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Come convincere il tuo cervello ad aver voglia di correre

  • 4 minute read

  • Un nuovo libro di due psicologi spiega come convincersi ad avere voglia di correre.
  • Trovare una motivazione personale e mantienila presente come un patto con te stesso è un primo passo.
  • Fissare obiettivi realistici e monitorare i progressi è un altro. E gli altri?

 

Se chiedessimo a 1000 runner se la corsa è fra le prime posizioni delle cose che preferiscono fare, non saremmo sicurissimi di trovarla in alto in classifica. Non è nemmeno giusto nei suoi confronti paragonarla a mangiare un gelato o a dormire (per dire due cose piacevoli, ma ce ne sono tante altre).

Il fatto che correre non sia la prima cosa che viene in mente quando si pensa a qualcosa di piacevole può essere un problema. In fondo nel praticarla si fa fatica, si suda, a volte ci si trova al freddo o sotto la pioggia. Diciamo che è più attraente quello che viene dopo: la doccia calda, la rilassatezza, il buonumore.

Specie chi inizia non sempre trova lo stimolo per continuare ma per fortuna ci sono dei modi per convincere il cervello che, anche se magari non è proprio la prima cosa che comanderebbe al corpo di fare, se ne può discutere. Per poi uscire a correre.

I seguenti suggerimenti sono contenuti in un libro scritto da due psicologi e recentemente pubblicato negli USA. Si chiama The Psychology of Running – The Psychology of Everything e i suoi autori sono Noel Brick e Stuart Holliday.

Ecco un po’ di trucchi ;)

1. Scegli la tua personale motivazione. E non dimenticarla, mai

Il perché lo fai è lo scopo principale che dovresti sempre tenere a mente. Ricordarlo ti aiuta perché è la direzione che hai intrapreso e il luogo dove vuoi arrivare. In altre parole è come un patto che fai con te stesso, e che faresti bene a rispettare.

2. Stabilisci obiettivi gestibili e monitora i tuoi risultati

Avere un diario, guardarsi indietro, notare la strada fatta ti colloca rispetto al tempo. Ti fa capire che, anche se ti sembra di non aver fatto progressi, li hai fatti eccome. È difficile tenerli a mente o notarli ma, se li hai segnati in un taccuino – cartaceo o digitale – li puoi vedere. Meglio ancora se riesci a trasformarli in un grafico, perché le immagini dicono più di mille parole. Tutti questi dati concorrono a fondare la cosiddetta “autoefficacia”, che si basa sulle esperienze passate o i successi e che ti aiuta a dare una forma ai tuoi progressi e a percepirli meglio.

3. Poniti obiettivi aperti

Un errore comune è sfidarsi troppo e non avere idea di cosa comportino gli obiettivi che ci poniamo. Evita allora di prefissarti il miglioramento su una distanza specifica o su un tempo al chilometro (troppo sfidanti e che possono generare frustrazione se non raggiunti) ma scegli qualcosa di più generico, come spostare il tuo limite un po’ più in là, magari correndo di più della volta precedente o cercare di battere il tuo record sul chilometro.

4. Conosci i tuoi limiti

È più semplice lavorare per migliorare la resistenza se si sa di non potersi spingere subito troppo oltre, cosa che capita, specie all’inizio, provocando ancora una volta frustrazione. Partire piano e incrementare progressivamente è il modo giusto per non scoraggiarsi. Ci vuole più pazienza, ma se ne viene ricompensati. Non dimenticare mai che anche pochi minuti di corsa – in genere 10/15 – danno dei benefici. Non sono tanti e non è come correre ogni giorno per un’ora, ma è sempre meglio che stare fermi a non far niente e a commiserarsi per la propria tragica forma fisica.

5. Distraiti

Per riuscirci, poche cose sono efficaci come la musica o l’ascolto di podcast. Il segreto è quello di tenere occupato il cervello e di non fargli notare che – forse – sta facendo una cosa che lo annoia. La musica tra l’altro ha anche la capacità di comunicare entusiasmo e forza (ovviamente dipende da quale musica scegli!) e di darti quindi lo spunto per continuare o addirittura di spingere di più e accelerare. Nel caso scegliessi di distrarti con quella, secondo i due psicologi “Le qualità chiave nella scelta della musica sono il ritmo – le melodie con un bpm tra 125-140 sono le migliori – e le preferenze personali in termini di genere.” Se però non ami ascoltarla o essere distratto in questo modo, avere compagnia durante le tue corse è un altro modo per spostare l’attenzione distante dall’atto fisico in sé, verso una cosa piacevole come la conversazione con un amico.

6. Scegli con cura il panorama

La funzione che gioca è duplice: si fa ammirare e permette alla mente di svagarsi ed espandersi, girovagando ed esplorando lo scenario, stimolata dallo spazio e dalla sua bellezza. La mente ha la capacità di essere molto creativa quando non ha un pensiero fisso e, così facendo, riesce a distrarsi e a ragionare per associazioni di idee.

Siccome alla fine è lei a comandare, è meglio conoscere qualche modo semplice ed efficace per convincerla che oggi ha davvero voglia di comandare al corpo di uscire a correre. Perché alla fine è davvero così, e ti ringrazierà.

(via Newsweek)

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