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La guida definitiva per comprare le scarpe da running

  • 5 minute read

Noi runner siamo fortunati perché non abbiamo bisogno di strumenti particolarmente complicati per praticare il nostro sport. Solo uno è imprescindibile: le scarpe. E sceglierle non è affatto facile soprattutto perché – anche se a prima vista si possono assomigliare tutte – tra scarpa e scarpa ci sono differenze sostanziali. Ecco quindi una guida per capire com’è fatta la scarpa da running su strada, capire quali sono gli aspetti da prendere in considerazione e quanto spendere.

Per permetterti di orientarti più facilmente, ho deciso di dividere questo post in più “capitoli”, alcuni più tecnici e altri legati alla mia esperienza (ormai credo di aver superato le 100 scarpe recensite), cercando di essere il più didascalico possibile in modo che ci siano pochi concetti da fissare. Se poi vorremo approfondire insieme alcuni aspetti, fammi sapere nei commenti qui sotto qual è l’argomento su cui vorresti saperne di più.

Cosa prendere in considerazione nella scarpa

Gli elementi principali nella scelta della scarpa non sono poi moltissimi (intendo quelli che veramente influenzano la sua efficacia): tomaia, supporto, pianta, intersuola, drop, battistrada. Partiamo dall’inizio, dalla parte alta.

1. La Tomaia

Attualmente le tomaie possono essere realizzate con due tecnologie differenti: la tessitura o la saldatura.

La tessitura è il metodo costruttivo più recente e permette di realizzare la tomaia tessendo un unico filo, aumentando la densità di trama nei punti dove serve per avere maggiore resistenza o supporto. Questo porta a un’ovvia diminuzione di peso della scarpa perché – riducendo al minimo gli elementi “esterni” – si ottiene un risultato perfetto includendo gli elementi strutturali direttamente nel tessuto.

La saldatura la trovi nella stragrande maggioranza delle tomaie. Il processo industriale permette di contenere il costo a lieve scapito di un aumento di peso per l’inserimento degli elementi strutturali all’interno o all’esterno della tomaia. Comunque non ci sono cuciture che potrebbero in qualche modo creare fastidiose frizioni.

Un altro importante elemento da considerare è il mesh, ossia il tessuto con cui è realizzata la tomaia. È molto importante perché determina la “freschezza” e la “traspirabilità” della scarpa.

2. Il Supporto

Il supporto è la parte strutturale della scarpa che la tiene attaccata saldamente al tuo piede, creando un’unica struttura dinamica scarpa-piede. Generalmente è presente nella parte centrale della calzatura e al tallone. È molto importante inoltre prestare attenzione al supporto dell’arco plantare (il centro della pianta del piede): ciascuno di noi ce l’ha diverso e ha necessità differenti.

Le scarpe support non sono da distinguere con quelle protettive che, generalmente, sono pensate per i runner con problemi di appoggio in pronazione. In quest’ultimo caso devi necessariamente trovare la scarpa che più si avvicini alla correzione del tuo problema oppure – come consiglio sempre – optare per una scarpa “neutra” e un plantare pensato appositamente per te.

3. La forma della Pianta

Spesso viene trascurata la forma della pianta nella scelta della scarpa ed è una dimenticanza grave. I produttori realizzano diverse larghezze di pianta per adattarsi al tuo piede, perché non approfittarne? Ti faccio un esempio: provi una scarpa, in punta sei “giusto” (l’alluce sta a circa 1/1,5 cm dalla punta) ma senti che la parte frontale della scarpa stringe le dita, compromettendo la comodità. In quel caso saresti tentato di passare a un altro modello oppure di prendere un numero più grande. Basta invece semplicemente passare a una pianta più larga e risolvi il problema. Non esagerare però: la scarpa deve “fasciare comodamente” il piede e non essere un campo da calcio dove le dita possano vagare troppo liberamente perché comprometterebbe la tua stabilità. La regola è che allargando totalmente le dita devi arrivare alle pareti della tomaia.

