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Ho visto la Madonna

  • 6 minute read

L’amico Sandro Giambra corre in una delle più belle città del mondo. E come se non bastasse le sue corse non sono solo belle: sono delle avventure che gli riservano conoscenze strane e spirituali.

I RolliStons dal vivo, mentre corro su, fino a Villa Celimontana.
Arrivato alla fontana della navicella, ecco che iniziano i Pinfloid e mi accompagnano a scendere. Poi, sempre dal vivo, in leggera salita, attacca Renato Zero …
Sto un po’ deviando dal percorso che volevo fare: la mia intenzione era di stare fra Caracalla e l’Eur.
Più verso l’Eur.
Eccomi invece col Colosseo già alle spalle, a metà dei Fori Imperiali.
Che faccio, continuo?
Le gambe sembrano andare, però c’è da sopportare … lo slalom fra i turisti, il traffico più intenso, la possibilità nulla di correre nel verde.
Non lo so …
…
FilCollins
…
Ma sì, la giornata è meravigliosa, non c’è poi così tanta gente in giro e Roma sembra qui apposta per me, per darmi i bacetti ad ogni angolo… decisione presa: e centro sia!
Cuffiette di nuovo a palla e concentrato sull’andatura.
“…vivo un equilibriooo instabile”
le canzoni di Curreri mi piacciono … tutte! … Dondolo al ritmo lento, spingendomi su per la salita da Piazza Venezia al Quirinale.
“colleziono illusioniiii” …
Largo Santa Susanna.
Giro a sinistra e scendo per via Bissolati, larga, panoramica, col curvone e iniziano i NiuTrolls, di 30 anni fa, forse anche di più.
A gambe sciolte, a occhi chiusi coi coretti che ricordano i BiiGis … anche se i NiuTrolls sò comunque molto meglio.
A voce alta, fra i palazzoni e i sampietrini:
“dooove il cielo è più chiaaaro, il mare più veeero …”
perché a me sembra di stare sul palco, bello e intonato insieme a loro, mentre là fuori, tra il fiatone e le stonature, chissà lo strazio che arriva.
Quasi ballo, ondeggiando sui due ritmi, fra garmin e NiuTrolls, un po’ saltello, un po’ ancheggio, cerco l’appoggio sul sampietrino, poi sul marciapiede.
Giro di nuovo a sinistra, sempre in discesa, la via è molto più stretta, i rumori più netti, amplificati.
Sicuramente sto sbraitando perché il giapponese dall’altra parte della strada mi guarda perplesso:
“Com’è diffiiicile far finta di volare, e arrivare insieme doove, doooove …”
gesticolo da bradipo con la signora che m’accenna un saluto, almeno m’illudo sia un saluto, e quando, a pochi metri lì davanti, dietro l’angolo intravedo Piazza Barberini, ecco di nuovo Renato Zero.
Madido di sudore, corro a zigo zago, giro l’angolo urlando:
“se è vero che ero un ribelle, se ci credevo un pò…”
attraverso la piazza, un clacson che strombazza, io ce lo mando allegramente:
“a questo sporco tuo ricatto io … io non mi piegherò, non mi pieeeegherò!”
svicolo, corro, ansimo e … a un certo punto …

