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Dario Chitti: più che una promessa, una bella conferma del triathlon nazionale

  • 3 minute read

Parmigiano, ventiquattro anni, è sempre stato un “multidisciplina”, fin da piccolo, quando affiancava alle gare di atletica il nuoto e il calcio, per poi approdare, giovanissimo, al triathlon. Dopo un inizio carriera nel Cus Parma, da inizio stagione è in forza al Venus Triathlon e oggi è anche uno dei 30 ASICS FrontRunner italiani. Il 2017 sarà per lui l’anno della svolta e ci ha raccontato perché.

Dario Chitti, un triatleta… quasi “per caso”?

In un certo senso. Ho sempre fatto diversi sport poi, quando avevo 12 anni, Corrado Morini, il mio allenatore, mi ha proposto una gara di triathlon, al Golfo dei Poeti. Con una preparazione minima sono arrivato sul podio, terzo assoluto: un inizio a dir poco promettente. Così ho continuato, anche perché mi divertivo moltissimo, erano gare molto belle. Per due anni la mia dimensione è stata questa: gareggiavo e andavo bene, divertendomi e senza fare troppa fatica. E poi viaggiavo un sacco. Insomma, non potevo certo lamentarmi. La passione è venuta da sé.

Qual è la tua distanza preferita nel triathlon?

Lo Sprint, sicuramente: è più nelle mie corde. E’ la distanza per me più naturale, perché è il più veloce, quello in cui mi diverto di più. E su questo concentro i miei sforzi quest’anno. Però stiamo lavorando anche per l’olimpico, in vista delle prossime Olimpiadi: l’obiettivo è fare tante gare ed essere pronto per quando si delineerà la squadra olimpica.

La tua vittoria più bella?

Due anni fa, al Gran Prix di Rimini. Una gara internazionale, prestigiosa, con atleti di alto livello e una vittoria in volata su Daniel Hofer e Massimo De Ponti, che sono fortissimi.

In questi anni oltre alle vittorie sono arrivati anche titoli importanti: campione italiano di duathlon e di triathlon olimpico under 23 e poi i tioli internazionali.

Sì, l’anno scorso, con la nazionale a Burgas, in Bulgaria: un oro nella classifica a squadre a squadre e un argento individuale. E’ stato un po’ come chiudere un cerchio, l’ultimo titolo conquistato come Under 23, prima di passare di categoria.

Chiusa una porta si apre un portone?

Sì, ora si fa sul serio. Oggi sono entrato tra gli atleti élite e quindi tutto si fa più impegnativo. Il 2017 per me è l’anno del salto tra i professionisti e questo ha voluto dire cambiare tante cose. Prima di tutto la squadra. Sono sempre legato al Cus Parma, in cui sono cresciuto e per cui continuo a correre nella sezione Atletica, ma da inizio stagione sono passato al Venus Triathlon. Ho cambiato anche allenatore, che oggi è Daniel Hofer. Mi sto allenando molto all’estero, che significa avere la possibilità di confrontarmi con atleti diversi e stimoli nuovi. Certo, passo meno tempo a casa, ma è un percorso nuovo e siamo solo all’inizio. Rispetto all’anno scorso credo di essere maturato molto e soprattutto, sono più determinato. Anche per questo gli allenamenti cominciano a dare i loro frutti.

In effetti i primi risultati sono già arrivati, con la vittoria al Triathlon Sprint di Novellara.

Sì, una bella soddisfazione, anche se per me è stata una gara di passaggio, in vista della Coppa d’Africa, questo weekend.
Sono partito forte, volevo spingere nelle prime due frazioni per testare nuoto e bici. Sulla corsa, invece, avevo già avuto dei riscontri dai cds: 15000 e 5000, che ho corso due settimane fa con la maglia del Cus Parma. Nonostante i pochi allenamenti, per un fastidio al ginocchio dopo una brutta caduta in bici, due quarti posti, con 4’00″26 e 14’57”.

E ora ti aspetta la Coppa d’Africa.

Sì, è il secondo appuntamento quest’anno, sempre in Marocco, dopo il primo a Rabat. In quel caso mi ero piazzato decimo, ma venivo da un infortunio quindi non ero al massimo della forma. Questa volta proverò a fare meglio.

Nel frattempo ti aspetta anche un anno da ASICS FrontRunner…

Esatto. Anche se in realtà ASICS non è solo running: l’azienda è anche molto orientata al triathlon. È un bellissimo progetto quello dei FrontRunner e per me è importante avere sempre stimoli nuovi. Il gruppo è molto eterogeneo, tra professionisti e amatori. Quando ci siamo conosciuti, qualche settimana fa a Cuneo, nel primo incontro ufficiale, ci siamo subito trovati in sintonia. C’è chi viene dalla strada, chi dai trail, chi comee me dal triathlon: è bello confrontarsi con tanti sportivi diversi. E poi tra i FrontRunner c’è Stefano Baldini, che per me è sempre stato un punto di riferimento, un esempio da seguire. Non avrei mai pensato di poterlo conoscere così da vicino. Allenarmi con lui è stato davvero fantastico e stimolante.

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