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Educare alla vita con lo sport (estremo)

  • 3 minute read

Che gli italiani siano particolarmente attenti e protettivi verso i propri figli è una cosa risaputa. Basta citare le famose 3 ore dopo i pasti durante le quali non puoi fare il bagno o, in genere, il timore che qualsiasi attività possa procurargli infortuni ed esperienze negative.

Eppure prima o poi si troveranno di fronte a un problema da risolvere, quindi perché non farglielo sperimentare in un ambiente protetto?

È per il loro bene

Per quanto far sperimentare ai propri figli attività che richiedono una certa esposizione fisica possa difficilmente sembrare una scelta educativa sensata, gli psicologi sono di diverso avviso.

Praticare sport – anche estremi, dove il contatto fisico o l’esposizione ai pericoli è tutt’altro che remota – può essere un’ottima esperienza.

Prese le dovute precauzioni e proteggendoli adeguatamente, certe attività sportive praticate dai giovanissimi hanno almeno un paio di aspetti positivi:

  1. Sviluppano e fortificano il vitale rapporto con la natura e con la realtà
  2. Facilitano la concentrazione del soggetto: più l’attività è estrema, più chi la pratica è obbligato a prestare attenzione solo a quella.
  3. Permettono loro di scoprire i propri limiti e di superarli.

Un’educazione

Quanto serve passare tempo all’aria aperta è una cosa che, bene o male, abbiamo compreso tutti. La sua importanza è però messa in discussione dalla condotta di vita delle nuove generazioni: è più il tempo che passano in casa a studiare o non avendo altro interesse che non sia giocare a qualche videogioco piuttosto che passare tempo fuori a esplorare il mondo.

Lo sport in tal senso è la chiave per entrare in questo mondo in un modo quantomeno controllato. Il compito degli educatori è, nel caso specifico, quello di istruire a proteggersi e farlo in maniera consapevole ben sapendo che i lati positivi sono molti e diversi.

Formarsi il carattere ed evolversi

Degli sport che prevedono una certa esposizione al rischio si vedono quasi solo gli aspetti più potenzialmente dannosi. Invece ce ne sono molti altri positivi e formativi. Unire lo sport al gioco e al controllo del rischio è un’attività che amplifica nei ragazzi la capacità di concentrarsi in un contesto molto stimolante come quello naturale. Inoltre li mette in costante rapporto con i propri limiti in modo da poterli superare. Misurarsi con la realtà e con le proprie paure fa loro capire che le possono gestire e gli insegna quindi a controllarle. Il confronto con la realtà è del resto necessario e benvenuto, meglio ancora se viene fatto in un contesto controllato.

Per non farti male devi farti male prima o poi

L’esperienza è maestra di vita. Il senso di protezione che si ha verso i giovani si esaurisce invece spesso nella necessità di evitargli qualsiasi brutta esperienza, trascurando il valore educativo – duramente educativo a volte – dello scontro con la realtà. Ricordi quante volte i tuoi genitori ti hanno detto “Attento, guarda dove vai! Fai le scale con attenzione!”. Se invece ti avessero controllato visivamente individuando i pericoli davvero seri nell’ambiente in cui giocavi o facevi sport ti avrebbero lasciato libero di farti anche del male, in maniera non grave, s’intende. L’essere umano deve sperimentare per capire e apprendere e la sfida con sé stesso è un modo molto efficace per progredire passando attraverso successi e soprattutto fallimenti. Non si è mai sentito di qualcuno che abbia ottenuto solo risultati incredibili senza mai fallire. Il fallimento, l’errore e la caduta (metaforica o reale) sono parte dell’educazione alla vita.

Purtroppo in Italia abbiamo un importante limite psicologico e sociale: siamo troppo protettivi e vogliamo evitare le esperienze negative ai ragazzi. Solo pochi sport di contatto sono accettati, il rugby sopra tutto. Forse anche l’hockey e il pugilato (ma solo in età adulta) ma non molto altro. Fra questi solo il rugby poi è praticato all’aperto. Sport più estremi come il downhill o la discesa libera sono difficilmente accettati, pur avendo dimostrati effetti positivi su chi li pratica.

Resta però inscalfibile il primato dello sport più pericoloso secondo gli italiani: il bagno dopo pranzo. Purtroppo mi spiace deluderli: non è affatto uno sport estremo 😉

(Ispirato da “Why You Should Let Your Kids Do Extreme Sports” pubblicato su Outside -Photo by Pavel Anoshin on Unsplash)

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