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L’AI è ormai sempre più presente nelle nostre vite, anche se a volte sembra una soluzione alla ricerca di un problema.
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Già oggi è in grado di creare piani di allenamento e nutrizione personalizzati.
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Il 2025 segnerà il boom di app e device basati sull’AI per il fitness, e molto altro.
Negli ultimi due anni si parla sempre più spesso di AI (se non vivi su Marte te ne sarai accorto, immaginiamo). Un argomento laterale ma comunque discusso è a cosa può servire esattamente. La tecnologia insomma esiste ed è potentissima ma, a parte usarla per riassumere lunghi testi o tradurre o per fare brainstorming, a molti sembra una soluzione alla ricerca di un problema e non il contrario.
In verità da molto più tempo la usiamo senza saperlo: Gmail la usa (legge il testo di una mail a cui stai rispondendo e ti propone il nome del destinatario senza che tu lo specifichi, per dirne una), il tuo Garmin la usa per capire quali sono le tue abitudini e per personalizzare la tua tabella di allenamenti. Questi sono solo alcuni esempi ma quello che ci interessa oggi è rispondere alla domanda iniziale: a cosa ci può servire davvero l’AI? In cosa potrebbe esserci utile nello sport, visto che di quello parliamo qui?
La principale applicazione dell’AI nel fitness e nello sport oggi serve ad analizzare i dati per personalizzare l’esperienza su casi individuali (come dicevamo prima). Ma ci sono molti altri modi in cui la si sta utilizzando.
Piani di allenamento personalizzati
Le app di fitness basate sull’IA analizzano il tuo livello di forma fisica, i tuoi obiettivi e le tue preferenze per creare routine di allenamento su misura. Con metriche come dati corporei, performance passate e persino il ciclo del sonno, questi strumenti si adattano dinamicamente ai tuoi progressi, massimizzando l’efficacia e riducendo i rischi.
La personalizzazione, in altre parole, garantisce che i suggerimenti delle app e dei dispositivi che usi per allenarti siano pensati per te e solo per te, in modo da massimizzare gli effetti dell’allenamento e per minimizzare le possibilità che ti infortuni o che tu vada in overtraining, quando magari sei stressato per altri motivi o sei semplicemente stanco.
Consigli nutrizionali su misura
L’IA non si ferma agli allenamenti: ti aiuta anche a mangiare meglio. Analizzando le tue abitudini alimentari, eventuali intolleranze e il fabbisogno calorico, queste app propongono pasti personalizzati. È come avere un nutrizionista sempre con te, che lavora in sinergia con il tuo allenatore virtuale.
Se ci pensi, anche se sei consapevole di cosa dovresti mangiare, bilanciare ogni nutriente non è sempre facile: puoi essere troppo stanco per pensarci o puoi anche pensare in buona fede che un pasto sia equilibrato mentre non lo è. L’AI può aiutarti a capirlo e soprattutto può consigliarti molte ricette diverse.
Monitoraggio delle performance in tempo reale
I dispositivi indossabili con IA sono sempre più avanzati, e sono ormai capaci di monitorare in parallelo parametri come la frequenza cardiaca, le calorie bruciate, la variabilità della frequenza cardiaca, i tempi di recupero e mille altri fattori. Essendo l’AI in grado di elaborare quantità di dati impressionanti, è anche in grado di darti riscontri immediati che ottimizzano i tuoi allenamenti, rendendoli più efficaci e permettendoti di fare aggiustamenti in tempo reale.
Il boom del fitness con IA
Nel 2025 scopriremo molto probabilmente sempre più soluzioni per il fitness basate sull’IA: dalle app che prevedono i tuoi prossimi traguardi ai dispositivi che simulano un coaching in tempo reale. Queste innovazioni renderanno più accessibili e personalizzati gli obiettivi di salute e benessere.
L’AI è già qui
Come abbiamo già visto, anche oggi utilizziamo applicazioni basate sull’AI senza rendercene nemmeno conto. In futuro sarà sempre più così, fino al punto in cui queste tecnologie relativamente nuove saranno così integrate nella tua vita da non accorgertene nemmeno più. Pensa al tuo cellulare: non lo guardi pensando a cosa ci potrai mai fare, lo usi e basta, perché risponde a diversi tuoi bisogni (di comunicare, di giocare, di pagare qualcosa, di leggere un libro).
Ecco cos’è l’integrazione di una nuova tecnologia: è quando è talmente presente da diventare prima normale e poi invisibile. Se dovessimo intravedere un rischio potenziale è semmai quello di diventarne dipendenti al punto da averne una fiducia totale, capace di annullare la fiducia che abbiamo in noi stessi e nel nostro giudizio. Il momento in cui penseremo “L’ha detto l’AI” senza mettere in dubbio che possa anche sbagliare sarà problematico. Per ora godiamo dei vantaggi che dà, usandola come meglio crediamo. Per esempio allenandoci meglio, mangiando meglio, riposando meglio. Come tutte le tecnologie, anche l’AI può essere un ottimo servitore o un pessimo padrone. Cerchiamo di evitare la seconda ipotesi.




