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Sbagliare in gara tutto quello che puoi sbagliare

  • 3 minute read

Quando scegli una gara dovresti valutare con cura molte cose – alcune più di altre – come il meteo, il percorso, l’abbigliamento, l’attrezzatura, la tua condizione fisica. Spesso dovrai fare delle scelte al riguardo e io qualche domenica fa le ho sbagliate tutte.

Mi sono iscritto al Trail del Monte Casto quasi all’ultimo minuto. Non era una gara che avevo previsto di fare ma mi pareva un buon modo per chiudere la stagione della quale ero ampiamente soddisfatto, non tanto per una questione di tempi ma in quanto a forma fisica e risposta del mio corpo alle varie tipologie di gara alle quali lo avevo sottoposto.
Il Trail del Casto è un must dell’autunno piemontese: 44km e circa 2100m D+. Non per tutti ma comunque un dislivello affrontabile senza grossi sforzi su quella distanza, inoltre ha la particolarità di avere un tracciato per nulla tecnico e quindi molto corribile e godibile. In un weekend di fine ottobre col sole splendente mi era sembrata una scelta saggia.

Invece ho sbagliato abbigliamento. Anche se il meteo diceva sole e le temperature previste erano abbastanza alte (per essere fine ottobre) la partenza alle 7.00 significa che alle 6.15 sei praticamente già in griglia e non faceva esattamente caldo. In più gran parte del tracciato sarebbe stato in mezzo ai boschi. Decido allora di optare per una maglietta comunque leggera ma a manica lunga, mi pare la scelta migliore no? Ecco, no. Il risultato è stato che al sole schiattavo di caldo e all’ombra bramavo in ogni caso qualcosa che mi proteggesse petto e pancia. Io e il mio amico Sennodipoi abbiamo deciso che l’ideale sarebbe stata una maglia traspirante misto poliestere e lana merino.

Soprattutto ho sbagliato scarpe. Questa cosa chiaramente ha senso se tu hai più di un paio di scarpe da trail tra le quali scegliere, ed era il mio caso. La tipologia di tracciato e di condizioni meteo mi sembrava perfetta per le mie adorate Nike Air Zoom Terra Kiger 5, che ho usato felicemente per tutte le gare della stagione e che mi calzano come un guanto. Invece il fatto che splenda il sole non significa che tu non debba tenere conto del fatto che ha diluviato nelle due settimane precedenti.
Molti torrenti ingrossati attraversavano il tracciato, torrenti che dovevi guadare: e con guadare intendo entrarci completamente a piè pari fino alla caviglia. Questa era quasi la parte divertente. Ogni tanto capitava di attraversare per centinaia di metri distese che avrebbero dovuto essere prati ma che oggi sono fantastici acquitrini. Infine il fango. Chilometri di sentiero terroso in cui l’acqua era penetrata in profondità e nel quale tu affondavi fino alle caviglie.
Quello che probabilmente mi scoccia di più è che il secondo paio di scarpe che possiedo – Salomon Speedcross – è progettato esattamente per questo tipo di terreno, quindi me la sono cercata. Qui sotto un’istantanea al 22°km mentre io e il fido Artax ce la stiamo cavando alla grande.

Poi ho sbagliato strada. Complice un balisaggio (la segnaletica sul percorso nelle gare di trail running ndr) non eccelso, ho fatto un centinaio di metri in direzione sbagliata, con altri 3-4 runner al seguito. Per carità, cosa vuoi che siano cento metri extra su 44km. Ma se li hai fatti in discesa (come me) significa che li devi anche risalire, e se il morale è già sotto le scarpe insieme a parecchio fango allora diciamo che non aiuta.

Infine ho sbagliato a non ritirarmi. Nonostante tutti gli imprevisti, fino al 32°km viaggiavo perfettamente in linea con le mie previsioni di tempistiche. Ed è lì che un ginocchio decide che per lui anche basta, senza addurre motivazioni plausibili. A quel punto – erroneamente fiducioso – continuo a corricchiare zoppicando fino al 37°km, quando l’altro ginocchio comincia a lamentarsi del fatto che sta facendo straordinari non retribuiti per colpa del fratello. Qui avrei dovuto fermarmi e rinunciare, qui avrei dovuto ascoltare il mio corpo e capire che non c’è nulla di male a ritirarsi, sono serio. Invece no, seppur quasi camminando ho fatto gli ultimi sette lunghissimi chilometri di discesa e adesso scambierei volentieri i punti ITRA guadagnati con Punti Fragola dell’Esselunga.

La verità è che forse fino a oggi sono stato tremendamente fortunato quella domenica mi sono scontrato con il paese reale. La verità è che sto mettendo le mani avanti nel probabile caso di pessima performance alla Milano 21 Half Marathon :)

(cover photo by David Marcu on Unsplash)

1 commento
  1. Michele ha detto:
    26 Novembre 2019 alle 16:25

    “Qui sotto un’istantanea al 22°km mentre io e il fido Artax ce la stiamo cavando alla grande”
    mi sono scompisciato dalle risate. Metterci dell’ironia quando va tutto storto è magnifico

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