionato tutto suo. L’insegnamento che dobbiamo trarre da queste esperienze e dalla scienza è che, con il giusto allenamento e una corretta gestione delle risorse fisiche (alimentazione, idratazione, strategia mentale), un essere umano medio potrebbe correre almeno 50 km senza fermarsi.
Cosa ti limita davvero?
Potresti pensare che siano le gambe a cedere per prime, ma spesso i limiti sono mentali e fisiologici.
- Il glicogeno si esaurisce: le riserve di zuccheri nei muscoli si svuotano, e il corpo deve iniziare a bruciare grassi, un processo meno efficiente.
- Disidratazione: perdere troppi liquidi significa ridurre la capacità del sangue di trasportare ossigeno.
- Il cervello va in protezione: la fatica è spesso una strategia del cervello per impedirti di farti del male, anche quando il corpo avrebbe ancora energia.
Cosa permette allora agli ultramaratoneti di gestire questi aspetti? La loro capacità di misurare le forze, nutrirsi in corsa, mantenere un passo costante e, soprattutto, sviluppare una forte resilienza mentale.
Quindi tu quanto puoi correre?
Se sei abituato a correre 10 km, probabilmente con la giusta gestione potresti arrivare a 20-30 km senza fermarti. Se hai corso una mezza maratona, con un po’ di strategia e una solida preparazione potresti affrontare una maratona. E se hai già corso una maratona… beh, ormai avrai capito che è un continuo rilancio sulla distanza. In attesa di trovare il tuo limite, che si comporta come solo i limiti sanno fare: si sposta in continuazione.
(Via Live Science)