• Allenamento & performance
    • Correre
    • Iniziare a correre
    • Consigli
    • Tecnica
    • Programmi di Allenamento
    • Offroad
    • Recensioni
    • Scarpe
    • Training
  • Benessere
    • Azioni
    • Alimentazione
    • Let’s go outdoor
    • Meditazione
    • Walking e hiking
  • Contaminazioni
    • Cultura
    • Lifestyle
    • Cose Preziose
    • Playlist
    • Oggi non corro
  • Lovers
    • Editoriali
    • Corsi e Ricorsi
  • News
  • Podcast
Runlovers
  • Allenamento & performance
  • Benessere
  • Contaminazioni
  • Corsi e Ricorsi

Take a stand

  • 3 minute read

Prendi una posizione, non restare indifferente.
Prendi una posizione e fai sentire la tua voce.

Come Tommie e John. E Peter.

È il 16 ottobre 1968, più di cinquant’anni fa, le dieci di sera ora locale.
Siamo a Città del Messico, la XIX Olimpiade è in corso.
Finale dei 200 metri, Tommie Smith e John Carlos sono due velocisti statunitensi. Arrivano rispettivamente primo e terzo, Smith stabilisce anche il nuovo record del mondo: 19 secondi e 83 centesimi. Il primo a scendere sotto il muro dei 20 secondi.
Tommie e John fanno parte del OPHR, Olympic Project for Human Rights, un’organizzazione creata l’anno prima dal sociologo e attivista Harry Edwards e che si prefigge di combattere ogni forma di razzismo e discriminazione nello sport. Loro hanno scelto di correre, altri atleti del OPHR invece, in virtù di precise disposizioni dell’organizzazione, hanno rinunciato all’Olimpiade come segno di protesta dopo l’uccisione di Martin Luther King, avvenuta il 4 aprile e quello di Robert Kennedy, il 5 giugno.
Ma Tommie “the Jet” e John ci sono, hanno lavorato tanto per arrivare a Città del Messico: sono compagni di squadra, amici, studenti, proprio di Sociologia, nella stessa università, la San José, in California. Sono ragazzi che stanno cercando di riscattarsi: Tommie arriva dal Texas, il padre lavora nelle piantagioni di cotone. John è figlio di un calzolaio, arriva da NYC, quartiere Harlem.
Sono neri in mondo dove i bianchi dominano.
In un anno, il ‘68, difficile. Per tutti.
Sono i vincitori e ciò che faranno cambierà la storia. La loro e quella del mondo.

È il momento della premiazione e nella passerella finale Tommie e John ci arrivano scalzi, e con la coccarda dell’OPHR appuntata sulla divisa federale, una collana di piccole pietre al collo di John, un guanto nero al polso, Tommie a quello destro e John al polso sinistro.
I piedi scalzi a simboleggiare la povertà, le pietre al collo, una per ogni nero privato dei suoi diritti. I guanti neri, simbolo delle Black Panthers, organizzazione che rifiutava le istanze pacifiste e di nonviolenza promosse da MLK in favore di una difesa, anche armata, dei diritti dei neri.

Le bandiere – americana ed australiana – vengono issate, le medaglie messe al collo.
Alle prime note di ‘The Star-Spangled Banner’ Tommie e John si voltano dando le spalle alla bandiera, lo sguardo chino verso il basso, il pugno guantato di nero in alto, verso il cielo.
Peter, il secondo classificato, si volta anche lui, una coccarda OPHR appuntata al petto in segno di solidarietà.
La Storia ce li consegna così, una protesta che cinquant’anni dopo è più attuale che mai.

La loro, di storia, non proseguí bene, almeno all’inizio.
Avery Brundage, a quel tempo Presidente del CIO, fece sospendere Tommie e John, che furono poi espulsi dal Villaggio Olimpico. Tornati in patria dovettero rinunciare alla carriera da velocisti e ricevettero minacce di morte. Tommie Smith proseguí nel football, tre stagioni nei Cincinnati Bengals. In seguito divenne allenatore di atletica. Nel 1978, riabilitato dalla USATF, è entrato nella Hall of Fame e nel 1999 nominato Sportivo del Millennio.
John Carlos giocò qualche stagione di football in Canada, carriera interrotta per infortunio. Oggi è un attivista umanitario.

E Peter Norman? Il giovane australiano, cattolico fervente, fu forse quello a cui andò peggio.
Scegliendo di appoggiare la protesta firmò la sua condanna.
Criticato dai media australiani, venne escluso dalle Olimpiadi di Monaco del 1972 nonostante si fosse qualificato. Non venne invitato nemmeno a presenziare alle Olimpiadi di Sidney del 2000.
Interrotta la carriera sportiva scelse di diventare insegnante. Morì il 3 ottobre del 2006, a 64 anni, per un infarto. Tuttora risulta il miglior velocista australiano di tutti i tempi.

Nel 2005 l’università si San José ha dedicato a Tommie Smith e John Carlos un monumento, posto nel campus. Sul fianco dell’opera è riportata la frase Take a Stand, prendi posizione.

Fonti:
Why? The biography of John Carlos, 2000
Lorenzo Iervolino, Trentacinque secondi ancora, 2017.
Il Saluto, di Matt Norman, documentario

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Runlovers
© Runlovers | All rights reserved | Privacy Policy
 
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 2001.

Inserisci la chiave di ricerca e premi invio.

Gestisci Consenso
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Visualizza le preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}