4. L’Intersuola

È una delle parti più importanti per la dinamica della scarpa perché si occupa dell’ammortizzazione e del ritorno dell’energia in fase di stacco. Ne esistono di tantissime tipologie: più morbide, più secche, dinamiche, tradizionali, innovative.

In questo caso scriverò poco perché è una questione puramente soggettiva: l’unica cosa che puoi fare è provare!

5. Il Drop

Il drop è il differenziale di altezza tra il tacco e la punta della scarpa e influenza la posizione del piede e l’appoggio; per semplificare lo raggrupperò e te ne dirò gli effetti.

Da 10 a 12 mm: La scarpa ha un appoggio tradizionale, spostato verso il tallone.

8 mm: È una scarpa per iniziare la transizione verso l’appoggio in avampiede. Ha un’impostazione ancora abbastanza tradizionale.

Da 4 a 6 mm: L’appoggio in avampiede è compiuto, può essere senza ammortizzazione (minimal) o ammortizzata (maximal), in entrambi i casi porta a una dinamica di corsa molto efficiente.

Da 0 a 4 mm: Scarpe estremamente dinamiche da usare solo se hai già fatto una transizione e hai una meccanica di corsa naturale già ben consolidata.

6. Il Battistrada

È la parte della scarpa che si consuma più velocemente e che definisce quanto grip avrai sull’asfalto. Non è affatto un elemento da trascurare perché – soprattutto sui fondi non perfetti – può fare la differenza tra divertirsi e cadere a terra. ;)

Un po’ di consigli

Dopo la parte più tecnica, ecco invece una raccolta dei “Consigli dello Zio Big” per comprare la scarpa da running.

1. Prima di scegliere la scarpa, decidi che uso ne farai

Le scarpe, come le automobili, hanno caratteristiche molto differenti tra loro. Potrai quindi trovare una scarpa perfetta per fare lunghi allenamenti estivi che non andrà bene per i lavori in pista di atletica.

Nello stesso modo, se stai iniziando a correre, non andare su scarpe troppo veloci o estreme. In fondo non daresti mai una Ferrari in mano a un neo patentato, no?!

2. Non intestardirti con un unico marchio/modello

Anche se ti trovi benissimo con una scarpa, non precluderti la possibilità di trovarne una migliore: sperimenta e sii curioso!

3. È sempre meglio avere due paia di scarpe diverse tra loro

Quando hai raggiunto un buon livello, è bene avere un paio di scarpe per gli allenamenti più lunghi e uno per i lavori più veloci: ne beneficerai molto.

4. Non fidarti dei consigli degli amici al bar

Tutti abbiamo caratteristiche, gusti, gambe e piedi diversi e quello che può essere perfetto per il tuo “compagno di uscite” potrebbe essere sbagliato per te.

5. Non aspettare che le scarpe siano distrutte prima di cambiarle

Generalmente una scarpa da running ha una vita che va da 600 a 800 Km. Possono distruggersi prima ma difficilmente dureranno di più. È molto importante sostituirle nel momento in cui senti che le caratteristiche della scarpa si esauriscono (ammortizzazione meno dinamica, EVA dell’intersuola vulcanizzata, battistrada eccessivamente consumato, tomaia strappata). Nello stesso modo: non tenere le scarpe ferme per troppo tempo (si rovinano comunque) e prenditene cura evitando sorgenti di calore dirette. Sono l’unico contatto che hai con il terreno: abbine cura.

6. Spendi il giusto

Personalmente credo che il prezzo “giusto” per un paio di scarpe da running sia tra 80 e 120 €. Esistono i modelli “premium” che costano di più perché hanno contenuti tecnologici superiori e te le straconsiglio. Mentre eviterei i modelli al di sotto dei 70 € perché potrebbero essere modelli vecchi (e quindi con la possibilità che la dinamica ne sia compromessa) oppure scarpe non così specialistiche.

Concludendo

Ho voluto volontariamente usare un linguaggio semplice e veloce per non annoiarti e cercare di darti gli elementi per poter decidere al meglio quando ti troverai davanti alla scelta della tua prossima scarpa da running; anche a scapito di una certa precisione.

