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Per chi sta dietro le quinte

  • 3 minute read

Questo non è un articolo sull’ennesimo video di Kilian Jornet. Non confondiamoci: Kilian che sale e scende da una montagna a velocità assurde è uno spettacolo che ci piace sempre tantissimo vedere: corriamo un po’ sulle sue gambe, vediamo scenari pazzeschi e non facciamo neanche fatica!

No, questo è un video di Kilian come ce ne sono tanti altri ma guardandolo non ho pensato a chi veniva inquadrato ma a chi non si vedeva: ho pensato a chi stava dietro quell’obiettivo.

Un giorno Kilian mi disse

Era il 2014 ed ebbi l’occasione di intervistare Kilian. Gli feci un’osservazione alla quale rispose in un modo non mi aspettavo e che dimostrò anche il carattere umano di quest’uomo schivo e riservato.

D. È impressionante guadarti correre: quando scendi su pendenze incredibili o spicchi il volo, sembri un ballerino. 

R. È più difficile per chi mi segue eh, i cameraman sono veramente bravissimi.

Se ora tieni a mente queste parole puoi apprezzare ancora di più questo video. Concentrati un attimo: non lo sta seguendo un elicottero, non c’è nemmeno un drone che gli vola attorno e sopra e sotto come un moscone robotico. C’è un operatore con una videocamera, quasi sicuramente una GoPro montata sulla testa (forse con qualche meccanismo per ruotarla senza girare la testa) o altrove. E fin qui ok, ci sta: per riprese del genere devi essere leggero, devi essere agile.

La cosa impressionante è però che Biel Ràfols e Jose Irurozqui Soto – cioè i due cameraman che lo seguivano – andavano veloci come lui, a volte addirittura superandolo. Ma nel mentre dovevano stare attenti a dove mettevano i piedi, intuire i suoi movimenti, badare a cosa inquadravano, cercare di non uccidersi.

L’occasione è quella della Zegama 2019, una gara che organizza Kilian stesso, ed è vero che quando iniziano a riprenderlo sono di certo più freschi di lui che ha già qualche ora di gara sulle spalle, però gli stanno dietro, lo affiancano, lo superano, lo incitano. Se non vuoi deprimerti troppo non fare caso ai tratti in cui parlano come fossero amici che fanno una passeggiata: stiamo pur sempre parlando di creature un po’ oltre il normale. Molto oltre.

Chi non si vede ma, se non ci fosse, se ne sentirebbe la mancanza

Senza il coraggio di questi operatori e professionisti Kilian vincerebbe lo stesso ma noi non avremmo neanche la più vaga percezione di cosa significa correre in quel modo e a quella velocità. Non potremmo vedere certi luoghi. Non potremmo evadere con la mente o pensare che c’è qualcosa oltre la nostra vita (la sto mettendo giù un po’ troppo pesante? Ok).

Queste parole sono insomma solo per chi se ne sta dietro le quinte e viene citato solo nei titoli di coda, quando viene citato. Per chi ai ristori ti offre qualcosa da bere. Per chi è pronto a soccorrerti se stai male. Per chi organizza una gara e si preoccupa che tutto sia a posto e che tutti stiano bene. Per chi c’è, sempre. Per chi dà senza aspettarsi niente in cambio (grazie a tutti i volontari delle gare!).

È facile avere un concetto di sé che fa pensare che tutto sia dovuto, che ci meritiamo tutto quello che abbiamo. Pensare invece che quello che abbiamo e avremo ce lo siamo guadagnato e ce lo dovremo sempre guadagnare dà una dimensione più realista della propria vita e ci sintonizza meglio sulle onde positive emanate dalle tante persone che danno in maniera disinteressata.

Se pensi che niente ti sia dovuto accetti con più gratitudine quello che ti è offerto in maniera disinteressata. Se hai questa sensibilità apprezzi di più quello che fanno le persone che stanno dietro le quinte, non solo nelle gare ma in tantissimi aspetti della vita quotidiana.

A queste persone, oggi rappresentate da due operatori che mesi fa hanno seguito Kilian su e giù per gli ultimi chilometri di una gara folle in Spagna va il mio pensiero riconoscente. E spero anche il tuo.

(Photo Credits: Goldentrail Series / Salomon)

2 commenti
  1. emanuela ha detto:
    9 Giugno 2020 alle 20:51

    Per un’addetta ai lavori, il tuo articolo è semplicemente meraviglioso. Grazie Martino.

    Rispondi
    1. Martino Pietropoli ha detto:
      9 Giugno 2020 alle 22:14

      Che bello Emanuela. Grazie davvero per quello che fai e fate. Sappiate che non lo pensiamo sempre, non vi diamo mai per scontati, anzi. Grazie!

      Rispondi

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