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Correre è inutile

  • 3 minute read

“Ma dai, anche tu corri? E hai mai fatto la maratona di New York?”

Da quando corro questa domanda me l’hanno rivolta decine di volte e il motivo per cui me la fanno è molto semplice: quella di New York è la più famosa al mondo e chiunque di noi si trovi a parlare di un argomento che ignora si aggrappa al primo appiglio per non fare la figura della statua di sale. E nel pensiero comune “maratona” equivale a “New York”, tanto che per molti è inconcepibile che tu non l’abbia mai corsa.
No, non l’ho mai corsa e la maggior parte di quelli che corrono non l’hanno mai corsa e mai la correranno per svariati motivi: non è dietro l’angolo, è a numero chiuso e, fortunatamente, siamo in milioni a correre in Italia e in decine di milioni nel mondo e sarebbe tecnicamente impossibile che tutti corressimo a New York.

C’è dell’altro

Ma ho il sospetto che ci sia un motivo più profondo nell’ingenuità di una domanda del genere: quello che ti stanno chiedendo in realtà è altro ed è più precisamente “Perché fai una cosa che non ha uno scopo?”.

Di scopi la corsa ne ha molti, d’accordo: stare in forma, rilassarsi, meditare, competere. Tutto vero, ma se ci pensi bene pochi sport come la corsa – forse nessuno – hanno una componente di competizione così improbabile. Mi spiego meglio: quali altri sport ti permettono *con meno probabilità* di vincere qualcosa?
Cosa motiva infatti l’essere umano? Il denaro, la soddisfazione personale, l’altruismo. Fai qualcosa perché ti pagano per farla, o perché hai una ricompensa simbolica (un premio), o per fare del bene agli altri. Alla corsa non si applica nessuno di questi casi.

1. Non ti pagano per farlo

A meno che tu non corra su un tapis roulant collegato a una dinamo che sviluppa energia elettrica che puoi poi rivendere (e ammesso quindi che tu ne produca più di quanta ne consumi il tapis roulant stesso), nessuno ti paga per farlo.

2. Non vinci niente

Vuoi vincere qualcosa? Vai a giocare a tennis con il tuo amico Paolo o con Elisa: magari vinci. Oppure vai al calcetto del giovedì, magari questa è la volta buona che tu e i tuoi amici vincete. Ma correndo cosa speri di vincere? Seriamente: le tue probabilità di vittoria sono le più basse che in qualsiasi altro sport. Ne hai di più di fare goal a Buffon mentre passi per sbaglio sul campo di una finale di Champions League (impossibile no? Ecco: è statisticamente più probabile, fai conto).

3. Non fai del bene a nessuno

A meno che tu non corra per raccogliere soldi per un’associazione impegnata nel sociale, correre non farà stare meglio nessuno, anzi: causerà forse incomprensioni in famiglia perché nessuno accetta che tu ogni tanto te ne vada fuori per qualche ora invece di riordinare il garage o di dipingere la staccionata. Almeno avessi un’amante! Macché, vai fuori a correre!

Quindi, riassumendo: non corri per soldi, né per vincere e nemmeno per far del bene. Ma allora chi te lo fa fare?
Credo che la risposta a questa domanda sia quello che manda in tilt chi te la pone: correndo non fai niente di produttivo, che di per sé almeno giustificherebbe lo sforzo. Siamo talmente abituati a fare qualcosa con uno scopo (economico o personale) che l’idea di non farlo per un motivo ben preciso risulta incomprensibile.

Ecco quindi che la maratona di New York ha un senso per chi non corre: se corre – si dicono questi – lo fa per andare a correrla almeno. O per fare una maratona, prima o poi.

