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Perché ho i battiti alti appena inizio a correre?

  • 3 minute read

  • All’inizio dell’esercizio fisico, i muscoli richiedono maggior flusso sanguigno.
  • Se parti troppo forte sottoponi il tuo corpo a stress, richiedendo flusso sanguigno prima della dilatazione dei vasi.
  • Il picco della frequenza cardiaca indica quindi insufficiente attivazione aerobica e riscaldamento inadeguato prima dell’attività.

 

Se badi alla frequenza cardiaca quando corri, forse avrai notato che in alcuni casi hai un picco all’inizio delle corse, che va a diminuire e poi a stabilizzarsi dopo alcuni minuti in cui mantieni costante il tuo sforzo fisico. I nostri muscoli bruciano quantitativi incredibili di carburante (no, non entreremo troppo nel dettaglio, tranquillo) e per farlo sono alimentati da un ancora più incredibile numero di vasi, vasettini e capillari che permettono che il sangue – che è il mezzo in cui l’ossigeno, il carburante per i nostri muscoli, è trasportato – arrivi a ogni singola fibra muscolare. Mentre siamo a riposo – va da sé – questo via vai di sangue è ridotto al minimo, perché per risparmiare carburante la maggior parte degli organi interni del nostro corpo sono inattivi, e i nostri muscoli non fanno differenza. Il giro che fa il sangue è un giro abbastanza semplice, va e viene dal cuore ai polmoni, arriva con relativa calma fino alla punta delle dita e torna indietro per ricominciare. Tutto questo serve per alleggerire il carico cardiaco durante il riposo, visto che mantenere chiusi i vasi avvantaggia tutto il sistema in termini di sforzo da compiere. Immagina di dover fare un giro da cinquanta metri per portare un secchio d’acqua da un punto ad un altro, oppure di poterne fare uno da soli dieci metri. Ovviamente sarebbe preferibile farlo da dieci metri, e pensa la stessa cosa il nostro cuore.

Partire a tutto gas

Quando iniziamo un esercizio fisico i muscoli richiedono un enorme volume di flusso sanguigno e vasi e capillari cercano di sopperire alla richiesta dilatandosi, in modo da far arrivare più sangue possibile alle fibre. Il nostro corpo però ha un grave difetto, da questo punto di vista: non è progettato in modo tale da permettere un’espansione preventiva dei vasi e dei capillari. Affinché questo succeda, si deve iniziare a fare attività. Partire troppo velocemente fa sì che il nostro corpo sia soggetto a forti stress: deve spostare bruscamente il sangue dai punti in cui stava e deve spingerlo nei muscoli i cui capillari non hanno però ancora fatto in tempo a dilatarsi, e questo può essere un rischio. Se le reti dei capillari non hanno ancora raggiunto una capacità di perfusione (giuro, è l’unica parola difficile a questo giro) adeguata, nei primi minuti arriva pochissimo sangue ai muscoli. Niente sangue, niente ossigeno, ovvero niente carburante. Ma anche senza ossigeno stiamo cercando di farlo muovere, il nostro corpo, e lui fa quello che gli diciamo, o almeno ci prova. In questa situazione, l’unico modo per poterlo fare è aumentare il numero di battiti e quindi di movimenti del sangue dal cuore ai muscoli, lavorando in modo anaerobico.

Non facciamoci male

La frequenza cardiaca inizia a scende a un livello accettabile solo una volta che il nostro corpo ricomincia a sfruttare a pieno i vasi e i capillari, quando – cioè – tutto sistema aerobico è entrato nel pieno delle sue capacità. Questo mette in evidenza il vero punto su cui ragionare: il picco della frequenza cardiaca non è soltanto un indicatore che il nostro sistema aerobico non si era ancora completamente attivato, ci dice anche – soprattutto – che il nostro riscaldamento non è stato adeguato all’intensità dello sforzo che stiamo chiedendo al nostro corpo di fare. Il picco dei battiti nel report del nostro orologio si legge in una sola maniera: il sangue e l’ossigeno erano in gran parte assenti dai muscoli e abbiamo chiesto al nostro corpo uno sforzo eccessivo.

L’ennesimo motivo, se fosse necessario ricordarlo, per cui un adeguato riscaldamento, con un inizio dell’attività a bassissima intensità, è importante per tutti gli sport, ma è davvero fondamentale per la corsa: ogni volta che facciamo un passo le nostre gambe devono attutire la caduta controllata in cui siamo impegnati e darci la forza per fare il balzo che ci spingerà successivamente in avanti. Per dieci, mille o quarantaduemilacentonovantacinque passi. Prestiamoci attenzione!

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