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I fratelli più forti del mondo, in molti sensi

  • 2 minute read

Questo video non ha bisogno di molti commenti o spiegazioni: ci sono Alistair e Jonathan Brownlee che corrono. Se non sai chi sono, brevemente: due fratelli, i più forti al mondo in triathlon, medaglia d’oro e argento alle recenti Olimpiadi di Rio (ma erano già stati oro e bronzo a Londra 2012).

Stavano partecipando alla finale dei mondiali di triathlon a Cozumel in Messico e Jonathan era in testa quando a 700 metri dal traguardo è collassato. Prima è stato sorretto da qualcuno del pubblico e poi, come in un film di supereroi, alle sue spalle è arrivato quasi volando il fratello che, vistolo in difficoltà, l’ha trascinato verso il traguardo sorreggendolo.

Commozione e lacrime e per fortuna “solo” un colpo di sole per Jonathan che tagliato il traguardo si è accasciato, ma restando sempre vigile.

Dal letto di ospedale ha poi ringraziato il fratello per la sua lealtà, dicendo che avrebbe preferito finire la stagione in un’altra maniera ma che aveva comunque dato tutto (ti crediamo Jonny!).

Not how I wanted to end the season, but gave it everything. Thanks @AliBrownleetri, your loyalty is incredible pic.twitter.com/6uG4QiIgfS

— Jonathan Brownlee (@jonny_brownlee) September 19, 2016

Il fratello dice che l’avrebbe fatto per chiunque e che collassare in quel modo poteva essere molto più pericoloso se non fosse stato soccorso immediatamente. Scherzando ha poi aggiunto: “Quell’idiota poteva anche fare jogging negli ultimi chilometri”, alludendo al grande vantaggio che aveva sugli altri al momento del collasso.*

La federazione spagnola cui appartiene il campione del mondo Mario Mola (classificatosi poi 5°, ma vincitore ai punti nella classifica generale) ha sporto reclamo perché a sua detta Jonny era stato scorrettamente aiutato.
I giudici hanno però decretato che l’aiuto prestato ad un atleta in evidente difficoltà o in pericolo di vita come in questo caso è stato perfettamente lecito.

(Photo credits British Triathlon)

* Modificato il 20.09.2016 alle ore 15.08 per un’errata interpretazione delle parole di Alistair Brownlee riferite originariamente allo spagnolo Mola e invece pronunciate all’indirizzo di suo fratello. Grazie a Giorgio Saracco per la precisazione.

5 commenti
  1. Pietro ha detto:
    20 Settembre 2016 alle 13:42

    Immensi! ??

    Rispondi
  2. Lucia ha detto:
    20 Settembre 2016 alle 15:16

    Guarda che non è Mola quello che ha esultato, Mola è arrivato dopo i due fratelli, e credo che il rimprovero affettuoso fosse rivolto proprio a Jonny, che non avrebbe dovuto stancarsi tanto ?
    Te lo faccio notare perché seguo i due mitici Brownlee da un bel po’ e ti assicuro che non di sono mai rivolti in modo irrispettoso verso nessun avversario!

    Rispondi
    1. Martino Pietropoli ha detto:
      20 Settembre 2016 alle 16:25

      Corretto! Grazie per la segnalazione :)

      Rispondi
  3. marco ha detto:
    20 Settembre 2016 alle 16:37

    Vabbè, scontato che siano i più forti del mondo non vedo, sinceramente, nulla di straordinario nell’aiutare tuo fratello che sta collassando sia pure a pochi metri dal traguardo, immagino che chiunque altro avrebbe fatto lo stesso, la vita di tuo fratello (normalmente…) non è nemmeno lontanamente paragonabile a qualunque vittoria; sul reclamo della federazione spagnola, beh, io non conosco il regolamento a menadito ma la risposta dei giudici sa molto ma molto di “volemose bene” e buonismo a convenienza (immagino le urla degli scandalizzati benpensanti – sempre numerosissimi – se il fratello collassato fosse stato squalificato) e in ogni caso, se ci fosse una regola ben precisa in merito (ripeto, non lo so) andrebbe applicata, fratello collassato o no: se vieni aiutato vai squalificato.

    Rispondi
    1. Martino Pietropoli ha detto:
      20 Settembre 2016 alle 17:24

      È un bel gesto. Naturale, specie nei confronti del fratello e sapendo che non ti saresti classificato molto meglio ma ugualmente bello.
      Riguardo alla squalifica negata: Appendix K, Rule 7 “Accepting assistance from anyone other than a Technical Official, race official or other athlete”. Prevede lo “Stop and go” e la ripartenza dallo stesso punto o la squalifica, ma qualora chi aiuta sia “other than a Technical Official, race official or other athlete”. In questo caso si trattava di un atleta accorso in aiuto (che si è a sua volta penalizzato rallentando) quindi la decisione della giuria non mi pare da “Volemose bene” ma semplicemente aderente al regolamento.

      Rispondi

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