Come si suol dire, c’è un nuovo nome da mettere sulla mappa: il nome è quello del 23enne keniano Kelvin Kiptum e la mappa è quella dei record del mondo in maratona.
Ieri a Chicago, Kiptum ha infatti stabilito un nuovo incredibile record sulla distanza della maratona. Pronunciare quelle cifre fa impressione, anche perché a questi livelli pochi secondi in meno decidono di un record del mondo ma in questo caso i secondi, come solo due settimane fa è capitato a Berlino per il record del mondo femminile stabilito dall’etiope Tigist Assefa, sono più di una manciata.
Due ore e trentacinque secondi.
Considerato che il record precedente, stabilito sempre a Berlino nel 2022 da Eliud Kipchoge, era di due ore, un minuto e 9 secondi, significa che Kiptum ha limato al precedente tempo ben 34 secondi.
Chi è Kiptum?
Il nuovo detentore del record del mondo è un ventitreenne keniano che quindi, data l’età, non ha una carriera lunghissima alle spalle. Se ne era sentito parlare per il primo posto al suo debutto internazionale in Spagna, alla maratona di Valencia del 2022, quando aveva segnato il più veloce tempo per un debuttante in una gara internazionale, correndola in meno di due ore e due minuti.
Ma quello è stato solo l’inizio perché poi Kiptum ha vinto la London Marathon del 2023 in 2:01:25, cioè fermandosi a soli 16 secondi dal record del mondo di Kipchoge.
La sua gara a Chicago – che deve comunque essere ancora omologata, anche se l’account X/Twitter di World Athletics ne ha già decretato l’eleggibilità – è stata la conferma della sua progressione spaventosa verso il risultato di oggi.
Il pensiero che questa era solo la sua terza competizione internazionale rende la sua impresa ancora più impressionante.
Vale la pena di sottolineare un ultimo elemento: l’età. Diventare detentore di un record mondiale così giovani significa avere ancora una lunga carriera di fronte.
In altre parole la sensazione molto netta (ed entusiasmante) è che Kelvin Kiptum abbia ancora altri record in tasca.
Per ora, e giustamente, lasciamo che festeggi quello conquistato a Chicago.