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Chi è la persona più pesante del mondo ad aver corso una maratona?

  • 3 minute read

La corsa è uno sport che, per essere praticato con efficienza, richiede corpi allenati e il minor peso in eccesso possibile. Chi la pratica con continuità – lo sai bene – riesce prima a perdere peso (se in eccesso) e poi a mantenere una buona forma fisica.

Insomma, tutto questo giro di parole per dire che chi è molto sovrappeso generalmente non corre: è faticosissimo e può essere anche dannoso, specie perché affatica il sistema muscolo-scheletrico e in particolare quello cardiocircolatorio.

Eppure ci sono runner in evidente sovrappeso che sono stati in grado non solo di correre ma anche di completare un’intera maratona.

Los Angeles

Questa è la storia di Charles Bungert, l’uomo che nel 2013 completò la maratona di Los Angeles pesando più di 180 kg.

Se pensi che Charles sia una persona sedentaria dovrai presto ricrederti. Charles è sempre stato appassionatissimo di sport e non solo nel senso che gli piaceva guardardo: ne ha sempre praticati diversi, nonostante sin da bambino le sue proporzioni gli impedissero di giocare con i coetanei, che letteralmente sovrastava. Abituato fin da subito a giocare con ragazzi di 2/3 anni più grandi di lui, ha poi praticato calcio, basketball, jujitsu e baseball. Al college ha giocato a football ma ha dovuto purtroppo smettere per problemi alla spina dorsale.

Insomma, parliamo di un uomo che ha sempre dimostrato una passione sconfinata per lo sport, soprattutto praticato.

La motivazione

Perché già nel 2012 Charles decide di provare a correre un’intera maratona? Per amore della madre a cui è stato diagnosticato un cancro ai polmoni e per raccogliere fondi per sensibilizzare e aiutare la ricerca.

Una motivazione forte che lo porta già nel 2012 a scendere nella pista di atletica della sua università, a correre le sue prime 10 miglia. Ricordati che si trattava comunque di un atleta allenato, anche se evidentemente preparato ad altri sport. Al tempo pesa 190 kg. Ci mette tre ore e mezzo.

Continua ad allenarsi, consapevole di essere un uomo dotato di grandissima forza fisica, anche se in un corpo non proprio adatto alla maratona. Però i certificati medici e le analisi confermano che il cuore c’è e ci può provare.

Sulla linea di partenza della Los Angeles Marathon c’è anche lui e corre, corre, corre Charles. Arriva al traguardo, dopo otto ore e mezza. Potrebbe ambire al Guinness dei Primati ma non ha registrato il suo peso prima della partenza e non ha comunque avviato la proceduta. Ci riproverà, anche perché ora bisogna pensare alla madre, a cui è stato di nuovo diagnosticato il cancro.

Ancora una volta

È passato un anno e Charles ci riprova, questa volta ufficialmente, questa volta ancora di più per sua madre: raccoglie fondi, si fa seguire da allenatori. Ha poco tempo perché alla madre danno solo un anno di vita.

Poi, a due settimane dalla partenza, qualcosa nella sua spina dorsale cede: una fitta che gli impedisce anche di infilarsi i calzini. Considera di ritirarsi anche se mancano ancora un po’ di giorni, magari riesce a recuperare. Eppure il dolore è fortissimo e lo blocca. Quando pensa che non abbia più senso farlo pensa però alla madre che sta combattendo con più forza di lui e provando ancora più dolore fisico.

Allora decide di provarci lo stesso e ancora una volta, un anno dopo ma con in più un dolore difficilmente gestibile e l’ansia per la madre. Che però diventerà la sua forza lungo la gara, specialmente nella fase finale e dopo tante pause e momenti di difficoltà per prendere fiato e chiedersi se andare avanti. Ma il pensiero della madre, sotto la pioggia all’arrivo nonostante la chemioterapia lo motiva a fare ancora più presto, a non mollare.  E ce la fa, questa volta ufficialmente, migliorando anche il suo precedente tempo di ben sette minuti.

Quel giorno del 2013 Charles ha dimostrato che ce la poteva fare e che il sovrappeso può non sempre essere un motivo per non correre. E ha dimostrato anche l’amore per la madre, che purtroppo dopo due mesi muore.

2 commenti
  1. Alessandro ha detto:
    1 Aprile 2023 alle 21:15

    Ci ha messo 8 ore e 30… non 3 e 30.
    Magari porsi il dubbio non sarebbe stato male

    Rispondi
    1. Martino Pietropoli ha detto:
      1 Aprile 2023 alle 23:48

      Ci ha messo 3 ore e 30 a fare 10 miglia all’inizio della preparazione e 8 ore e 30 a correrle, entrambe (8 e 23 la seconda volta), come riportato nell’articolo.

      Rispondi

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