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Addio compagna di una vita

  • 2 minute read

I vostri racconti continuano. Questa settimana Vittorio racconta come ha sconfitto la pigrizia con il suo opposto: l’attività fisica. 


La pigrizia è sempre stata la fedele compagna delle mie giornate. Almeno fino a un anno fa.

Da tempo amici e conoscenti mi invogliavano ad uno stile di vita più virtuoso ma compiere attività sportiva era lontano anni luce dalla mia mente: non avrei mai pensato di diventare amante della corsa. Un po’ per caso, un po’ per gioco mi ritrovai con delle scarpe da ginnastica qualsiasi e una vecchia tuta a compiere i primi passi da corridore. Quei dieci minuti di corsa lenta mi prostrarono fisicamente al punto che, già da quel primo tentativo, ero sull’orlo della rinuncia. Ma non mi diedi per vinto. Le tante persone attorno a me, così motivate, così attrezzate, mi diedero una spinta motivazionale notevole. Era evidente, solo a vederle, che fosse la cosa più giusta continuare per quella strada. Dopo due mesi, quei 10 minuti di corsa leggera diventarono 30 minuti di corsa a ritmo più sostenuto. Ed è proprio in questo periodo che dentro di me scattò qualcosa: quel quid che continua a farmi correre e che spero mi motiverà per molti anni a venire. Mi accorsi che correre regolarmente era un modo per staccare: nel senso più pregnante del termine. Staccare dallo studio, sfogare lo stress, dimenticare lo smartphone, le preoccupazioni in generale e gli esami in particolare: insomma, il mondo circostante.

Quando corri, ci sei tu, i tuoi limiti e la natura: stop. Tutto si ferma. O meglio, la confusione cerebrale che accompagna le vite caotiche di un ogni uomo occidentale in qualche modo si assesta, si placa. Viene sovrastata dagli istinti umani più profondi, primordiali, naturali. Tutto il corpo, in ogni suo muscolo, si attiva. Spingiamo noi stessi al limite e, per farlo, abbiamo bisogno di ogni briciolo di energia, di tanta fatica: che alla fine dà tanta soddisfazione. La corsa è diventata un modo per conoscermi fino in fondo, per dominare le emozioni, per acquisire sicurezza. Una spinta per rendere più social la vita. Per conoscere persone “dal vivo”, senza schermi, senza distanze. Perché se corri esci di casa: lo fai molto più spesso e volentieri. È un modus vivendi che, partendo da un atto fisico, ha ricadute positive sulla psiche e sull’aspetto sociale delle nostre vite.

L’esistenza di ognuno è piena di ostacoli, di compiti e di situazioni che ci pongono giornalmente faccia a faccia con i nostri limiti. Il lavoro, la famiglia, la gestione di qualsiasi progetto a breve o a lungo termine richiede fatica. Così come nella corsa anche nella vita è necessario andare avanti: chi si ferma è perduto. Ma l’impegno e la devozione, in fin dei conti, ripagano sempre gli sforzi compiuti. È questo che mi ha insegnato la corsa. A non mollare. A non tirarmi indietro alla prima difficoltà. La resistenza, la forza di andare avanti, la voglia di mettermi sempre in gioco: di superare sempre quel limite che credevo invalicabile.

Ecco perché correre mi ha cambiato la vita.

Vittorio Brogna

3 commenti
  1. Alberto ha detto:
    22 Gennaio 2016 alle 15:44

    Sottoscrivo pienamente!
    Esperienza molto simile.
    Grazie Vittorio!!!

    Rispondi
  2. Giusy ha detto:
    23 Gennaio 2016 alle 17:03

    Salve,
    è praticamente tutto il giorno che leggo i vostri articoli, e devo dire che siete davvero forti!
    Mi ritrovo a scrivere il mio primo commento qui semplicemente perché dopo gli enne articoli letti mi è venuta la forte voglia di esprimere ciò che provo. :-)
    Riesco a comprendere tutto quello che scrivete.. dalle sensazioni che la corsa ci regala, a quello che rappresenta e a tutte le difficoltà che ne conseguono..
    Difficoltà, già.. questo è per me un momento difficile e il peggio è che non riesco a sfogarlo con la corsa.
    E questa è la cosa che più mi fa rabbia. Fino a poco tempo fa poteva cascare il mondo ma la MIA oretta di corsa era sacrosanta. Nessuno poteva togliermela.
    Oggi, invece, ogni giorno mi dico “oggi esco a correre” e puntualmente quando si avvicina il momento di infilarmi la scarpe non ci riesco. Resto ferma, le fisso.. e non le indosso.
    Magari è successo a qualcuno di voi di provare le mie stesse sensazioni?
    Se si, come avete reagito?
    Ve lo chiedo proprio perché io non riesco a trovare una soluzione..
    ..grazie in anticipo per le risposte.

    Rispondi
    1. monrob2 ha detto:
      29 Gennaio 2016 alle 12:56

      Esiste solo una soluzione. Esci e corri. Poi tutto verrà naturalmente.

      Rispondi

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