In compenso, se sei arrivato a leggere fino a qui, hai già raggiunto un ottimo livello di resistenza! ;)

40 commenti
  1. Este32 ha detto:
    23 Febbraio 2017 alle 10:07

    Scusa la domanda, vedo che fanno molte scarpe per pronatori, ma per i supinatori? Io, ad esempio sono portato a correre molto sul taglio del piede.. meglio cambiare esclusivamente la soletta o esistono scarpe anche per questo difetto?
    Grazie mille!!

    Rispondi
    1. Sandro Siviero ha detto:
      23 Febbraio 2017 alle 13:29

      Ciao! Non esistono nel mercato scarpe dedicate appositamente ai supinatori. Il consiglio che ti posso dare è di usare una soletta apposita accoppiata a delle scarpe ben ammortizzate. :)

      Rispondi
  2. Teresio Franzosi ha detto:
    23 Febbraio 2017 alle 12:12

    un appunto da un’esperto come Lei lo farei anche su pulizia e manutenzione, x capirci ke nn vanno asciugate al sole o sul termosifone grazie complimenti e buon lavoro

    Rispondi
    1. Sandro Siviero ha detto:
      23 Febbraio 2017 alle 13:31

      Hai ragione, però ho voluto concentrarmi nella fase di scelta della scarpa. Per quanto riguarda la “manutenzione”, le tue considerazioni sono assolutamente imprescindibili.

      Rispondi
  3. Cristina B. ha detto:
    26 Febbraio 2017 alle 10:33

    Ciao Sandro, utilissimo grazie!
    Il mio piede è molto stretto e faccio fatica a trovare il modello perfetto per me, anche dopo aver provato tante scarpe di marche diverse… Sinceramente non mi è mai successo di trovare un negoziante che mi proponesse una pianta più stretta! E ti assicuro che mi sono sempre rivolta a negozi specializzati. La mia impressione è che le misure siano tutte standardizzate e che bisogna trovare la marca che realizza scarpe più strette “di default”…

    Rispondi
    1. Sandro Siviero ha detto:
      26 Febbraio 2017 alle 10:41

      Ciao Cristina, credo che, per ovvi motivi di magazzino, i negoziati tengano quasi esclusivamente prodotti di larghezza “standard”. Però ti garantisco che a catalogo moltissimi brand hanno larghezze diverse. Oppure, come giustamente hai fatto notare, puoi orientarti su un brand che faccia scarpe con la pianta più stretta e, nella fattispecie, ti consiglio adidas. ;)

      Rispondi
  4. Andrea ha detto:
    28 Febbraio 2017 alle 11:57

    Grazie bell’articolo !
    Sarebbe utile se lo leggessero anche tanti allenatori di calcio, specialmente quelli che allenano bambini e ragazzi. Trovo assurdo far correre per tanto tempo (giri di campo) con una scarpa con tacchetti TOTALMENTE INOPPORTUNA a questa attività.
    Sperando che questo non possa “rovinare” per sempre il piede e la postura del ragazzo.
    Tralascio il discorso delle “punizioni” facendo fare i giri di campo = ODIO VERSO IL PODISMO FIN DA PICCOLI.
    saluti

    Rispondi
  5. Antonella ha detto:
    2 Marzo 2017 alle 14:47

    Ciao,
    è arrivata l’ora anche per me di cambiare la mia scarpetta da corsa…
    Il mio piede prona e finalmente è pronto il mio plantare con il quale andrò a correre le prossime uscite, nella speranza che anche le mie anche ne beneficino. Le mie prossime scarpe da corsa devo cercarle davvero neutral?
    …
    antonella

    Rispondi
    1. Sandro Siviero ha detto:
      2 Marzo 2017 alle 14:57

      Ciao Antonella. Certo: devi cercarle neutre perché è il plantare a correggere la pronazione. Per dirla in modo più chiaro: con il plantare all’interno, il tuo piede non è più pronatore e quindi sarebbe un errore prendere scarpe che non siano neutre. Buone corse!

