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Ritorno all’essenziale

  • 3 minute read

Si dice che la cultura è tutto ciò che hai quando hai dimenticato tutto. La cultura sei tu, la tua vera essenza, il codice di base che ti fa funzionare e vivere.

Stefano Gregoretti è da poco tornato dall’avventura che ha tentato assieme a Dino Lanzaretti: “Siberia 105°” è la spedizione in bici e in SUP nelle zone più fredde del pianeta, e i 105 gradi indicano l’escursione termica che si registra in quelle regioni, fra Ojmjakon a Verchojansk, i due villaggi più freddi al mondo, e il fiume Yena, che avrebbero dovuto risalire la prossima estate con temperature fino a 38°C. Questi dati per dare un’idea del contesto ambientale che, nel caso di Gregoretti e Lanzaretti, non è mai estremo per provocazione ma per dire qualcosa di molto chiaro: rischiamo di distruggere il pianeta, rischiamo di sconvolgerlo con la nostra noncuranza e il nostro egoismo.

Per quanto sia potente questo messaggio, non è quello di cui voglio parlare oggi. Qualche settimana dopo la rinuncia a proseguire per le condizioni impossibili che avrebbero messo inutilmente a rischio le loro vite, Stefano ha scritto un post su Instagram di quelli che leggi e, quando arrivi alla fine, pensi “Ok, respira e pensa a cosa hai appena letto. E adesso rileggilo”.

ON/OFF

Questo è il titolo del post: “ON/OFF”. Acceso e spento. Come se fossimo delle macchine o dei congegni elettronici, noi funzioniamo. All’interno della società, per i nostri amici, familiari, amori noi siamo accesi o spenti. Potresti pensare che uno che va in bici a -67°C consideri la vita comoda come quella spenta e si accenda solo quando è al limite della sopravvivenza e dello sforzo. Ma lui non è mai prevedibile. Per Stefano arrivare al limite è spegnersi. Non ovviamente rispetto a se stesso ma rispetto al resto del mondo.

Noi non dobbiamo dimostrare nulla. Ci dobbiamo solo spegnere; tornare ai bisogni essenziali della vita: accendere un fuoco, trovare acqua, mangiare, sopravvivere.

“Spegnersi” significa arrivare a non essere più un essere funzionante e funzionale nella società, per iniziare a esserlo per se stesso, in una dimensione in cui ci sei tu e la natura più estrema, tu e tutto il resto. Quando Gregoretti parla di spegnersi intende quindi per accendersi in un altro contesto: in se stesso.

Automaticamente dopo 3 giorni di questa vita capisci cosa ti serve veramente. Dimentichi tutti i PIN, il tuo numero di telefono, perfino il civico di casa. Noi sei più bombardato.

Quale distanza misura l’essere accesi dall’essere spenti? Dopo qualche giorno dal ritorno alla civiltà, Stefano ritorna a essere immerso nel flusso della civiltà, che in gran parte sfugge al suo controllo. È di nuovo acceso, però ora gli è evidente che differenza c’è fra le cose importanti quando sei acceso e quando sei spento: quando sei acceso hanno importanza tutte le cose che non ti riguardano intimamente e che altri decidono, quando sei spento conta solo l’essenza, la sopravvivenza, la vita.

Abbiamo solo imparato ON e OFF. A dare importanza alle cose che ne hanno e non darla a quelle che non ne hanno. È solo questo che ti insegnano i grandi spazi dove sei una formica ed è per questa ragione che andiamo a “perderci”. ON e OFF… è tutto lì il segreto per essere migliori.

La domanda

Quando “ti sei spento” e sei tornato all’essenziale (o hai trovato, magari per la prima volta nella tua vita, l’essenziale) ti trovi di fronte a una domanda: “Quanto vali davvero? Cosa sai fare davvero? Chi sei veramente?”. In quel momento riuscire ad accendere un fuoco è la più grande ricchezza, sopravvivere è esistenziale e niente ha più valore del saperlo fare. Ti sei dimenticato tutto, a parte te stesso. Ti è rimasta la tua cultura e te stesso: quello che vali perché è quello che sei. Come dice Stefano, “Il più epico dei viaggi è quello dentro noi stessi”.

Ritornare all’essenziale, spegnersi – ma in senso positivo – significa trovare se stessi, dopo aver eliminato tutto il superfluo, tutto il rumore, tutto ciò che c’è d’inutile. L’essenziale ti definisce, l’essenziale sei tu.

(Cover photo: account Instagram di Stefano Gregoretti)

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