Roma non è solo storia, architettura e religione. È anche espressione di tante culture che si incontrano, si intrecciano e si contaminano generando qualcosa di nuovo. Come accade quando corri con altre persone: si genera un confronto, uno scambio di punti di vista che insegna e arricchisce.
Quale punto di incontro migliore se non un centro culturale, ULTRABLU, uno spazio dove vengono allestite mostre e tenuti concerti e deejay set. Un crocevia di attività artistiche che per l’occasione è diventata il punto di ritrovo della run organizzata dai ragazzi di Souplesse in collaborazione con On.
Gli ultimi saranno i primi
Per l’evento è stato presentato un format insolito: i runner sono stati divisi in tre squadre con il compito di percorrere dei tracciati analoghi ma seguendo direzioni e ordini diversi. A decretare la squadra vincitrice è stato l’ultimo componente della squadra che ha tagliato per primo il traguardo. Un format in cui gli ultimi sono i primi e che non lascia indietro nessuno, facendo sentire tutti ugualmente coinvolti e parte della squadra.
La corsa secondo i Souplesse
La corsa è solo una delle tante attività che accomuna i componenti dei Souplesse e li tiene uniti. Hanno inglobato la corsa in ognuna delle loro altre mille passioni e interessi, contaminandola e usandola come motivo di aggregazione. Non tutti i presenti all’evento hanno corso, ma sono stati comunque presenti perché interessati a tutto quello che ruota attorno alla corsa con i Souplesse: la compagnia, il confronto, l’esperienza.
“Perché non unire la passione per la corsa a tutti gli altri interessi e passioni collaterali, culturali e sociali? Facevamo tutti parte dello stesso gruppo di amici, frequentavamo lo stesso ambiente romano, ognuno con i propri interessi ma tutti accomunati dalla passione per la corsa. Da questa idea è nato Souplesse”.
Da un gruppo di sei amici Souplesse è diventata una comunità aperta a tutti, con appuntamenti settimanali e una social jog, un piccolo evento in cui oltre a una corsetta di massimo 5km a ritmo molto blando si fa tappa di volta in volta in un locale diverso in cui poter degustare del vino naturale o una speciale qualità di caffé. Il tutto condito con della buona musica. Un pretesto per aggregarsi e unire la corsa con altri momenti conviviali, culturali e di socialità.
Un collettivo nel collettivo
La corsa la fa sempre da padrone. Ma non è l’unico motivo aggregante. Souplesse è un collettivo di ragazzi che corrono ma che sono al tempo stesso parte di altri progetti, come nel caso di Pietro che, oltre a essere uno dei fondatori è anche membro di Radio Sugo, un collettivo di deejay e appassionati di musica che ha suonato all’evento realizzato in collaborazione con On.
Fuori dagli schemi
Il paradosso di vivere in una grande città come Roma è incontrare sempre e solo gente di Roma perché si tende a frequentare sempre le solite zone e i soliti quartieri. Souplesse ha fatto uscire da questo schema perché ha messo in contatto persone provenienti da fuori che hanno iniziato a frequentare le run e a presenziare agli eventi: studenti fuori sede e in Erasmus, persone in vacanza che spesso arrivavano da molto lontano. Tutti sono ben accetti, tutti sono accolti nel gruppo, indipendentemente dalla lingua parlata, dal colore della pelle, dall’impiego e dallo stato di forma.
Si corre insieme perché il confronto con qualcuno serve per imparare, per migliorare e per scoprire qualcosa di sé che era ancora sconosciuto. Nel gruppo ci si riscopre più forti, capaci di superare ostacoli che fino a quel momento avevamo ritenuto insormontabili.
Verso una nuova meta
È di nuovo tempo di metterci in viaggio, seppur a malincuore. Salutiamo i Souplesse, gli esploratori urbani che ci hanno mostrato un nuovo modo di intendere la corsa. Nel prossimo episodio scopriremo un pezzo d’Africa tra le colline senesi. Stiamo andando al Tuscany Camp.


