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Il turista runner

  • 3 minute read

Non tutti i runner sono uguali e anche lo stesso runner – tu, io o lei – possono essere runner diversi a seconda del tempo e soprattutto del luogo.

Per esempio: quando è in vacanza il runner diventa turista runner, ed è tutta un’altra cosa.

Dall’abitudine all’imprevisto

Pensa a come corri normalmente: hai la tua strada o al massimo le tue strade. Le conosci così bene che potresti farle a occhi chiusi. Sai che il 4° km è dopo quella curva e che devi tornare indietro arrivato a quel semaforo. Ma cosa succede quando non conosci la città dove corri?
Devi abbandonare le tue certezze e non correre più in maniera automatica. Di certo non potrai più controllare i tempi ma chi se ne importa no? Vanno in vacanza anche loro e finalmente puoi tornare a correre per il solo piacere di farlo e di conoscere nuovi luoghi.

La valigia

Do per scontato che tu abbia messo in valigia come prima cosa il tuo corredo da corsa: un paio di cambi, gli occhiali, un cappellino o un buff e almeno un paio di scarpe (hai visto come preparare la valigia e piegare al meglio il tuo abbigliamento da running vero?). Arrivato nella nuova città e sistematoti non resta che cambiarsi e uscire a correre.

In ricognizione

Il bello della corsa da turista è che non devi sapere esattamente dove andare. Anzi, direi che è fondamentale non saperlo proprio. Mettiti alla prova e cerca il centro città. Se il tuo albergo non si trova nella piazza principale puoi capire dove si trova solo dai flussi delle persone o dall’età degli edifici che incontri. La sfida è arrivare al centro e tornare indietro. Usa questa corsa per cercare di capire quali sono i luoghi più importanti da visitare e gli scorci più suggestivi: potrai visitarli il giorno stesso o quello dopo, a seconda di quando sei uscito a correre.

Non misurarti

Ti misuri già il resto dell’anno: quanto hai guadagnato, quanti km hai fatto, quanti anni ha la tua macchina, quanti ne hai tu. Datti tregua e non misurare proprio niente. Esci solo col cellulare per capire eventualmente dove ti trovi ma non è necessario che tracci la tua corsa (a meno che non sia a Central Park, allora è obbligatorio bullarsene con gli amici). La vacanza significa prendere le distanze da tutto ciò che fai il resto dell’anno. Devi essere diverso: più rilassato e spensierato, perché finalmente hai tempo da perdere. Non senti quanto è liberatorio?

Eh ma io c’ho la mezza in autunno da preparare!

Ok ok, ho capito. Tu non stacchi mai e in vacanza ti alleni di più perché hai più tempo. Anzi: ti alleni pure 2 volte al giorno, tanto in spiaggia non ti piace stare. Ok, capisco. Però ciò non toglie che uno dei tuoi doppi allenamenti possa essere proprio così: senza meta perché la meta è la sola conoscenza del luogo dove sei con la corsa. Non è una cosa inutile se ci pensi: corri comunque e impari cose nuove. Vuoi un trucco per convincerti? Correre e fermarti (per ammirare) e ripartire sono una forma leggera di ripetute: vari i tempi e solleciti il cuore a cambiare ritmo. Meglio così? Ecco, chiamiamole “ripetute da vacanza”. Senza tempo anche quelle, ma pur sempre ripetute sono.
E adesso a correre: metti giù quel cardio GPS e corri con le gambe e soprattutto con gli occhi: quelle che farai sono corse che non ricorderai per i tempi o i km ma perché hai corso nella campagna francese o a Boston. Ma vuoi mettere?

(Photo credits Federazione Italiana Sport Orientamento)

5 commenti
  1. Daniele ha detto:
    9 Agosto 2016 alle 14:00

    ..si..è tutto molto vero.Davvero un bell’articolo

    Rispondi
    1. Martino Pietropoli ha detto:
      9 Agosto 2016 alle 15:39

      Grazie Daniele :)

      Rispondi
  2. Valentina ha detto:
    9 Agosto 2016 alle 17:14

    Ho approfittato della vacanza in campagna per correre tra i campi all’alba e ascoltare i suoni della natura… È stato magico!
    Ho fatto 5 km in meno di mezz’ora senza accorgermene e senza sforzo..
    Per me che sono abituata a fare 10 km solo alle gare (non competitive!) è un gran risultato!!

    Rispondi
    1. Martino Pietropoli ha detto:
      9 Agosto 2016 alle 18:27

      Un grandissimo risultato! Si capisce che eri davvero rilassata e ti sei lasciata trasportare dal flusso di energie positive della corsa :) Buone corse a te!

      Rispondi
  3. marco ha detto:
    9 Agosto 2016 alle 19:12

    Alcune delle più belle corse che ricordo le feci a Cala Gonone in Sardegna, nel 2014, dal villaggio dove vacanzeggiavo fino alla fine della strada a strapiombo sulla scogliera sottostante, circa 7 km tra andata e ritorno con un panorama assolutamente indescrivibile, mare e precipizio da un lato e montagna quasi verticale dall’altro. E un immancabile bastardino che ogni volta mi inseguiva abbaiando per 100 metri buoni.

    Rispondi

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