      Rispondi
      1. Antonella ha detto:
        2 Marzo 2017 alle 16:15

        Ciao,
        Sono appena uscita da un negozio di scarpe da running in centro milano…sono andata per rilassarmi e vedere delle scarpe che ho chiesto neutrali…mi hanno detto che sbaglio, che anche se correggo la pronazione con un plantare le scarpe le dovrei prendere comunque da pronatori ???? ? ora sì che ho le idee confuse…

        Rispondi
        1. Sandro Siviero ha detto:
          3 Marzo 2017 alle 10:53

          Questa cosa mi risulta nuova: se correggi la pronazione con il plantare, non avrebbe senso duplicare la correzione.

          Rispondi
        2. Michele ha detto:
          6 Settembre 2017 alle 12:25

          Ciao Antonella,
          sono un iperpronatore (così mi ha definito il fisioterapista che mi ha visitato).
          Mi ha indirizzato ad un centro specializzato per farmi i plantari su misura e di comprare scarpe neutre.
          Passato mal di anche, stinchi e anche le ginocchia ne hanno beneficiato.
          Come dice Sandro è il plantare che modifica il piede, è come una “estensione meccanica”.

          Rispondi
  6. FCris ha detto:
    5 Marzo 2017 alle 21:10

    Ciao Sandro, su consiglio del negoziante ho comprato un paio di scarpe che dopo un mese dall’ uso mi sta dando problemi allo ginocchio sx. Dico ciò perché ho fatto una prova correndo con le vecchie scarpe ed ho avuto meno problemi. Secondo te potrebbe una soletta aiutarmi? Grazie infinite,a presto!

    Rispondi
    1. Sandro Siviero ha detto:
      6 Marzo 2017 alle 11:33

      Ciao FCris! Dipende dal tipo di soletta; dovresti provare e capire se trovi il giusto equilibrio tra scarpa – soletta – ginocchia. Bisognerebbe capire la gravità dei problemi alle ginocchia e non è affatto facile: la nostra biomeccanica è parecchio incasinata.

      Rispondi
      1. FCris ha detto:
        6 Marzo 2017 alle 18:42

        Grazie infinite Sandro per la cortese risposta. Dopo 3 giorni di riposo ginocchio senza dolore. Mercoledì alla ripresa della corsa proverò, come già detto, le vecchie scarpe con soletta e vedrò la reazione, in modo da capirci qualcosa e iniziare a prendere qualche giusta direzione. Ti terrò aggiornato.
        A presto
        Francesco

        Rispondi
        1. Sandro Siviero ha detto:
          6 Marzo 2017 alle 21:12

          Purtroppo è proprio così: si cerca di prendere la direzione giusta. A volte ci si riesce, altre no. (E ti assicuro che capita a tutti!!! ?)

          Rispondi
  7. Emanuele ha detto:
    9 Marzo 2017 alle 16:22

    Grazie Sandro, per l’articolo utilissimo, nella sua estrema semplicità e concretezza. Sono un neofita del running (corro regolarmente 4 volte a settimana da circa un anno, e ormai non riesco più a smettere !). Mi ha colpito il fatto che nell’articolo dici che le scarpe stando ferme si rovinano lo stesso, ma a cosa ti riferisci? Al fatto che le gomme della suola si ingottiscono ? Te lo chiedo perché, visto che sono già al mio terzo paio di scarpe, pensavo di crearmi una piccola riserva di scarpe, approfittando di saldi e occasioni online (naturalmente scegliendo i modelli che ho già collaudato e che sono sicuro che fanno per me). Quanto tempo credi si possa conservare integro un paio di scarpe da running dopo l’acquisto, se ben conservato ? Grazie per la tua cortese risposta e complimenti per i tuoi articoli sempre utili !