Ormai ho imparato come rispondere a chi me la fa e adoro scandalizzarli: “No, non l’ho mai corsa e se te la devo dire tutta non ho mai corso nemmeno una maratona”. Dopo questo non sanno più che cosa dirti perché per loro sei un punto di domanda con le scarpe: cioè, non hai mai corso la maratona di New York e anzi non ne hai mai corso una?
No, mai corsa. E non corro nemmeno per soldi o per vincere. Corro perché mi piace farlo. Perché per il resto della mia vita faccio cose per cui sono retribuito o cose che sono costretto a fare o cose che fanno star bene altri e quindi anche me.
Ma correre no: correre fa bene solo a me, è da egoisti, è inutile ma è il mio spazio, è il mio tempo. Non produce niente, non ha un motivo, è inutile. Ma mi ha sempre restituito molto di più di quanto gli abbia dato. Per questo, se non ti dispiace, continuo a correre.

29 commenti
  1. Alessandro Bonato ha detto:
    23 Marzo 2017 alle 12:58

    Concordo con ogni singola parola!

    Rispondi
    1. Martino Pietropoli ha detto:
      23 Marzo 2017 alle 15:50

      Grazie Alessandro, è un piacere :)

      Rispondi
  2. Porsia Adelaide Sergio ha detto:
    23 Marzo 2017 alle 13:48

    La domanda di rito: ..e hai vinto? Risposta:certo, vinco ogni volta che calzo le mie scarpette e ogni volta che parto allo start e taglio un traguardo

    Rispondi
    1. Martino Pietropoli ha detto:
      23 Marzo 2017 alle 15:49

      La parte più difficile è fare il primo passo, no? Dicono così e lo trovo verissimo ;)

      Rispondi
  3. ANTONIO ha detto:
    23 Marzo 2017 alle 14:20

    Sei un mito!

    Rispondi
    1. Martino Pietropoli ha detto:
      23 Marzo 2017 alle 15:49

      Grazie Antonio! Ma dimmi una cosa: “Hai mai fatto la maratona di NY tu?” ???

      Rispondi
  4. Rob ha detto:
    23 Marzo 2017 alle 14:47

    Bhè, in fondo, se corri ti senti bene, se ti senti bene sei più sereno, se sei più sereno stai bene in famiglia e questo fa bene alla famiglia, se stai bene tu e latua famiglia lavori meglio, se lavori meglio, produci di più…ergo, quando vado a correre, per quanto piano vada, solo per il fatto di andarci, faccio girare l’economia!!! La corsa è altruismo, solo mascherato da egoismo!:-)
    Dovrebbero ringraziarci, a prescindere…!!!! :-))) (un milione di faccette)

    Rispondi
    1. Martino Pietropoli ha detto:
      23 Marzo 2017 alle 15:48

      Ma infatti: se sei più rilassato indirettamente fai del bene a chi ti sta intorno infatti :)

      Rispondi
  5. Riccardo ha detto:
    23 Marzo 2017 alle 23:10

    Grandissimo. La risposta a tutte le domande sulla corsa ?

    Rispondi
  6. Micio ha detto:
    24 Marzo 2017 alle 09:05

    articolo stupendo!

    Rispondi
  7. Matteo ha detto:
    24 Marzo 2017 alle 11:13

    Bravo Tinomar,
    facendolo pratichiamo la CONSAPEVOLEZZA e rafforziamo la nostra RESILIENZA!
    ….gli altri pensino al traguardo, noi ci godiamo il viaggio….apprezzando anche le buche!
    Un bacio!
    Matteo

    Rispondi
  8. Luca ha detto:
    24 Marzo 2017 alle 11:49

    Non ho mai corso una maratona nè sono intenzionato a correrne una, ma corro ugualmente perché Io adoro correre. Pezzo da Pulitzer che rispecchia il mio ego-pensiero.

    Rispondi
  9. Vitopantani ha detto:
    24 Marzo 2017 alle 12:19

    Condivido io invece o cavalcato 31 maratone “non facendo New York “e in verità in molti appena mi chiedono quanto corro e dodico in anticipo subito che non ho corso la maratona di New York! Gli dico io corro perché mi sento vivo in questo mondo fatto in buona parte di gente di cartone corro X sentirmi un uomo libero in uno spazio di tempo che ti appartiene che non lo vendi e non lo compri Accarezzato dal vento bagnato dalla pioggia e baciato dal sole .W la corsa W Dio che ci regala questa emozione..

