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Percepire il proprio corpo, per correre meglio

  • 3 minute read

  • Mente e corpo sono interconnessi, influenzandosi reciprocamente attraverso la postura e la consapevolezza corporea.
  • La consapevolezza del corpo è determinante per migliorare il dialogo mente-corpo, coinvolgendo propriocezione, esterocezione ed enterocezione.
  • Esercizi di scansione corporea e percezione aiutano a migliorare la comunicazione tra mente e corpo, favorendo una congruenza e comprensione più precise.

 

Il nostro corpo e la nostra mente sono legati a tal punto da influenzarsi a vicenda. Sarebbe del resto inevitabile che non fosse così. Quello che è meno evidente è che un particolare stato d’animo può essere visibile dall’esterno nella postura che assumiamo. Se sei triste tenderai a tenere le spalle ricurve, se percepisci fiducia in te terrai il busto eretto.

Mente e corpo dialogano a tal punto che la forma assunta da quest’ultimo manda segnali alla mente. Non è un caso che un consiglio apparentemente strambo ma molto efficace sia quello di correre sorridendo, anche quando si penserebbe solo a maledirsi per aver avuto l’idea di fare qualsiasi sforzo.

Questo dialogo costante fra interno ed esterno ci condiziona in entrambi i sensi: se non ci piace il nostro corpo, la mente ne soffre, e viceversa. Verrebbe naturale pensare che avere un corpo ideale garantisca la felicità o quantomeno la tranquillità della mente ma le cose non stanno esattamente così.

Consapevolezza e percezione del corpo

A volte l’insoddisfazione per il proprio corpo nasce dalla consapevolezza carente che ne abbiamo. Lo percepiamo insomma in forma disturbata. Perché? Per un motivo banale ma evidente: non lo percepiamo, o non completamente.

Secondo Sandra Cerny Minton, educatrice di danza, la consapevolezza del corpo deriva dalla propriocezione, che rileva come il corpo si muove nello spazio. Ma la propriocezione è solo uno dei sistemi che collocano il nostro corpo nello spazio e che definisco come la nostra mente lo percepisce. Ci sono infatti anche l’esterocezione – cioè la sensibilità agli stimoli provenienti dai sensi come udito, vista e olfatto – e la enterocezione, cioè la percezione dello stato interiore del nostro corpo, ossia degli organi interni, dei muscoli e di tutto ciò che non è esterno a noi.

Tre tipi di percezione governano il rapporto che esiste fra il corpo, la mente e la realtà. Non è semplice allinearli tutti in modo da farli dialogare in maniera sana.

Fare dialogare le parti

Per stabilire il contatto e far parlare mente e corpo bisogna innanzitutto sensibilizzare la percezione di quest’ultimo. È possibile farlo prestando attenzione alle sensazioni interne del nostro corpo, filtrando allo stesso tempo quelle esterne. In altri termini, bisogna cercare di eliminare i rumori di fondo e concentrarsi solo sulla voce interna, spesso coperta dagli stimoli esterni. Come riuscirci? Con alcuni esercizi, suggeriti dalla Minton.

  • Scansione del corpo: sdraiati su un tappetino da yoga e scansiona il tuo corpo percependo ogni singola sensazione, dal formicolio a un piede alla contrazione del collo fino.
  • Siedi piegandoti prima in avanti in modo da formare un arco con la schiena. Poi assumi invece una posizione eretta, allineando spalle e busto: quale delle due è più confortevole?
  • Esegui una figura a caso guardandoti allo specchio. Ripetila non guardandoti più riflesso. Ricevi le stesse sensazioni? Ti pare che il corpo “occupi lo spazio” nello stesso modo?

A cosa serve tutto ciò?

La domanda, come sempre, è lecita. Che beneficio puoi avere dal percepire meglio il tuo corpo? Uno, per esempio, è quello da cui siamo partiti: più il dialogo fra esso e la mente, più precisa è la congruenza fra l’uno e l’altra. Il dialogo è insomma più chiaro e comprensibile perché percepire il proprio corpo significa ascoltarlo e capire meglio i segnali che manda. Immagina un caso estremo: immagina come sarebbe correre senza avere sensibilità alla pianta dei piedi. Come sarebbe non percepire la strada, la sua superficie e come il tuo corpo reagisce quando la tocca? Straniante e disorientante. Questi esercizi servono a essere più sensibili al riguardo e a mantenere il canale di comunicazione fra corpo e mente il più possibili libero da disturbi. Perché i due si capiscano bene.

(via Psychology Today)

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