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Correre a digiuno, come farlo e perché

  • 2 minute read

Le feste natalizie sono (finalmente) passate. Quest’anno mi è costato più del solito stare seduta a tavola a mangiare, nonostante nella mia famiglia siamo bravi a non “esagerare” con le quantità.
Quando ero più piccola mangiavo anche i sassi mentre quest’anno, mi è costato più fatica stare a tavola 3 ore, anzichè fare un olimpico! Sarà un chiaro degno dei 30 anni che si stanno avvicinanado e iniziano a far sentire la loro presenza?
Non lo so, ma questa mattina quando mi sono guardata allo specchio ho avuto l’impressione di aver ingoiato un cocomero, da quanto mi sentivo gonfia.

Come si può cercare di salvare il salvabile?

Una soluzione potrebbe essere l’allenamento a digiuno. Correre, nuotare o anche pedalare prima di colazione a ritmi molto blandi, permette di attivare il metabolismo, utilizzare i grassi a scopo energetico e sembra promuova anche il benessere psicofisico.

In pratica fare attività sportiva la mattina appena svegli, dà una scossa al metabolismo, attivandolo e facendolo rimanere più elevato per tutto il resto della giornata. Insomma non è tanto la quantità di calorie consumate durante la corsa, quanto quelle che vengono utilizzate nelle ore successive proprio grazie a questo incremento metabolico.

Inoltre al mattino, a causa del lungo digiuno notturno, la quantità di zucchero nel sangue e le scorte di glicogeno (lo zucchero stoccato nei muscoli come riserva energetica) sono generalmente inferiori rispetto al resto della giornata, di conseguenza allenarsi in queste condizioni promuove un maggiore utilizzo di grassi come substrato energetico.
Anche il quadro ormonale, favorisce il dimagrimento: si hanno, infatti, bassi livelli di insulina e alti livelli di ormoni controinsulari, ovvero che ne contrastano l’effetto (adrenalina, noradrenalina, cortisolo, tiroxina, glucagone ed ormone della crescita). Tutti questi ormoni stimolano quindi l’utilizzo dei grassi anziché degli zuccheri come fonte energetica.

Infine, l’importante rilascio di endorfine indotto dall’attività fisica è potenzialmente utile per promuovere il senso di benessere psicofisico per il resto della giornata.
Ovviamente la parola d’ordine quando ci si allena al mattino a digiuno, soprattutto se non si è abituati, è “andare piano”. Inoltre la sessione non dev’essere troppo lunga (un’ora al massimo!) altrimenti si rischia l’eccessivo catabolismo muscolare.

Un ultimo consiglio è quello di fare un’abbondante colazione dopo essersi allenati, con un giusto mix di carboidrati, proteine e grassi buoni.

Quindi, concludendo, correre a digiuno stimola il metabolismo e lo mantiene più elevato per il resto della giornata, favorisce l’utilizzo dei grassi anziché dei carboidrati come fonte energetica e stimola lo sviluppo di endorfine, che fanno bene all’umore.

Dite che con questa ricetta riusciremo a superare le feste indenni? Io credo di si!

3 commenti
  1. Merlinox ha detto:
    28 Dicembre 2017 alle 14:35

    Ciao Veronica, io praticamente da sempre (ultimi 4 anni) mi allena in modalità #albarunner a digiuno. Fanno eccezione i lunghi (specie se preparo una maratona) in cui faccio colazione prima.
    Ti confermo che si può fare benissimo, anche sostenendo allenamenti impegnativi come ripetute o veloci.

    ;)

    Rispondi
  2. ROBYA ha detto:
    27 Febbraio 2018 alle 09:32

    idem.. #AlbaRunner a digiuno. Suona la sveglia, bevo un sorso, vado in bagno, mi cambio ed esco. Per ora non ho mai fatto più di 15 km

    Rispondi
    1. Merlinox ha detto:
      27 Febbraio 2018 alle 11:37

      Idem, aggiungo solo un 20 minuti di risveglio muscolare: un po’ di ginnastica dolce, dello stretching attivo, un po’ di plank, qualche squot in velocità e un po’ di esecizi pliometrici per partire. Per me è fondamentale questa fase, specie d’inverno.
      In preparazione di maratona arrivato anche a 18 km, ma è assolutamente soggettivo e dipende dal come si fanno.

      Rispondi

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