    Rispondi
    1. Sandro Siviero ha detto:
      9 Marzo 2017 alle 16:40

      Ciao Emanuele, vado dritto al punto così non arrossisco per i complimenti (per i quali però ti ringrazio tantissimo <3 ). L'EVA con cui è composta l'intersuola e la suola della scarpa può deteriorarsi perdendo le sue qualità dinamiche. E questo processo a volte è difficilmente percepibile anche a occhio nudo. Secondo me un paio di scarpe da running, se ben conservato, si può conservare anche 12 mesi ma poi lo devi rodare e testare con cautela. Secondo me - poiché sconti e offerte ci sono sempre - ti conviene prendere le scarpe quando ne hai bisogno, in questo modo magari riuscirai anche ad accedere a modelli più recenti sul piano tecnologico. Spero di esserti stato utile. Buone corse! ;)

      Rispondi
  8. Emanuele ha detto:
    9 Marzo 2017 alle 17:24

    Grazie Sandro, farò tesoro del tuo consiglio ! Buone corse anche a te!

    Rispondi
  9. Roberchio ha detto:
    19 Aprile 2017 alle 12:02

    Non ho idea di quello di cui ho bisogno, corro regolarmente da anno 3 volte a settimana, ho 46 anni faccio 5.0/km sui 10 e 4.40/km sui 5. Corro con asics gel nimbus 18, non ho problemi (meglio se erano un po’ più larghe avanti), prima avevo nike free run 2 e andava bene.
    Ho il terrore di sbagliare acquisto e forse esagero con l’ammortizzazione…
    Drop a 8 potrei!
    Grazie ciao.

    Rispondi
  10. Fabrizio ha detto:
    27 Aprile 2017 alle 12:56

    Buongiorno a tutti,
    dopo un lungo (issimo) periodo di sedentarietà per “cause comuni” (lavoro, bambini,ecc…) con conseguente appesantimento, mi hanno regalato come “stimolo anti-divano” un paio di “Nike Flyknit Air Max”.
    Il punto è: dopo tanta inattività sono scarpe “giuste”? Le ho provate, sono comode, leggerissime… ma io sono pesante anche se non ho problemi particolari in termini di postura, giusto una certa tendenza a usare il taglio del piede ma anni fa, quando ero più assiduo, correndo questo problema spariva.
    La verità è che mi spaventa rimettermi a correre… sarà questo. Mi sento tornato un novellino…
    Rimane la domanda: saranno scarpe utili? Mi sembrano un modello troppo veloce per chi ricomincia come me… magari è solo un’impressione…
    Un caro saluto a tutti.

    Rispondi
  11. Federico ha detto:
    15 Settembre 2017 alle 09:56

    Ho letto che sconsigli i modelli di scarpe sotto i 70 euro in quanto vecchie…perdonami l’ignoranza in materia..Ma una scarpa più vecchia non potrebbe essere di buona qualità come le altre…ma con un prezzo più basso dovuto a rimanenze di magazzino,o modelli di passate stagioni?

    Rispondi
    1. Sandro Siviero ha detto:
      15 Settembre 2017 alle 12:25

      Dipende quanto è vecchia e com’è stata conservata, perché le gomme presenti nella scarpa possono perdere le loro capacità elastiche e di ammortizzazione.

      Rispondi
  12. Simone ha detto:
    24 Settembre 2017 alle 21:09

    Ciao vorrei un consiglio su quale scarpa acquistare, nel correre appoggio molto il
    Piede sulla parte esterna anteriore, peso circa 76 kg e corro su asfalto, cosa mi consigli ? Modello ? Marca ?
    Grazieeeee

    Rispondi
  13. Paolo ha detto:
    18 Ottobre 2017 alle 17:14

    Caro BIG,
    sinceramente non ho mai visto un’azienda di scarpe vendere lo stesso modello con “larghezze” diverse ma solo, ovviamente, con lunghezze differenti. Anche se sarebbe effettivamente comodo avere questa possibilità di scelta. Detto questo, quali modelli “a pianta larga” ci sono attualmente sul mercato? Io mi trovo benissimo con le Torin di Altra, ma hanno il difetto che la suola e il mesh si deteriorano molto velocemente (rischi di non arrivare a 500 km).
    Grazie

    Rispondi
    1. Sandro Siviero ha detto:
      18 Ottobre 2017 alle 19:46

      Ciao Paolo, ci sono molti brand che producono la stessa scarpa con larghezza di piante diverse. Brooks, New Balance, forse anche ASICS ha dei modelli (ma non ne sono sicuro), solo per dirne alcuni. ;)

