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Qualcosa è cambiato

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  • È innegabile che le condizioni climatiche negli ultimi anni sono cambiate e ciò riguarda anche la corsa: oggi correre con pantaloni corti in pieno inverno è quasi normale.
  • Le percezioni individuali sono soggettive, ma le temperature sono dati oggettivi e sono aumentate negli ultimi anni.
  • È importante conoscere la differenza fra il meteo quotidiano e il clima su scala temporale più ampia: il clima sta cambiando rapidamente e noi runner ne siamo testimoni.

 

Anni fa usare i pantaloni lunghi per correre in inverno era la norma, almeno nei mesi centrali, diciamo da dicembre a febbraio. Ora siamo al centro dei mesi centrali e li ho usati due volte: una in città e una in montagna. La cosa più preoccupante è che avrei anche potuto farne a meno, soprattutto in montagna. Ed era l’inizio di gennaio.

Noi runner possiamo essere considerati degli ottimi termometri ambientali e non solo: siamo anche dotati di una memoria storica notevole perché ripetiamo sempre le stesse cose a distanza di anni, negli stessi periodi. Per noi, specie se sono tanti anni che corriamo, è facile ricordarci come lo facevamo 10 anni fa, con quale abbigliamento, con quali scarpe (soprattutto con quali tempi, per i più attenti/fissati).
In altre parole: possiamo fare paragoni.

L’esperienza personale non conta

È vero: ciò che sperimentiamo attraverso la nostra esperienza non ha nessun valore scientifico e potrebbe essere vero per noi ma non per altri. Potremmo insomma essere fra lo 0,5% (dico una percentuale a caso) di runner che ha sviluppato una particolare resistenza al freddo e la scambia per un innalzamento delle temperature.
Ok, potrebbe essere. Se non fosse che le percezioni sono individuali ma le temperature sono oggettive e quest’anno – e almeno negli ultimi 3 o 4 precedenti – le temperature sono di fatto aumentate. Il fatto che in pianura si possa correre con i pant corti tutto l’anno non è più una stravaganza: è comprensibile e basta. Il che non lo rende meno inquietante, almeno per chi ha un po’ di memoria e si ricorda benissimo che anni fa a gennaio (non molti anni fa) non si sarebbe mai sognato di correre con le gambe scoperte.

Il meteo e il clima

Vorrei puntualizzare: queste righe non vogliono deporre né a favore della tesi del cambiamento climatico né contro. Sono solo una testimonianza che qualcosa è cambiato. Per molti in meglio, si dirà: possiamo risparmiare sull’abbigliamento e usare sempre quello estivo o da mezza stagione, possiamo vivere non avendo mai freddo. Vero, ma non dimentichiamo che questo è solo uno degli effetti percepiti in luoghi specifici (vicino a noi) di qualcosa che origina molto più in là fisicamente e nel tempo. Quello che noi sperimentiamo tutti i giorni è infatti il meteo, originato da qualcosa di molto più grande che è il clima. La differenza è che il primo è quello che viviamo tutti i giorni (caldo, freddo, sole, vento, pioggia, neve) mentre il secondo ha una scala temporale molto maggiore e coinvolge l’intero sistema composto dagli oceani, la biosfera, l’atmosfera, la criosfera e la idrosfera e come questi interagiscono fra di loro.

Da quando corri ti sarà sicuramente capitato un giorno o anche una settimana in cui avrebbe dovuto fare molto freddo e invece, inaspettatamente, la temperatura era gradevole. Quello che più difficilmente ti sarà capitato è invece che succedesse per mesi e mesi di fila.
È un po’ come se la scala dei fenomeni meteorologici si fosse invertita: quelli che una volta erano fenomeni inusuali all’interno di periodi omogenei sono diventati la norma, e viceversa. Una volta insomma era singolare che ci fosse qualche giornata molto mite in pieno inverno, ora è singolare che quelle stesse giornate siano molto fredde.

Come già detto, non abbiamo la competenza per parlare come climatologi (non lo siamo) però possiamo osservare quello che vediamo. E registrarlo.
Si può obiettare che quello che osserviamo può essere vero nel luogo in cui viviamo e corriamo. In fondo è circoscritto e non descrive di certo tutto il clima nazionale o europeo. Verissimo, ma è altrettanto vero che nei giorni in cui me ne rendevo conto correvo con pant corti in pianura, senza guanti e cappello in montagna e un mio amico mi mandava un video della figlia che faceva il bagno in Sardegna. Il 4 gennaio.

Sarà un caso isolato, il clima è sempre cambiato e non vogliamo essere allarmisti. Correre senza crepare dal freddo in fondo ha i suoi vantaggi (un po’ meno schiantarsi di caldo in estate ma è inevitabile pagare questi inverni miti con estati sempre più allucinanti). I climatologi sono i primi a sostenere che il clima non è un sistema statico: è sempre cambiato e lo farà per sempre. Quello che trovano più inquietante è che lo stia facendo così velocemente. Ce ne stiamo accorgendo un po’ tutti, non trovi?

Non siamo allarmisti: notiamo. E noi runner lo notiamo con più continuità e precisione.

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