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Come vestirsi per correre in autunno?

  • 4 minute read

È arrivata la stagione del “non so come vestirmi per correre”. Eh sì, non ci sono più le mezze stagioni, signora mia! E quindi possiamo trovare una giornata di caldo sole estivo e, quella successiva, con temperature quasi invernali. Soprattutto se esci a correre al mattino presto.

Inutile nascondersi, tutti prima o poi abbiamo vissuto il dubbio di “e adesso come mi vesto?”.

Per semplificare, come faccio spesso, ecco un po’ di consigli dello “zio Big” su come affrontare questo periodo.

1. Un termometro e la regola dei 10 gradi

Vista l’escursione termica durante la giornata, la cosa più importante da conoscere è la temperatura che c’è all’esterno. Il modo migliore per conoscerla è quello “vecchio”: usa un termometro da esterno e non fidarti delle app. Su Amazon ne trovi moltissimi, questo e quest’altro sono solo due esempi di “stazioni meteo” con sensore di temperatura e umidità esterni.

Partendo dalla temperatura esterna, per decidere come vestirti, dovrai ricordare che correndo percepirai 10°C in più.

Facciamo un esempio: se il termometro segna 16°C, com’era questa mattina a casa mia, dobbiamo vestirci ricordando che, correndo, ne percepiremo 26. Quindi? Pantaloncini e una maglia a manica corta, per esempio. Facile, no?!

Diventa un po’ più problematico con le temperature “al limite”. Non mi riferisco ai -20°C ma a alle “situazioni vegetariane” (né carne, né pesce ;) in cui sei in dubbio se usare abbigliamento estivo o invernale. Per capirci, è quell’intervallo tra i 5 e i 9 gradi in cui l’approccio diventa soggettivo. Ma ne parleremo più sotto.

2. Combatti il caldo

Per abitudine o percezione, in autunno viene spontaneo vestirsi un po’ di più. Non c’è nulla di più sbagliato!
Anche se può essere piacevole affrontare i primi metri ancora al caldo, poi – quando iniziamo a scaldarci – può diventare una vera tortura. Soprattutto se indossiamo pantaloni lunghi che, per ovvi motivi di decenza pubblica, non possiamo togliere se sentiamo caldo.

Una termoregolazione sbagliata può rendere addirittura inutile un allenamento: frequenza cardiaca che si alza troppo, scomodità, fastidio. Insomma, nel dubbio vestiti meno anziché di più.

E se sei una persona freddolosa, cerca di resistere al fresco dei primi metri per goderti appieno tutti gli altri chilometri di corsa.

3. Le “situazioni vegetariane”

Chiaramente è una battuta e non mi riferisco all’alimentazione, sia chiaro. Quando la temperatura è incerta, devi innanzitutto seguire la tua indole: tolleri meglio il caldo o il freddo? Partendo da qui, saprai come orientarti.

Ma esiste anche la mezza misura che ti permette di coprirti e scoprirti al bisogno, soprattutto nelle aree che tendono a percepire di più il freddo: mani, braccia, collo, testa.

L’uso di un paio di manicotti, per esempio, ti dà la possibilità di coprirti adeguatamente finché non sarai sufficientemente in movimento. Poi li abbassi e diventano due polsini, per nulla fastidiosi.
Oppure una fascia tubolare, quella che generalmente chiamiamo Buff, può coprire bocca e collo per poi essere tolta se ti dà fastidio.

Per il primo (o unico) strato, un altro trucco è usare una maglia aderente a compressione. Sono molto utili perché – grazie alla loro tecnologia specifica – sono fatte per rendere ottimale la termoregolazione ed espellono il sudore nello strato esterno. Proprio per quest’ultima caratteristica, è importante però che siano di buona qualità: essendo a contatto stretto con la pelle, se tengono il sudore all’interno possono farti prendere freddo.

E lo zio Big non vuole che tu prenda freddo al pancino. ;)

4. Antivento e antipioggia, quando usarli?

Anche qui dipende dalla temperatura. In alcuni casi nemmeno sono necessari; quando fa più caldo, per esempio. Ma quando i gradi si abbassano, è bene coprirsi adeguatamente.

La differenza tra antipioggia e antivento è semplice: i primi proteggono dall’acqua (e possono avere indici di impermeabilità diversi), i secondi solo dal vento e generalmente sono solo idrorepellenti. Non pensare però in alcun caso che assomiglino a dei k-way: sono fatti per essere sempre traspiranti, ossia espellono l’umidità prodotta dal corpo. Il che non vuol dire che facciano circolare l’aria: sono fatti per proteggerti.

Personalmente, proprio perché la circolazione d’aria è limitata, li uso quando le condizioni sono estreme: molto freddo o se esco che già sta piovendo. Esistono però dei modelli facilmente ripiegabili che occupano pochissimo spazio e li puoi togliere e mettere senza avere fastidiosi ingombri da portare addosso.

5. Quando usare l’abbigliamento invernale?

Qui il discorso si fa più complesso e decisamente soggettivo. Io ti posso dire che fino ai 4/5°C uso pantaloncini corti e due strati (manica lunga + manica corta), magari accompagnati da guanti e scaldacollo per proteggere la gola dall’aria fredda.
Ma mi capita di vedere runner che escono in canotta praticamente sempre e altri che non abbandonano quasi mai il pantalone lungo o a 3/4.

In ogni caso, la strategia migliore è sempre quella che prevede un aumento della consapevolezza di noi stessi.

Quando ci conosciamo bene, ci basta un’occhiata fuori per sapere come vestirci.

 

(Credits immagine principale: Kzenon on DepositPhotos.com)

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