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Under Armour Flow Velociti Elite: la velocità divertente

  • 4 minute read

Fai fatica, ma corri. Sudi, ma corri. Ti chiedi chi te lo fa fare, ma corri. Non era stata una giornata facile, ma corri. Metti in fila tutte queste cose e poi pensi solo che stai correndo e ti stai divertendo.

Che qualcosa avesse iniziato a girare nel verso giusto l’hai capito quando hai deciso che oggi saresti uscito a correre con le Under Armour Flow Velociti Elite. Non avevi in mente di fare chissà quali velocità né di spingere particolarmente. Ti sembra di non avere nemmeno tutte queste forze oggi ma una corsa ci sta e poi stai davvero sorridendo mentre le allacci. Non è la prima volta che le usi, c’hai già fatto decine di chilometri eppure ti sono sembrate dal primo istante scarpe che conoscevi da una vita.

Eppure

Eppure sono scarpe da velocità: hanno la piastra in fibra di carbonio, hanno una struttura ridotta al minimo, hanno una tomaia così leggera che ci vedi attraverso. Basta guardarle per capire che sono fatte per pesare il minimo indispensabile e per farti andare al limite delle tue possibilità. Sembrano quasi fragili: sono fatte di niente, non pesano niente.

UA Flow Velociti Elite Top
UA Flow Velociti Elite Top

Non hanno nemmeno una suola applicata, corri sul primo strato ammortizzante di Supercritical Flow, una mescola addizionata all’azoto che riporta la scolpitura del battistrada.

Ti chiedi quanto mai potrà durare e dopo i primi chilometri ti aspetti che si vedano già i segni di usura ma niente: perfetta. La riguardi 30, 40, 50 chilometri dopo e ancora nessun segno di cedimento. Under Armour è riuscita a fare una scarpa con una suola fatta della stessa mescola del primo strato di intersuola – appena al di sotto della piastra in fibra di carbonio – e quella non si consuma. Non ci pensa proprio. “Costano anche 250 euro”, pensi. Ma non è che il costo le preservi dall’usura. E invece.

Diverse

Ai piedi le senti diverse da come potresti aspettarti (o dalle esperienze che hai) delle scarpe racing. Dove penseresti ci sia secchezza, quasi scomodità e il minimo di materiale c’è invece un’inaspettata piacevolezza.

Sono comode ma non perché superprotettive: in un’epoca di supershoes e di stack importantissimi (fino e oltre i 50 mm) quando le osservi di profilo ti sembra di vedere delle scarpe da velocità: poca intersuola, pochissimo peso in generale, il minimo del materiale. Eppure sono molto comode e ti invitano a fare tantissimi chilometri, quello te l’hanno già detto forte e chiaro.

Pensi anche che un fattore che ha sempre limitato l’utilizzo di questo genere di scarpe – costo a parte – è che richiede di avere corpi con masse grasse ridotte al minimo. Meno ammortizzazione c’è, più lavoro devono fare i muscoli, che comunque sopportano malissimo di portare a spasso peso in eccesso.
Invece le Under Armour Flow Velociti Elite sopportano benissimo anche pesi un po’ sopra la norma, senza alcuna crisi. E soprattutto mantenendo una notevole comodità.

La cosa più interessante è che il sogno non svanisce quando ci corri, anche forte: la comodità è garantita anche nella corsa.

A questo punto pensi che la morbidezza sacrificherà la velocità e la reattività. La risposta è semplice: no.
Da anni ormai ripetiamo che la principale qualità di una scarpa da corsa non è l’ammortizzazione o la reattività o il peso ma tutte queste cose assieme, e cioè l’equilibrio fra le sue caratteristiche fisiche e meccaniche. E ovviamente la sensazione che provi correndoci.

Le UA Flow Velociti Elite sono perfettamente equilibrate: protettive ma leggere, confortevoli ma reattive, tranquille ma scatenate. Ti seguono ovunque, non hanno nessun timore di cambiare regime di corsa da un momento all’altro.

Ormai hai iniziato a chiamarle “Ad assetto variabile”, perché è come se si adattassero allo stile e alla velocità. Se vai tranquillo loro sono tranquille, se vai veloce loro ti seguono e spingono, eccome se spingono. Lo spessore relativamente contenuto del sistema intersuola (Supercritical Flow sotto la piastra in carbonio e PEBAX sopra) è sorprendente anche perché ti fa sentire fisicamente la presenza della piastra in carbonio.

La percepisci sotto la pianta del piede: è una specie di “cucchiaio” che più viene caricato, più restituisce energia. Alle basse velocità si fa sentire poco, ma appena acceleri entra in azione e ti spinge avanti. Pur senza sbalzarti e senza scaricare troppa energia di ritorno sulle gambe, cosa particolarmente fastidiosa per chi è poco allenato.

Tutto questo le rende perfette per un grande intervallo di runner: da quello più veloce e in forma che punta al tempo a quello un po’ fuoriforma che vuole solo divertirsi aumentando la velocità. Comunque sia, loro hanno una risposta per tutto.

Insomma

Stai correndo da un po’ ormai e ti sei accorto che quel sorriso che avevi quando hai pensato che avresti corso con loro non se n’è andato, anzi. Nonostante la fatica, il sudore, i pensieri ti stai divertendo tantissimo a correrci.

Forse perché ti stanno davvero facendo andare più veloce anche se ti pare di fare lo stesso sforzo di tutte le altre volte.
Ma ormai le conosci così bene che quando pensi che oggi correrai con loro non puoi che sorridere.
E uscire a correre.

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