Madonna il madonnaro

– Ahiaaa!!
Schiaccio la mano di un madonnaro che sta disegnando coi gessetti sull’asfalto intorno alla fontana.
Mi fermo davanti a lui.
Sta smadonnando.
Non lo capisco. Ettecredo! Ho ancora le cuffiette.
Me le tolgo – scusa – gli faccio – non t’ho visto
– Mi hai rotto i diti.
– Non l’ho fatto apposta … mettili sotto l’acqua fredda e tieniceli per qualche minuto.
Mi siedo accanto a lui, sul bordo della fontana.
– Fammi un pò vedere la mano.
– Aiaiaiii!
– Forse questo è rotto, gli altri no, vedo che li muovi.
– Eh sì.
– Mi dispiace veramente, stavi chinato sotto il bordo della vasca e non t’ho proprio visto.
– E mò … come faccio a continuare la mia madonna?
Mi alzo a guardare l’opera madonnesca, giro lentamente in tondo per gustarmela tutta.
E’ bellissima.
Una giovane, bellissima madonna, dagli occhi profondi, come solo gli occhi della madonna.
Sta in piedi, in una posa che, sotto il manto azzurro, intuisco molto sensuale, a metà fra un gesto atletico e un accenno di pudica concessione.
C’è anche il bambino, tutto gnudo, anche lui in piedi, che le tende la manina per paura di rimanere indietro.
Lei lo guarda, il suo bambino, con quei suoi occhi profondi.
La direzione dello sguardo però non si esaurisce lì, sembra attraversare il bambino, uscire da quel circolo, oltre la fontana, oltre noi.
– Bravo – gli faccio – è uno sguardo che mette i brividi … e poi, una madonna così santa ma anche così … attizzante, non lo avevo mai vista.
– Grazie – mi risponde, tenendosi la mano sotto l’acqua – ma da quant’è che stai correndo? Sembra che stai facendo una maratona!
– Quasi un’ora – gli rispondo – vengo dall’Eur … e ci devo ritornare
– Sempre di corsa?
– Eccerto …
…
– Ecco – mi fa – riesco a muovere pure questo, non penso sia rotto, però fa un male cane … per una settimana, almeno, non potrò disegnare …
…
– Senti – gli dico
– Sì?
– Vuoi che te la continuo io?
– Cosa?
– La madonna
– … sei capace?
– No
– … fai pure
Mi inginocchio e recupero la scatola dei gessetti.
– Posso farle un garmin al polso?
– Che è un garmin?
– Questo! – gli indico il mio gps – … è per misurare la corsa, a quanto stai andando.
– … Vai col garmin
– Pure al bambinello, che dici?
– Pure … però più piccolo e più colorato
– Ok
Disegno i garmin a tutti e due, facendo attenzione a non inondare di sudore il quadro.
– Posso fare le saucony, che escono da sotto il manto azzurro e danno l’impressione della spinta?
– Che sò le saucony?
– Queste! – mi tocco un piede – sono le scarpette da corsa, la marca che uso io … se però preferisci le mizuno o le adidas …
– Vai con le saucony
– Pure al bambinello, tutto gnudo ma con le saucony
– Pure … però …
– … più piccole e più colorate
– Eccerto – mi sorride
– Posso fare che stanno correndo l’ultimo metro di un tappeto azzurro? Stesso colore del manto, una guida lunga lunga che esce dal circolo, dal marciapiede, arriva fino alla strada …
– Cos’è? L’arrivo di una maratona per caso?
– Esatto! Hai capito che sono un po’ fissato …
– Vai!
Disegno la guida, le transenne colorate degli ultimi metri …
– Che dici?
– Manca qualcosa …
– Cosa?
– La folla che li vede arrivare, che batte le mani, che li vuole toccare … devi anche fare tutti i palazzi intorno, coi balconi pieni … guarda! Ispirati pure.
Alzo lo sguardo dal disegno e intorno a noi s’è formata una marea di gente, accalcata e curiosa, che ci sta osservando.
– Come sta venendo? – rivolgendomi a tutti, in piedi sul disegno – Vi piace? Volete entrare pure voi nel quadro? Volete essere gli spettatori del PB della Madonna alla Maratona?
– Sììì , sìììì – urlano tutti in coro – … a me famme bionda cò l’estescions rosse… a me famme più alto e col cappello … a me …
– Vabbè, quello che viene viene … dai sorridete, che ve ce metto a tutti!
E giù a disegnare: Piazza Barberini invasa di gente, coi gonfiabili del traguardo al centro, i balconi intorno stracolmi ad applaudire e fotografare … e la Madonna, ancora più bella, in primo piano davanti alla folla, che taglia il traguardo insieme al bambinello un pò spaesato … ma molto colorato.
– Ora è perfetta – mi dice il madonnaro – stanno arrivando un sacco di monetine, piace molto … ti sei fatto perdonare
– Il minimo che potevo fare … comunque questa Madonna è magica: è venuto un capolavoro … da me, che non ho mai saputo disegnare!
Lo saluto, facendomi largo fra la folla che applaude entusiasta e che lancia monetine da tutti i pizzi.
Ricomincio a correre riprendendo su, per via Quattro Fontane.
Prima di scomparire alla vista mi giro:
– Curati i diti – gli urlo.
Mi sorride, mostrando la mano acciaccata che si muove benissimo, salutandomi agitando tutte le falangi.
Rispondo con lo stesso gesto e … non lo vedo più.
Me ne torno verso casa, senza musica: ho una bella sensazione di felicità, che mi voglio godere tutta intera, senza distrazioni.
Ritorno scegliendo l’altro versante di Piazza Venezia. Passo davanti alla Bocca della Verità e salgo, costeggiando il Circo Massimo.
Su in cima, giro verso l’interno, inoltrandomi fra le bellissime chiese dell’Aventino.
Sulla parete in fondo al porticato che costeggia il Parco degli Aranci mi appare un’immagine: sarà la fatica, sarà il sudore, la suggestione … ma io vedo una bella donna, tutta incappucciata in un manto azzurro, dalla testa ai piedi.
La vedo scoprirsi il capo, mostrandomi i suoi lunghi capelli castano chiari e poi, un attimo prima di entrare nel portone della basilica, si alza la gonna, sempre rimanendo sotto il ginocchio … e mi fa l’occhietto, mostrandomi un paio di saucony luminosissime.

(Photo Credits from Flickr by Tarantino Vincenzo)

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