    Rispondi
  10. micmord ha detto:
    24 Marzo 2017 alle 13:41

    42.195 secondi di applausi

    Rispondi
    1. Martino Pietropoli ha detto:
      24 Marzo 2017 alle 17:08

      Ahahah questo tuo commento vince tutto. Grazie! :)

      Rispondi
  11. Giovanni Boldrini ha detto:
    24 Marzo 2017 alle 16:13

    Belle parole nonostante tutto a me piacerebbe moltissimo fare una maratona , ma purtroppo ho 65 anni , cardiopatici , tre baypass e un’ eschemia , se mi presento alla partenza mi ricoverano alla neuro , quindi mi accontento felicemente di fare i miei 40 km alla settimana ad una andatura media di 7 km orari,sempre accompagnato dai miei due piccoli jack rassel. Buona corsa a tutti.

    Rispondi
    1. Martino Pietropoli ha detto:
      24 Marzo 2017 alle 17:08

      Sei un grande Giovanni! Bravissimo e una carezza anche ai tuoi due fidi aiutanti. Non serve fare una maratona, basta muoversi e tu lo fai benissimo. Ciao!

      Rispondi
  12. laura ha detto:
    24 Marzo 2017 alle 17:05

    Semplicemente stupendo !
    un articolo perfetto ad ogni pensiero … Complimenti!

    Rispondi
    1. Martino Pietropoli ha detto:
      24 Marzo 2017 alle 17:07

      Grazie mille Laura! :)

      Rispondi
  13. Vitopantani ha detto:
    24 Marzo 2017 alle 17:22

    Comunque nella corsa l’importante non è partecipare ..ma vincere!! Buona vita a tutti !!

    Rispondi
  14. Cosimo Muro ha detto:
    16 Giugno 2017 alle 23:25

    Io corro e faccio sci di fondo e mi chiedono: perché fai uno sport faticoso?
    Io lo so perché lo faccio, ma se qualcuno ti fa una domanda del genere (come, appunto, ‘perché corri’) non ha la minima intenzione di avvicinarsi a tali emozioni… Ed io sono molto felice di non condividere con loro le mie ???

    Rispondi
  15. Roberta ha detto:
    18 Giugno 2017 alle 01:55

    sempre le solite domande ..E chi le fa si percepisce che non capisce proprio questo sport e non lo condivide
    confondere poi le maratone con le mezze o.i diecimila, chiamandole tutte indistintamente “maratonine:mi da ancora più sui nervi..
    La corsa e’pura passione e te la senti nel cuore ..
    al di là dei tempi …

    Rispondi
  16. Nicola ha detto:
    24 Luglio 2017 alle 14:07

    Anche io come te corro da anni e non ho fatto alcuna maratona, corro perchè mi fa bene e mi fa stare bene.
    Continuamo così.

    Rispondi
  17. antonio ha detto:
    25 Luglio 2017 alle 15:32

    l’articolo è bello (come al solito) ma le ultime sette righe me le faccio stampare sulla maglietta con la quale vado a correre!

    Rispondi
    1. Martino Pietropoli ha detto:
      25 Luglio 2017 alle 18:00

      Wow Antonio, grazie! :)

      Rispondi
  18. Lara ha detto:
    2 Ottobre 2017 alle 08:48

    …e non esiste la competizione se non quella con il proprio limite. Saremo troppo egocentrici?
    ??

    Rispondi
  19. Andrea ha detto:
    2 Ottobre 2017 alle 11:50

    Fantastico articolo:corrisponde alla mia teoria che la corsa è un momento solo mio e nessuno al mondo me lo potra mai togliere.Grazie

    Rispondi
    1. Martino Pietropoli ha detto:
      2 Ottobre 2017 alle 18:39

      Grazie Andrea! Esatto: nessuno, mai! Buone corse allora ;)

      Rispondi
  20. BALDACCI CARLO ha detto:
    3 Aprile 2020 alle 11:03

    Bellissimo articolo ripropone tutte quelli che sono i motivi per i quali vado a correre…vado da solo è u momento mio che al massimo posso dividere con il mio cane

    Rispondi

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