      Rispondi
  14. Roberto ha detto:
    19 Novembre 2017 alle 22:26

    ciao,
    ho un problema, scarpe appena comprate… faccio una corsa e sono perfette, alla seconda mi fanno male dietro e si forma una vescica. da allora l’uso estivo è impensabile sia tenendole larghe che stringendole. Le scarpe vecchie hanno formato un buco sul piede destro dove l’osso sporge e vanno benissimo ma sono ormai usurate. D’inverno queste nuove le ho usate con un doppio casino o un alzino grosso invernale e sono andate bene ma a maggio come ho cambiato calzetti e la stoffa si è bucata il piede tocca sulla plastica posteriore e l secondo chilometro mi fanno malissimo formando la vescica. Ho pausa succeda anche ai modelli che andrò a comprare al posto di queste. esiste qualcosa da mettere per evitare il formarsi di vesciche ?
    grazie

    Rispondi
  15. Debora ha detto:
    28 Gennaio 2018 alle 22:47

    Salve
    Ho acquistato in un negozio specializzato un paio di Brooks glycerine 15 dopo un’attenta selezione e delle prove sul tapis roulant ( le mie vecchie scarpe erano delle Nike) e tutto mi era sembrato perfetto anche se sinceramente forse sono un po’ lunghe.
    Sono andata a correre sia ieri che oggi e da subito mi sono sembrate pesanti. Ieri dopo la corsa e per tutta la giornata ho avuto indolenzimenti alle gambe ed alla schiena ed oggi ho faticato molto nella corsa perché avevo la sensazione di avere dei pesi sugli stinchi e sulle caviglie. Questa sera ho dolori alle gambe alla schiena ed anche al collo.
    Può davvero essere che le scarpe non siano adatte a me? E allora come posso fare per scegliere bene ed evitare di buttare altro soldi ? Grazie Debora

    Rispondi
  16. Emanuele ha detto:
    20 Febbraio 2018 alle 15:53

    Ciao! Un consiglio😁 sono un runner generLmente percorro una media di 40 km a settimana…non faccio fare ma comunque m impegno sempre molto e ogni tanto mi piace anche spingere un pochino di più! Cmq arriviamo al nocciolo😀 Ho sempre corso con scarpe drop 10 adesso sto percorrendo gli ultimi km con le cumulus 19 …ma ultimamente sono stato catturato dalle Hoka Bondi 5…le ho provate e ho avuto una buona sensazione! Adesso sappiamo che le Bondi hanno drop 4…e io sono abituato a drop 10…posso fare questo salto senza troppi problemi oppure no? Leggendo in giro ci sono correnti di pensiero opposte…c è chi sostiene che poggiano meno il tallone in dinamica si rischiano meno infortuni e c è chi sostiene il contrario!!! Sappiamo che la scelta della scarpa e soggettiva! Un consiglio fa voi esperti…saluti Emanuele

    Rispondi
  17. Francesco ha detto:
    13 Marzo 2018 alle 22:21

    Ciao e complimenti per l’articolo. Purtroppo da alcuni anni soffro di alluce valgo, in particolare negli ultimi 2 anni “distruggo” le scarpe dopo pochissimi km (150/200) proprio nel punto dell’alluce valgo.
    Ho provato 3 marche diverse, non so proprio dove sbattere la testa… Help me please.

    Rispondi
  18. ALICE ha detto:
    11 Aprile 2018 alle 15:25

    Dopo aver letto l’articolo volevo avere una conferma: le scarpe comprate per correre 5 anni fa, anche se non sono state stra usate, è meglio cambiarle vero?

    Rispondi
    1. Sandro Siviero ha detto:
      11 Aprile 2018 alle 15:27

      Ciao Alice. Sì, è meglio cambiarle.

      Rispondi
  19. Simone ha detto:
    7 Maggio 2018 alle 09:50

    Salve una scarpa con problemi al ginocchio cosa mi consigliate?

