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Odiatori di maratone

  • 4 minute read

Ogni lunedì dopo qualche mezza/maratona in qualche importante città italiana si leggono i racconti di chi vi ha partecipato o di chi ha assistito. Si legge di quanto bello sia stato correre assieme a tutte quelle persone, in quella città, di quanto fosse bello o brutto il tempo. Di come funzionasse o meno l’organizzazione, di quello che superava sgomitando e quello che non ce la faceva e l’hanno aiutato.
Se ci pensi è un bellissimo racconto corale della vita, perché la corsa è una metafora della vita, una delle più precise ed efficaci.
E come nella vita c’è gente che sa solo odiare, pure nelle maratone ci sono, ci puoi giurare.

A tutti questi racconti non manca mai, purtroppo, quello che ricorda di quello che gli ha dato dello stronzo al semaforo (rigorosamente sigillato nella sua macchinetta ricolma di odio perché deve aspettare o perché deve allungare la strada e passare per la tangenziale) e di quello che gli ha urlato di starsene a casa e che la città è di tutti.

C’è una logica anche nell’odio, ne convengo: la città è di tutti e bloccarla per mezza giornata per una maratona potrebbe essere visto come appropriazione indebita di bene pubblico, se mi è concesso scomodare un reato che non c’entra. Non si tratta in verità di appropriazione indebita perché, in quanto manifestazione pubblica, una maratona è concessa e approvata dal comune ospitante, ma fingiamo che sia così e che davvero queste migliaia di rompipalle ti abbiano dichiarato guerra proprio domenica mattina quando volevi andare in pasticceria e poi in edicola con il tuo possente mezzo.
Voglio stupirti e ti dirò, caro odiatore, che hai ragione. È vero: si tratta di un sequestro lampo di un’intera città per ore e ore. Compresi i suoi cittadini a cui della maratona non gliene frega niente e che, anzi, odiano chi corre perché… perché di sì, perché non serve, non ci fai soldi, ti stanchi. E sei in mezzo fra me e il mio cornetto alla crema.

Non dico che tutti quelli che se ne lamentano potrebbero fare altro quella domenica mattina e non inviperirsi inutilmente perché non possono circolare in auto. Del resto se una maratona è ben organizzata sono garantiti comunque i flussi vitali per una città, e per “vitali” intendo proprio vita o morte: chi sta male e ha bisogno di soccorso perché in pericolo di vita non deve temere di non poter essere trasportato in ospedale o aiutato a casa.

Io invece, o caro odiatore che tanto non mi leggerai, ti invito a pensare o a fare almeno 3 cose in occasione della prossima maratona:

1. Goditi l’attesa

In “Lo zen e l’arte della corsa” si spiega come non conti ciò che ti accade ma come lo prendi. Se impiegassi l’intera mattinata in cui ti costringono a casa a fare cose che rimandavi da tempo, o se giocassi con tuo figlio (puoi anche portarlo a vedere questi pazzi che corrono, vedrai che ci troverà qualcosa di interessante), o se ti dicessi “Beh, non posso far altro che aspettare qui in macchina che passino questi buontemponi” e pensassi, lasciando vagare libera la tua mente finalmente, senza guardare il cellulare, senza pensare che quell’allenatore di serie A dovrebbero proprio esonerarlo, o se, sommo abominio nella iperproduttiva società moderna, decidessi semplicemente di OZIARE, beh, non moriresti. Garantito.

2. It’s l’indotto, stupid

Se ti emozionano solo i numeri, pensa a che indotto ha una maratona: migliaia di persone che vengono la notte prima e magari si fermano anche la domenica, e alloggiano in alberghi e mangiano e comprano cose nella tua città. Magari quei soldi non finiscono nelle tue tasche ma in quelle del comune. Che, sai mai, a fine anno si ritrova con un bilancio migliore del previsto e non attiva quell’autovelox – l’ennesimo – che tu avresti sicuramente beccato perché te n’eri scordato.
Perché il comune ti ha avvertito che ci sarebbe stato quel nuovo autovelox e almeno sui giornali c’era scritto. Esattamente come la maratona: ne parlavano da giorni e tu te n’eri scordato, e ora sei lì a sbraitare. Inutilmente. Se non ti informi non ti lamentare. Se, sapendolo, non hai studiato programmi alternativi o non te ne sei stato in casa a riparare quel rubinetto che perde da 6 mesi beh, è solo colpa tua. Se invece ti sei informato, vai direttamente al punto seguente.

3. Vai a farti un giro

Davvero, niente di più semplice. Non sopporti chi corre? È l’occasione per andare a scoprire una nuova città o per andare a trovare qualche amico.
Le tue offese e i tuoi improperi e la tua indignazione non serviranno a niente. Non ti piace la maratona? Fai come fa il saggio zen: trasforma una cosa negativa (per te) in positiva (sempre per te): fai qualcos’altro. Ce ne faremo una ragione.

(Photo credits Ian Espinosa)

2 commenti
  1. antonio ha detto:
    28 Novembre 2017 alle 07:26

    Grande Martino, aspetto sempre con piacere di leggere il tuo articolo!

    Rispondi
    1. Martino Pietropoli ha detto:
      28 Novembre 2017 alle 09:57

      Grazie Antonio, mi fa un immenso piacere! :)

      Rispondi

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