• Allenamento & performance
    • Correre
    • Iniziare a correre
    • Consigli
    • Tecnica
    • Programmi di Allenamento
    • Offroad
    • Recensioni
    • Scarpe
    • Training
  • Benessere
    • Azioni
    • Alimentazione
    • Let’s go outdoor
    • Meditazione
    • Walking e hiking
  • Contaminazioni
    • Cultura
    • Lifestyle
    • Cose Preziose
    • Playlist
    • Oggi non corro
  • Lovers
    • Editoriali
    • Corsi e Ricorsi
  • News
  • Podcast
Runlovers Runlovers
  • Allenamento & performance
  • Benessere
  • Contaminazioni
  • Lovers mail

Mi chiamo Roberto. Ho 38 anni e odio correre, odio i runner!

  • 3 minute read

O meglio, odiavo. Non ho mai sopportato il fatto di doversi mettere a correre come un fesso. Cosa c’era di stimolante nel vagare avanti e indietro lungo una passeggiata? Guardavo con occhi serrati chi si muoveva velocemente per il lungomare, probabilmente se avessi potuto gli avrei incenerito le caviglie con uno sguardo. Intendiamoci, non sono mai stato un tipo da poltrona, a quei tempi ogni week-end mi sparavo camminate in montagna da sei, otto ore. Milleduecento metri di dislivello non sono mai stati un problema per me, ma anche pensare solo di aumentare l’andatura mi faceva innervosire. Poi è successo: mi sono fermato. Un figlio, un bellissimo e amatissimo figlio mi ha fatto rallentare. No, mi correggo: mi sono completamente seduto. Passano gli anni fino ad arrivare a tre. Il mio corpo per un po’ ha retto bene, poi piano piano ha cominciato a crollare. Mi sentivo goffo e affaticato, una lumaca obesa che tentava invano di divincolarsi tra crampi e bestemmie. Dentro di me una vocina mi chiedeva, supplicava, di rimettermi in moto. Pensavo che avrei potuto correre, ma quando? Dopo cena non mi sembrava fattibile, di mattina forse, ma avrebbe comportato alzarsi alle 5:00, per poi correre quanto? Approposito: quanto si deve correre? E come? E poi… che palle! Odio correre!

Poi è successo.

Stavo andando a prendere il treno, quando a metà strada mi resi conto che il cellulare era ancora sulla scrivania dell’ufficio.
Dovevo prendere perforza quel treno.
Dovevo prendere perforza anche il cellulare.
Dovevo perforza correre.

E allora corsi più che potei, volai tra l’ufficio e la stazione come non mai. Sputai tre polmoni, due milze e i vitti delle feste di natale ’04 / ’05 , ma presi quel maledetto treno. Quando mi sedetti il mio corpo si rilassò, e fu in quel momento che fui pervaso da una sensazione nuova; embol… no, emmor… no, doveva essere dell’altro: le endorfine! Quelle maledette! Avevo dato l’anima in quella corsa di neppure un chilometro e pure stavo bene, molto bene; una nuova sensazione di benessere si stava impadronendo del mio corpo. Forse correre non era poi così male.

Ecco, l’avevo detto: era l’inizio della fine.

Cominciai a cercare su Internet, scoprii il famoso programma della coach potato, perché in effetti era quello che ero diventato: una patata lessa. Ma oramai il dado era tratto e il giorno della prima uscita era marchiato a fuoco sul calendario. Nessuno sapeva quello che avevo in mente, pure mia moglie per un attimo
sospettò in un’amante. E fu così che alle 5:00 am la sveglia suonò, con la sensazione di fare qualcosa di irrazionale e maledettamente stupido mi vestii con la mia tenuta da corsa fantozziana. Nascondendomi come il peggiore dei ladri uscii e cominciai la corsa. Il programma era semplice: un minuto di corsa e uno di camminata per sette volte. Quel minuto mi parve durasse una vita, ma una volta finita la serie stavo bene. Continuai gli allenamenti, e quando mi toccò correre per due minuti pensai di sbattere per terra. Dopo qualche mese mollai le ripetute e cominciai a macinare qualche chilometro. Tra alti e bassi le cinque del mattino diventarono famigliari e quando i miei amici seppero della corsa alle prime luci del mattino cercarono prima un buon psicanalista, poi un esorcista, infine cedettero all’evidenza che mi aveva dato completamente di volta il cervello.

Dopo sei mesi mi sono arreso…

Tre volte alla settimana, al mattino presto, corro per le strade del mio paese. Ogni uscita la pianifico a tavolino cercando di creare dei percorsi diversi e stimolanti, qualche volta adocchio i monti che affascinanti mi vogliono sui loro sentieri perché mi piacerebbe riandare in montagna con un’altra veste. Per tutti sono un pazzo, malato, che dovrebbe dormire al posto di correre prima dell’alba sul lungomare. Ma io vado imperterrito, migliorandomi ogni giorno. Insomma, mi sono fregato da solo.

Dunque eccomi qua, forse definirmi un runner è esagerato, ma l’importante è allacciarsi le scarpe e andare.

Roberto Sitzia

8 commenti
  1. Alberto ha detto:
    4 Marzo 2016 alle 09:39

    Caro Roberto sei TROPPO FORTE!!!
    Grazie per le sghignazzate che mi hai fatto fare leggendo il tuo racconto;)
    Buona vita.

    Rispondi
  2. Claudio ha detto:
    4 Marzo 2016 alle 13:41

    Mi ritrovo in ogni singola parola… Complimenti, bel racconto!

    Rispondi
  3. Caterina ha detto:
    4 Marzo 2016 alle 14:53

    Ciao Roberto ben venuto tra noi, te lo dice una che ha sempre odiato lo sport, e stamattina alle 6.30 ha fatto 20 vasche, e poi ripetute sui colli!! E mi sto preparando X la mezza di Pd!!!

    Rispondi
  4. Filippo ha detto:
    4 Marzo 2016 alle 21:09

    Bravo Roberto! Grazie per la condivisione.

    Rispondi
  5. Pier ha detto:
    5 Marzo 2016 alle 07:38

    Se non avessi preso quel treno, ti saresti forse sentito un po’ “perdente” (inteso come pendolare che perde) e dal giorno dopo per rivincita non avresti fatto altro che correre, e camminare a minuti alternati. Come dire: era la tua ora? buone corse!

    Rispondi
  6. Tania ha detto:
    5 Marzo 2016 alle 10:25

    Caro Roberto, come ti capisco, prima anche io odiavo la corsa. La consideravo una tortura quando andavo a scuola e facevamo ginnastica, e non ne capivo il fascino.
    Poi sono rimasta fregata anche io, e ora la adoro, guai a saltare un allenamento perché sennò mi sento uno schifo e divento nervosa con tutti. La corsa è così: una volta che gli dai un dito, si prende tutto il corpo :D

    Rispondi
  7. Michele ha detto:
    5 Marzo 2016 alle 23:57

    Roberto sei GRANDE!!

    Rispondi
  8. Nico ha detto:
    3 Gennaio 2017 alle 04:38

    Le sensazioni che il corpo ci dà quando produce endorfine non si possono spiegare…provare per credere….
    Buone corse a tutti!!!

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Runlovers
© Runlovers | All rights reserved | Privacy Policy
 
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 2001.

Inserisci la chiave di ricerca e premi invio.

Gestisci Consenso
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Visualizza le preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}