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Essere triatleta senza fare (troppa) fatica

  • 3 minute read

Spesso vedere le cose da fuori non ti fa percepire la loro vera essenza, ne puoi osservare l’estetica, l’apparenza, ma non riesci a capirle nella loro interezza. Il triathlon è sicuramente una di queste.
Visto da fuori è appassionante, veloce, spettacolare e ti sembra di percepire la fatica quasi in modo tangibile. Senti il respiro che si rompe nella tonnara delle prime bracciate in acqua, le gambe che bruciano nello sforzo dello spingere la bici più veloce in strada e il sudore che ti cola negli occhi durante la corsa.

Un’immagine epica, certo, e reale per certi versi ma sicuramente non così dura quando – da principiante / amatore / cialtronecheciprova – lo vivi da dentro. Perché di fatica se ne fa molta, ma non più di quanta se ne possa fare quando ci si allena per qualunque altro sport con passione e dedizione. Il triathlon, semplicemente, ti costringe a imparare tante cose, a essere metodico, e a fare tutte le cose per bene curando i dettagli. Perché nei dettagli sta la perfezione e il triathlon è fatto di un’infinità di dettagli.

La fatica, dicevo, è presente in ogni disciplina. Dalla corsa allo sci alpinismo, dall’equitazione alla formula 1. Ma, se ci pensi, qual è la nostra principale forma di fatica? Secondo me è lo spreco delle energie, il dirigerle nella direzione sbagliata, l’usarne troppe o troppo poche. E, quando parlo di energie, non mi riferisco solo a quelle che generano fatica, ma anche tutte le energie mentali che ci permettono di far fruttare meglio il nostro tempo.

Eccoci allora con 5 regole molto molto utili che ti aiuteranno a capire che non è poi così faticoso essere un triatleta. O che comunque non è più faticoso rispetto all’essere un atleta che affronta seriamente qualunque altra disciplina.

1. Trova un allenatore

Tutte le battaglie si vincono grazie ai grandi strateghi. E un bravo stratega è colui che riesce ad astrarsi e a vedere le cose dall’alto, nel loro piano generale.
Segui la mia metafora (senza mandarmi a quel paese) e immagina di dover raggiungere un luogo preciso: se conosci la mappa della città, come la vedessi dall’alto, riesci a orientarti in modo abbastanza preciso; se invece non hai idea di che direzione prendere, correrai il rischio di trovarti in un labirinto urbano che potrebbe, sì, farti arrivare a destinazione ma sicuramente ti porterà a fare molta più fatica.
L’allenatore è proprio la nostra mappa, la guida, che direziona la nostra fatica in modo che ogni singola goccia di sudore ci porti un po’ più vicini al raggiungere il nostro obiettivo.

2. Cura l’alimentazione

L’alimentazione è senza dubbio la quarta disciplina del triathlon. Infatti, non a caso, tutti i più grandi triatleti sono diventati, volenti o no, degli esperti di alimentazione. E proprio il cibo può fare la differenza tra un allenamento riuscito e uno del tutto sbagliato. Ben venga l’integrazione e la capacità di capire cosa mangiare, quanto e quando. In fondo, se ci pensi, l’alimentazione (con il sonno) è l’unico modo che abbiamo per preparare il nostro corpo a un allenamento e, dopo, per velocizzarne il recupero.

3. Conosci il tuo corpo e le tue reazioni

La conoscenza nasce da due fonti di informazioni: le tue sensazioni e i test di valutazione funzionale. La prima fonte nasce dall’esperienza e dalla nostra capacità di osservare e ascoltare le reazioni del nostro corpo. Per la seconda fonte bisogna necessariamente tornare al punto 1, ossia al nostro allenatore che, con strumenti appositi, saprà misurare e determinare il nostro stato di forma e quindi accompagnarci meglio calibrando gli allenamenti giusti per noi.

4. Meglio ti alleni, meno ti alleni

Quando ci si allena, può capitare di entrare in un loop in cui si fatica senza necessariamente sapere cosa stiamo facendo e perché. Avere invece un programma con allenamenti specifici ci permetterà di avere una roadmap chiara con periodi specifici dedicati alla costruzione di forza, endurance, tecnica e – l’indispensabile – scarico. Solo così, e purtroppo devo ripetermi, ogni singola uscita in bici, di corsa o in acqua ci guiderà diretti al nostro obiettivo.

5. Uccidi le distrazioni

Questo è un consiglio, una regola, valido anche per la vita quotidiana. Quando devi allenarti molto, ti trovi a vedere ogni singola distrazione inutile come l’allontanarti dal tuo obiettivo. Se ci pensi, stare focalizzati su quello che si sta facendo, aiuta a raggiungere qualunque traguardo.
Non è una visione integralista, sia chiaro. È solo un metodo per non sprecare energie inutili e concentrare sulle cose davvero importanti: la nostra vita, i nostri affetti, i nostri obiettivi.

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