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Allenarsi con la fascia cardio

  • 4 minute read

Ti avviso subito: mettiamo da parte le tifoserie da stadio su “fascia sì” o “fascia no”, per cercare di capire quali siano i benefici di allenarsi con la fascia cardio e di come si usi. Anzi, per essere più precisi, allenarsi con la fascia Garmin HRM-Pro.

Non ti nascondo che la HRM-Pro è un prodotto che aspettavo da parecchio tempo perché avevo bisogno di una fascia che fosse adatta a qualunque applicazione: dal nuoto in acque libere all’uso sui rulli. Quindi – detta in parole semplici – che avesse le caratteristiche della HRM-Tri con, in più, la connettività Bluetooth (utilissima negli usi con app di terze parti, Zwift su tutte).

Personalmente considero la nuova HRM-Pro lo stato dell’arte degli Heart Rate Monitor (HRM, appunto), nemmeno paragonabile con le fasce in produzione fino a 5/6 anni fa. E questo vale sia per le funzionalità che per la comodità ma, di quest’ultimo punto, ne parliamo dopo.
Oltretutto credo sia la fascia più utile per chi fa triathlon, probabilmente l’unica opzione disponibile nel mercato per chi vuole un prodotto completo (e ne ho provati tanti, te l’assicuro).

Come ti dicevo all’inizio, per i prossimi due minuti mettiamo da parte i preconcetti e cerchiamo di capire quali sono i pro, i contro e gli usi migliori per la fascia cardio. E, per stare in tema del prossimo Sanremo e citare Elio, dividiamo la discussione in tre capitoli:

  • Fascia sì
  • Fascia no
  • Fascia gnamme: perché è consigliabile usarla

Fascia sì

Sembra banale dirlo ma il primo punto a favore per la fascia cardio è la sua posizione. Lo dico per due motivi: la vicinanza al cuore capta le microvariazioni in tempo reale e l’essere al centro del busto la rende uno strumento idoneo a fornire tutte le metriche avanzate per la corsa (cadenza, oscillazioni, tempo di contatto con il suolo, running power).
Proprio queste metriche, analizzate nel modo corretto, ci permettono di migliorare la corsa sul piano tecnico.

Inoltre, proprio per sua caratteristica tecnologica, la fascia cardio reagisce agli impulsi elettrici del cuore, diversamente dal sensore ottico al polso. Ma qual è il beneficio che porta?

Il sensore ottico può essere influenzato dal colore dell’incarnato, dalla dimensione del polso, dalla posizione delle vene e dalla presenza di peluria (o tatuaggi) causando imprecisioni nella misurazione. La fascia no, lei funziona sempre.
Inoltre, come ti dicevo, poter misurare le microvariazioni del battito ci permette di usare una funzionalità Garmin a mio avviso molto utile: HRV Stress. Questa misurazione, fatta a riposo, appena svegli, con la fascia, fornisce un dato molto utile sullo stato di forma e sulla capacità di affrontare un allenamento più o meno impegnativo.

Un altro pregio è legato ancora alla differenza dal sensore ottico al polso. Quest’ultimo per funzionare correttamente ha bisogno che l’orologio sia fissato in modo fermo al polso, a circa un centimetro dalla testa dell’ulna (l’osso che “spunta” dal polso). E, personalmente, a me dà fastidio avere il bracciale dello sportwatch troppo stretto. Ma questo vale per me ed è una considerazione assolutamente soggettiva.

Tutto qui? Assolutamente no.

La HRM-Pro rileva il battito cardiaco anche in acqua che viene scaricato nello sportwatch al termine dell’allenamento e funziona sia per le acque libere che in piscina. Fondamentalmente, la HRM-Pro nasce dall’unione tra HRM-Tri e HRM-Swim con una funzionalità in più: la connessione sia ANT+ che Bluetooth.

Perché metto l’accento sulla connettività Bluetooth? Perché, come ti dicevo prima, grazie a questa caratteristica abbiamo la possibilità di usare un’unica fascia anche durante gli allenamenti indoor, collegarla a computer, smartphone o tablet e quindi associarla ad app di terze parti (o altri dispositivi) per qualsiasi utilizzo si voglia farne.

Fascia no

Il “difetto” principale della fascia è il posto dove va messa: attorno al torace. Anzi, a essere più preciso, mi verrebbe da dire che il problema di base è che va regolata nel modo giusto.
Molte persone infatti usano la fascia troppo stretta, causando fastidi da sfregamento e sensazione di poca libertà respiratoria.

Per trovare la giusta posizione e larghezza serve un po’ di tempo e alcuni tentativi ma, quando la regolazione è corretta, praticamente non la si sente più. Il trucco è regolarla e saltellare un po’; se la fascia è ferma, allargala un po’ e ripeti il processo finché non la sentirai scendere. A quel punto, la stringi leggermente e hai la condizione di aderenza senza fastidio a cui tutti puntiamo.
Questa regolazione va fatta ogni tanto perché, con il cambiamento della nostra forma fisica, cambia l’aderenza della fascia.

Ultimo punto a sfavore è la manutenzione: la fascia va sciacquata a ogni uso e lavata con sapone ogni 7 utilizzi (o ogni singolo utilizzo in piscina).

Inoltre, se corri e basta, se non ti interessano le dinamiche di corsa (a cui però puoi accedere senza fascia usando il Running Dynamic Pod), se non vuoi avere nulla addosso, in quel caso puoi fare a meno della fascia.

Fascia gnamme: perché è consigliabile usarla?

Sono passati i tempi in cui il sensore ottico dava una rilevazione non sempre precisa della frequenza cardiaca. Ormai tutti gli sportwatch di ultima generazione hanno sensori cardio affidabili – con tutti i limiti del mezzo: colore della pelle, peluria, tatuaggi, posizionamento, diametro del polso troppo grande o piccolo e torrente ematico poco esposto.
Con la fascia, però, vai sul sicuro: la infili e vai senza pensieri.

Personalmente, inoltre, trovo molto utili tutte le dinamiche di corsa (nei dispositivi compatibili). Ci permettono di capire in modo approfondito le caratteristiche del nostro gesto atletico e, di conseguenza, di migliorare gli ambiti in cui siamo più carenti.

Io ti ho parlato di HRM-Pro perché è quella che uso tutti i giorni ma, se non ti interessano le dinamiche di corsa però vuoi la connessione Bluetooth, puoi orientarti verso HRM-Dual; dall’altro lato, se non ti interessa il Bluetooth ma vuoi le dinamiche di corsa, allora puoi optare per la HRM-Run. In definitiva, puoi sicuramente trovare la fascia che fa per te.

Credimi, all’inizio può sembrare secondario ma, una volta che hai provato i benefici della fascia, difficilmente torni indietro.

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