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Non sapevo cosa significasse correre

  • 3 minute read

Giorni fa avevamo chiesto di raccontarti a RunLovers, con la tua storia o con la tua playlist. Abbiamo ricevuto davvero tantissime mail (davvero tantissime, grazie!) e altrettante playlist. Ma i patti erano chiari: gli autori delle storie o delle playlist pubblicate avrebbero ricevuto il braccialetto con all’interno la scritta “YOU’RE A RUNLOVER“.
La prima storia che abbiamo scelto è quella di Benedetta, che presto riceverà il suo braccialetto. Complimenti Benedetta!

E buona lettura :) 


Running. Una parola a me del tutto sconosciuta, almeno fino a quattro anni fa.

Perché mai iniziare a far fatica, a sudare, a prendere troppo caldo e troppo freddo (perché di questo a volte si tratta), perché sprecare così del preziosissimo tempo indispensabile a preparare gli esami? Perché comprarsi scarpe inguardabili, dai colori osceni ma comodissime? Perché tutto questo?

Io ancora adesso non posso dare una risposta precisa.

Un motivo scatenante forse sì, c’è stato: operazione agli occhi per riduzione della miopia, seguita da un’infezione a un tallone. Niente di incredibile, ma un mese trascorso tra stampelle e giornate noiosissime in casa ha scatenato qualcosa in me.
Un istinto primordiale? Non saprei. Ma di sicuro c’era una gran voglia di uscire, di muoversi, di respirare e anche di faticare. E ho deciso che ci avrei provato anche io. Io stessa che al liceo preferivo una verifica di algebra ad un test di Cooper, io che avevo il fiatone del lupo de “La Spada nella Roccia” dopo una corsa per prendere il treno.
Incredibile. Ce l’ho fatta, e pure alla grande. Attualmente macino una cinquantina di chilometri a settimana, e ne vado proprio fiera. Ho addirittura perso qualche chilo, condizione non indispensabile ma sempre ben accetta.

C’è da dire che non ho simpatia per la città affollata, il caos, la vita metropolitana, neanche per la gente molte volte. Fuori dall’ambiente lavorativo io amo stare con me stessa. Amo osservare la natura, il cielo; amo riflettere sulla vita, amo i ragionamenti intricati e capziosi.
E proprio questo ho trovato nella corsa: uno spazio mio dove nessuno, ma proprio nessuno, può entrare. Quando corro sono in una stanza chiusa a chiave, ma con le finestre spalancate sul mondo. Posso pensare e credere tutto quello che voglio, nessuno mi può contraddire, nessuno mi può fermare. Sono un Highlander che ha vinto la sua battaglia e che finalmente ha ricevuto la ricompensa finale, divenendo capace di trascendere ciò che lo circonda.

Non pensate troppo male però, non vivo solo d’ascetismo. Quelle poche volte che ho trovato compagni d’avventura è stato bellissimo. Cosa importa se non corrono bene, se sono troppo lenti o se ti fanno parlare troppo? È stato comunque bellissimo condividere quel momento insieme a loro. E io sono sempre felice se qualcuno ha voglia di accompagnarmi, animali compresi. Il mio cagnolino Flash, per esempio, ha corso molti chilometri insieme a me. Non parla, ma basta la sua presenza in quel momento a renderlo più che mai eloquente. E ringrazio anche il mio ragazzo, che pur non essendo uno sportivo mi ha seguito in bicicletta in lungo e in largo per tutta l’estate.
Non mi interessa la competizione, se non quella con me stessa. Anche se, perché no? Potrei provare anche io a correre una gara prima o poi. Se qualcuno mi spronasse a riguardo ne sarei felice!

Runners, anche se queste possono sembrare parole scontate, continuate a correre, continuate a ritagliarvi quel momento tutto vostro che vi fa sentire vivi e parte del bello che ci circonda! E vi prego, non siate spocchiosi mentre correte, non guardate male l’altro runner alle prime armi, o quello che si mette tre giacche a vento a ottobre, o quello che corre con la felpa a luglio, o quello che si ferma a prendere fiato. Siamo tutti uguali: stessa voglia di vivere, di divertirsi e di stare bene con noi stessi. Un sorriso, un saluto, e siete liberi di continuare per la vostra strada.

Cosa chiedere di meglio?

Benedetta Paini


Vuoi diventare anche tu un Runlover? Mandaci la tua storia o la tua playlist. Se verrai pubblicato riceverai il braccialetto. Scopri qui come fare.

3 commenti
  1. Enza ha detto:
    19 Dicembre 2015 alle 12:52

    Bellissima storia scritta con parole semplici ed emozionanti. Brava Benedetta!

    Rispondi
  2. Simone ha detto:
    19 Dicembre 2015 alle 14:53

    Bellissimo pezzo Benedetta ;) Se ad Aprile avrai tempo e voglia di partecipare alla tua prima gara,a Genova si correrà la Mezza Maratona (evento che comprenderà anche una 13K) ..sarebbe bello saperti alla partenza e condividere una cosi bella giornata di festa :)

    Rispondi
  3. Benedetta ha detto:
    21 Dicembre 2015 alle 23:01

    Grazie a tutti! Siete gentilissimi! E sì mi piacerebbe molto partecipare a una gara! E a Genova non sarebbe male.. Vedremo ?

    Rispondi

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