    Rispondi
    1. Sandro Siviero ha detto:
      7 Maggio 2018 alle 12:57

      Ciao Simone. Dipende da quali sono i problemi al ginocchio, dal tuo peso, dalla tua meccanica di corsa, le variabili sono davvero moltissime e non è possibile consigliarti una scarpa. Il consiglio che mi sento di darti è di sentire un ortopedico e valutare assieme a lui quale sia il problema. ;)
      In bocca al lupo!

      Rispondi
  20. Cataldo Semidai ha detto:
    17 Gennaio 2019 alle 00:06

    Buonasera. Le volevo chiedere un consiglio cortesemente. Ho un paio di scarpe Nike dual fusion da running. Da un po’ di tempo quando vado a correre si creano delle vesciche ai piedi. Mi sono sempre trovato bene con queste scarpe ma ora si verifica questa cosa. Mi sa dire da cosa dipende? Mi consiglia di cambiare le scarpe? Grazie

    Rispondi
  21. Enrico ha detto:
    7 Luglio 2020 alle 01:58

    Ciao Sandro, purtroppo non ho seguito il tuo consiglio. Mi spiego sono anni che compro sempre le stesse scarpe Brooks Transcend dalla 1 alla 6. Fino alla 5 sempre trovato bene, da qualche mese ho preso la 6 e la sento sempre strana, soprattutto le parti laterali dei piedi, come se il profilo della scarpa non seguisse quello del piede. Mi basta camminarci e mi fanno male le piante. Per essere certo che il problema dipenda dalle scarpe ho provato a riutilizzare le Transcend 5 che uso qualche volta sul tapis roulant, ci cammino soltanto, e non provo assolutamente tutti quei fastidi. E quindi ti chiedo, non essendo esperto, pur conscio che è una domanda complicata la mia, come è possibile che una scarpa mi faccia così male quando, per anni, per carità è cambiata nel tempo, l’ho sempre trovata eccellente?

    Grazie e saluti
    Enrico

    Rispondi
    1. Sandro Siviero ha detto:
      8 Luglio 2020 alle 17:58

      Ciao Enrico, la risposta è molto semplice: i modelli di scarpa cambiano e può capitare che anche un minimo cambiamento non sia adatto al nostro personale modo di correre. Inoltre potrebbe anche essere che la scarpa abbia bisogno di un po’ di rodaggio. Se il problema persiste, ti consiglio di cambiare modello. Volendo puoi anche rimanere in casa Brooks o, in alternativa, sperimentare altri brand.

      Rispondi
      1. Enrico ha detto:
        8 Luglio 2020 alle 22:33

        Grazie Sandro, farò come dici! :)

        Rispondi
  22. Antonio ha detto:
    3 Agosto 2020 alle 17:06

    Ciao Enrico, corro da circa cinque anni e non ho ancora risolto il problema delle unghie nere; nonostante abbia chiesto consigli al mio venditore di scarpe, anch’egli runner. Ho preso scarpe con due numeri in più o a pianta larga, calzini five finger o cappucci di silicone da mettere sulle dita ma nessun risultato. Ho l’impressione che le dita sbattano sulla tomaia e non sulla punta. Per limitare il dolore metto delle garze sulle dita dei piedi. Chiedo se esistono scarpe particolari per eliminare il problema; alcuni consigliano le barefoot ma sono senza ammortizzatori. Grazie

    Rispondi
  23. Giovanni Nasone ha detto:
    12 Aprile 2021 alle 14:29

    Ciao Sandro mi hanno preso per pazzo in negozio ho cambiato più volte il numero perche non riuscivo a trovare la misura giusta 42.5 poco stretta e 43.5 un po’ lunga parlo di Asics pulse gel 12 . Io ho una pianta larga dove vari tentativi con il numero ho capito che era la scarpa che non andava bene e l ho messa da parte. Andato da un negozio tecnico mi hanno un Asics sempre 42.5 da 120 euro calzata perfetta e mi trovo benissimo . Questo per sottolineare che anche lo stesso brand ha calzate diverse

    Rispondi

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