• Allenamento & performance
    • Correre
    • Iniziare a correre
    • Consigli
    • Tecnica
    • Programmi di Allenamento
    • Offroad
    • Recensioni
    • Scarpe
    • Training
  • Benessere
    • Azioni
    • Alimentazione
    • Let’s go outdoor
    • Meditazione
    • Walking e hiking
  • Contaminazioni
    • Cultura
    • Lifestyle
    • Cose Preziose
    • Playlist
    • Oggi non corro
  • Lovers
    • Editoriali
    • Corsi e Ricorsi
  • News
  • Podcast
  • English
Runlovers Runlovers
  • Allenamento & performance
  • Benessere
  • Contaminazioni
  • Editoriali

Raggiungere il limite

  • 2 minute read

  • Il limite nella corsa va oltre i parametri cronometrici ed è relativo alle priorità e alla vita di ogni individuo.
  • Giudicare le prestazioni di altri runner basandosi solo sui tempi è una scusa per chi corre più lentamente.
  • È importante capire il proprio limite reale, considerando le priorità personali ed evitando scuse inutili.

 

Tranquillo, questo non è il solito – visto e rivisto – post motivazionale su come andare oltre te stesso. Sto proprio parlando di raggiungere quel punto oltre il quale non riesci ad andare e chiacchierare insieme su cosa sia davvero il limite.

La settimana scorsa è stato battuto il record del mondo femminile di Mezza Maratona: un altro limite si è alzato (a livello assoluto). E il limite cronometrico è proprio quel dato che può sembrare oggettivo ma che invece non lo è (totalmente).

Per spiegarmi meglio, ti faccio un esempio: c’è chi dice che fisiologicamente un uomo di 80 anni può correre 10 chilometri in 1 ora. E sicuramente è vero, altrimenti non esisterebbe il “moribondo”. Ma bisogna anche pensare a chi possa essere quell’uomo, a cosa faccia nella vita, a quali altri obiettivi (oltre alla corsa) abbia raggiunto nei suoi 80 anni. Quello che sto dicendo è che molto frequentemente, tra runner, ci si confronta e “giudica” per il tempo e i personal best come fossero gli unici parametri veramente importanti.

È tutta una scusa per chi corre piano!

Dici? Allora facciamo un esempio: Haruki Murakami. Come scrittore ti potrà piacere oppure no ma bisogna riconoscere che è uno scrittore che va rispettato. E, se anche io corro più forte di lui, MAI E POI MAI mi permetterei di considerarmi migliore di lui (o trattarlo come mio pari), sotto nessun aspetto, nemmeno sul running.

Per molti la corsa è solo uno strumento per migliorare la vita, ma le loro priorità sono altre: lavoro, figli, famiglia, amore, cultura, [spazio libero: inserisci qui quello che vuoi]. E di conseguenza anche i loro limiti sono altri rispetto a chi ha la corsa come scopo principale, quindi è molto molto molto molto molto (aggiungi altri diciotto “molto”) poter “giudicare” qualcuno.

Nel dubbio, allora, è meglio non giudicare.

Ma torniamo al raggiungimento del “limite”

È importante, per vivere bene, capire quale sia il nostro limite reale, relazionato alla nostra vita. Se dovessimo infatti fare una formula matematica per rappresentare il nostro limite, potrebbe essere una cosa del genere:

[Limite da raggiungere assoluto] / [Priorità] = [Limite reale]

Una volta presa coscienza di quale sia la nostra priorità, passeranno in secondo piano anche le “scuse”. E, tranquillo, ora mi spiego meglio.

Molte volte mi capita di sentire “ah, io vorrei tanto correre 5 giorni alla settimana però non ho tempo: la famiglia, il lavoro, i figli, l’università, lo studio, gli amici e la vita sociale mi impediscono di farlo” esprimendo quindi una frustrazione abbastanza inutile. Continuo a essere convinto che questa sia una frase sbagliata. Quella giusta – e molto più onesta – è: “Non corro 5 giorni alla settimana perché ho cose più importanti da fare”.

