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Si scrive Boston Marathon, si legge Storia della Maratona

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Per quasi tutte le discipline, sportive ma non solo, esiste un luogo in particolare che funge da punto di riferimento per tutti. Un luogo di culto dove, i veri adepti, prima o poi si recano in pellegrinaggio.
Per il tennis è sicuramente Wimbledon, per il Judo il Nippon Budokan, per il calcio lo stadio Maracanà.
Per la maratona è la Boston Marathon.

119 anni di storia

La prima edizione della maratona di Boston, infatti, si corse nel 1897. Ogni abitante della città di oggi è nato che la maratona già c’era. Un primato che solo poche manifestazioni possono vantare. Da quell’anno in poi arrivando fino ad oggi, nel mese di aprile e nel terzo lunedì di questo mese, a Boston si è sempre corsa la maratona. Non fa eccezione il 2015, e lunedì 20 Aprile si correrà come ogni anno. Prima però, un po’ di storia.

Una maratona Rosa

Di Rosie Ruiz, che rubò proprio la maratona di Boston, abbiamo già parlato. Ma un’altra donna ha fatto la storia della maratona proprio qui e, questa volta, in un modo decisamente più onorevole. Si tratta di Kathrine Switzer che nel 1967 corse la maratona di Boston, allora preclusa alle donne, sfidando l’ira degli organizzatori. “Vattene dalla mia corsa e dammi quel numero!” fu quanto le venne intimato da un giudice di gara quando si scoprì che l’iscritto K. Switzer era in realtà una donna (K. Non stava ad indicare Kevin o Ken o Kirk).
Ancora oggi quell’episodio è ricordato come un punto di svolta nel mondo della maratona femminile. 5 anni dopo, nel 1972, finalmente anche le donne vennero ammesse a prendere parte alla gara.

Hopkinton, Scream Tunnel e Hearthbreak Hill

Ecco. Dovendo citare tre punti salienti della gara questi sono i primi tre che balzano all’occhio leggendo le storie su questa corsa. Il primo è Hopkinton, la partenza, ci si trova un cartello con la scritta “It all starts here”, tradotto “Tutto comincia qui”. Non serve aggiungere altro.
Proseguendo una citazione va fatta allo Scream Tunnel, un punto popolato dalle studentesse, urlanti, del Wellesley College che si offrono ai maratoneti con i loro “Free Kiss”. Si narra di gente che, a causa di questo passaggio, ha fatto segnare il proprio Personal Worst in questa gara. E senza rimpianti.
Infine, anche se al traguardo mancano ancora 10 km, la famosa Hearthbreak Hill. L’ultima di una serie di tre salite dove chi va può fare la differenza. Roba per top runner.

Il dramma e la rivincita

È il 15 aprile del 2013. Esattamente alla 4a ora, 9 minuti e 44 secondi esplodono a circa 200 metri dall’arrivo su Boylston Street 2 ordigni che provocano 3 morti e 264 feriti. Qualche giorno dopo i responsabili vengono identificati e arrestati: sono due fratelli immigrati di origine cecena. Uno dei due muore nel conflitto a fuoco scoppiato durante la loro cattura, l’altro fugge ma viene arrestato qualche giorno dopo. Io era là: l’ho corsa e sono fortunatamente arrivato prima dell’esplosione.

Ci sono tante corse, ma una sola Boston Marathon

Per la sua lunga storia, tante sono gli aneddoti che si legano a questa gara. Come il record di partenti per una maratona, 38708, fatto segnare nell’edizione del centenario. Oppure la prestazione del 2011 di Geoffrey Mutai, 2 ore 3 minuti e 2 secondi. Che sarebbe record del mondo della disciplina se non fosse che Boston non è certificata per il record a causa dell’elevato dislivello tra partenza ed arrivo.
O ancora il famoso “Duel in the Sun” tra Alberto Salazar e Dick Beardsley dove Salazar vinse la gara prima di collassare disidratato a causa del forte calore. Ci vorranno 6 litri di liquidi per farlo riprendere.
Ma alla fine, quello che conta più di tutto, è vedere gli abitanti di Boston che, fin dal giorno prima della gara prendono il posto, il loro posto, ai bordi della strada per poter assistere al passaggio dei maratoneti il giorno della gara.
Quest’anno sarà un’edizione ancora più sentita perché sarà simbolica della rivincita della vita sulla morte. Una rinascita per una maratona che è nel cuore di ogni americano e di tutto il mondo.

Il tutto è riassunto in una frase riportata da uno degli sponsor della corsa: There are many races, but only one Boston Marathon.

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