La Deejay Ten non è una corsa, è molto di più. Un po’ perché la organizza il signore che vedi nella foto qui sopra che, oltre a essere la voce più famosa della radio italiana, è anche il “colpevole” di aver avvicinato alla corsa moltissime persone. E un po’ è perché io non ho mai visto così tanta gente divertirsi e ridere mentre corre.
Piazza Duomo – bellissima la partenza da lì – era letteralmente invasa di magliette gialle. Un’immagine costruttiva e ben augurante per il running in Italia che, se si togliesse un po’ di polvere e vecchiume di dosso, potrebbe davvero diffondersi tantissimo.

C’erano persone che correvano, altre che camminavano, c’erano i nordic walkers (ciao La Pina!) ma soprattutto c’eri sicuramente anche tu, con lo spirito o con le gambe. Perché corse come questa – anche senza colori sparati addosso o fango da guadare – rappresentano il divertimento della corsa, accessibile a tutti.



Un ultimo elogio. Ai pacer Nike che, una volta arrivati, si fermavano lungo le transenne per dare il cinque a tutti quelli che arrivavano. L’ho trovato un gesto emozionante. Grazie.
La Deejay Ten ha dimostrato di essere diventata, da “piccolo ritrovo tra amici e appassionati”, un evento che ha il piglio e l’approccio delle grandissime corse internazionali ma sempre con lo spirito e il divertimento di coloro che amano correre. E, se anche tu, come noi, pensi che la corsa sia proprio questo, allora c’eri. E magari ti trovi nelle foto qui sotto.