A quel punto starai ponendoti un limite chiaro, raggiungibile, e soprattutto sincero. (E se qualcuno si permetterà di criticarti, fammelo sapere: sono molto protettivo nei confronti dei miei amici). ;)

7 commenti
  1. Paola ha detto:
    13 Febbraio 2017 alle 11:34

    Non tutti conoscono le proprie reali priorità.
    Molte persone fanno confusione con le priorità dettate dalla società o non hanno ancora trovato il coraggio di ammettere a se stesse le proprie personali ambizioni.
    In ogni caso, credo che il tuo post serva a molti affinché mettano da parte il senso di inferiorità derivante dal confronto e anche a fare due conti fra sé e sé, passando attraverso una domanda: “allora, cosa è davvero importante per me?”

    Rispondi
    1. Sandro Siviero ha detto:
      13 Febbraio 2017 alle 12:53

      Verissimo. E questa riflessione sulle priorità, ne porta un’altra: perché mi lamento di quello che non ho (o non posso fare) anziché essere soddisfatto di quello che ho? Visto che l’ho scelto dovrei esserne più felice, no?!

      Rispondi
      1. Paola ha detto:
        13 Febbraio 2017 alle 13:54

        Perché non tutti hanno scelto davvero (magari hanno solo reagito come potevano o sono scappati da qualcosa di peggio).
        Perché non tutti sanno apprezzare ciò che hanno.
        Perché manifestarsi insoddisfatti viene usato talvolta come strategia per automotivarsi a fare meglio.
        Perché la lamentela è un modo per ottenere il centro dell’attenzione che non si è riusciti a raggiungere in modo costruttivo (discorso che vale anche per molte critiche, se ci pensi…)
        Comunque, come dice Harvey Specter: “chiediti sempre: cosa ci guadagna?”
        Vedrai che smetterai di focalizzarti sul dettaglio (lamentela o critica) e noterai a cosa punta veramente…

        Rispondi
    2. Stefano ha detto:
      14 Febbraio 2017 alle 10:22

      Paola scrive così bene da incantarti mentre scorri le parole *_*

      Rispondi
  2. Sandro Siviero ha detto:
    13 Febbraio 2017 alle 12:55

    <333333

    Rispondi
  3. marco ha detto:
    15 Febbraio 2017 alle 18:50

    L’onestà verso se stessi è roba – materia – per filosofi/psicologi/analisti del comportamento umano: non è una battuta, tantomeno spiritosa e la corsa (lo sport in generale) funzionano proprio come tutti gli aspetti della vita, il lavoro, gli affetti, la salute.
    Allora: cosa vuoi fare? Dove vuoi investire? Quanto vuoi investire? E quindi, automaticamente, stabilisci una priorità.
    Il limite? Non esiste “un limite”, esiste l’essere realisti e quindi massimamente onesti verso se stessi, compatibilmente con la propria età, le proprie doti genetiche, il tempo dedicato e l’impegno profuso; “voglio migliorare finché l’età me lo permette”: ottimo, quanto sei disposto ad investire? Perché se investi 10 otterrai 10 e se investi 50 otterrai 50, non si scappa.
    Sul giudicare gli altri mi sono già espresso nel topic apposito e comunque per ogni corridore al quale dai 30 secondi al km ce ne sarà sempre uno che li da a te.

    Rispondi
    1. Sandro Siviero ha detto:
      16 Febbraio 2017 alle 09:52

      Sono d’accordo con quello che hai scritto. Credo che un ruolo importante lo giochi anche la capacità di ignorare gli stimoli esterni e vedere noi stessi con serenità anziché in proiezione di qualcun altro. Qui si aprirebbe anche la questione di invidia, antagonismo e agonismo ma è meglio lasciar perdere. ?

      Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Runlovers
© Runlovers | All rights reserved | Privacy Policy
 
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 2001.

Inserisci la chiave di ricerca e premi invio.

Gestisci Consenso
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Visualizza le preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}