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Chia la fa e Chia l’aspetti

  • 3 minute read

Lo scorso weekend sono stato a Chia per il Sardinia Chia Triathlon, per raccontarlo (non per partecipare), per raccontarne l’atmosfera e – non ti nego – anche per vedere in azione Jan Frodeno perché, quando ti appassioni per il triathlon, hai bisogno di sentirti un po’ meno folle, magari solo per il fatto di essere in mezzo a molti altri pazzi come te.

Già avevo capito alla partenza che il volo Ryanair, più che un normale trasferimento, era una specie di charter di triatleti dato che c’erano più borse SciCon che valigie. Ma, arrivato all’Aeroporto di Cagliari, trovo ad aspettarmi Federico Procopio (che, per chi non lo sapesse, è Un Ironman ai Fornelli) e Michela Santini (una triatleta italiana molto molto forte che poi arriverà quarta assoluta alla gara): persone che già conosco per quello che fanno ma che non avevo mai incontrato.
La cosa stupefacente è che non c’erano sguardi di sfida ma solamente grandissimi sorrisi tra persone felici di incontrarsi e accomunate da una grandissima passione: il triathlon.

Il Chia Laguna Resort mi accoglie nel buio della notte sarda, con un vento molto forte che fa temere di aver sbagliato destinazione ed essere arrivato, per errore, in Islanda. Ma no, sono in Sardegna. E ne ho la certezza al mio risveglio.

Apro le tende e mi trovo immerso nella natura con uccellini che cinguettano e un sole luminosissimo che manda un inequivocabile invito: esci e goditi la giornata!

Dopo una colazione a buffet – che, per un goloso come me, equivale a guadagnare 18 chili al giorno – la mattina inizia con la richiesta di presentare la conferenza stampa con gli atleti e gli organizzatori e chi sono io per rifiutare? Anche perché l’ospite d’onore sarà lui: Jan Frodeno.

photo: Giancarlo Colombo

Alto più di me ma con 10 chili in meno, arriva con un sorriso smagliante, rilassato, disponibile per fare due chiacchiere e un selfie tutti. La cosa che mi impressiona di più però è proprio la sua forma fisica: è indiscutibilmente una perfetta macchina da corsa. Quindi, mentre nel vicino bike point, ci sono centinaia di migliaia di euro in biciclette a fare gli ultimi aggiustamenti, raccontiamo il Chia Laguna Resort, la gara e consegnamo i pettorali agli atleti elite. Tra questi ci sono tantissimi volti conosciuti: Ivan Risti, Alberto Casadei, Massimo Cigana, Jonathan Ciavattella, Sara Dossena. E poi c’è pure la grandissima Martina Dogana. Insomma, per fartela breve: ero emozionato e felice come una liceale al ballo di fine anno. ;)

Il pranzo scorre sereno nella sala ristorante con il più basso indice di massa grassa medio che io abbia mai visto, nonostante l’arrivo dei 400 triatleti equivalga a un’invasione di cavallette per la quantità di cibo consumato.

Il resort è praticamente davanti al mare e in un pomeriggio libero cosa fai? Le opzioni erano due: mettere la muta e fare una nuotata oppure infilare le scarpe e andare a correre. Le condizioni del vento e del mare mi fanno optare per la seconda ipotesi e quindi via! a macinare chilometri e scoprire la bellezza selvaggia della Baia di Chia e godermi il Bike Check-in in zona cambio.

Ormai tutto è pronto: mancano poche ore allo start ma già si respira a pieni polmoni la tensione della gara.

Come avrai capito dall’immagine in copertina, Frodeno ha vinto la gara. Nuota come un motoscafo, pedala come una moto e corre come se le sue ASICS GEL-Hyper Tri 3 avessero degli inserti speciali che non gli fanno sentire la forza di gravità. La cosa che mi ha impressionato di più è stato il tempo di contatto del suo piede con il suolo: praticamente nullo; infatti ha chiuso la mezza maratona – dopo aver nuotato per 1.900 metri e pedalato per 90 Km – in 1h10’08” (qui trovi tutti i risultati).

Mentre la cosa che ha colpito di più Frodo è stato il percorso in bici: “il più duro e bello su cui abbia mai pedalato”.

Le ore successive si sono susseguite tra atleti che arrivavano, chiacchiere, festeggiamenti e tantissime risate.

Il giorno della partenza è stato triste, un po’ come quando lasci una compagnia stupenda in un posto altrettanto stupendo ma ho portato a casa due ricordi che rimarranno parecchio tempo: i triatleti sono una grande famiglia, dove tutti si conoscono e, se anche non ti conoscono, ti conoscono lo stesso. Ed è una sensazione fantastica perché ti senti subito “a casa”.

Il secondo ricordo che ho portato a casa è stata la bellezza di un luogo perfetto dove fare sport, un’ospitalità meravigliosa e una struttura interamente incentrata sul benessere dei propri ospiti.

Ciao Chia! Aspettami! Perché l’anno prossimo ci sarò ma con un pettorale addosso.

2 commenti
  1. Michele ha detto:
    2 Maggio 2017 alle 13:00

    “Il pranzo scorre sereno nella sala ristorante con il più basso indice di massa grassa medio che io abbia mai visto” ho riso per mezz’ora

    PS io le chiavi le avvolgo in uno scottex.

    Rispondi
    1. Sandro Siviero ha detto:
      2 Maggio 2017 alle 17:45

      Te lo giuro! Un indice di massa grassa bassissimo e tutti ad affrontare il buffet come fosse un distributore di gelati gratis nel Sahara. (Va bene anche lo scottex, io uso la pellicola perché aderisce e diventa un salsicciotto che sta fermo) ;)

      Rispondi

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