Cos’è la corsa antigravitazionale

Non è fantascienza: il treadmill antigravitazionale è una cosa seria. Anche nel costo.


  • Nata per addestrare gli astronauti, simula condizioni senza gravità per mantenere la salute fisica nello spazio.
  • La tecnologia è NASA: un treadmill speciale crea differenziale di pressione dell’aria per simulare varie condizioni di gravità.
  • Utile per gli astronauti, è utilizzata anche nella riabilitazione fisica, dagli atleti professionisti e da persone anziane, ma il costo limita l’accesso.

 

La prima cosa che ti viene in mente quando senti parlare di “corsa antigravitazionale” è che si tratti di qualcosa di spaziale, nel senso di “proveniente da un film fantascientifico”. E curiosamente non saresti molto distante dalla realtà perché questo genere di corsa è nato proprio per preparare gli astronauti a correre quando sono in missione, cioè in assenza di gravità. L’attività fisica è fondamentale anche e soprattutto a bordo di una stazione spaziale dato che in quelle condizioni la densità ossea diminuisce ed è necessario compensare con l’esercizio fisico.

In previsione della permanenza nello spazio, la NASA inventò dei tapis roulant molto particolari, capaci di creare condizioni di gravità diverse per il tronco inferiore.

Come funzionano

Il principio del loro funzionamento si basa sul differenziale di pressione dell’aria che viene creato all’interno di una particolare camera di aria dentro la quale vengono alloggiate le gambe. Immagina di infilarle in un cubo trasparente dentro il quale può essere artificialmente variata la pressione dell’aria, “scaricandole”. Solo la parte del corpo sottoposta a sforzo si muove effettivamente a una gravità minore ma, come vedremo, anche questo basta.

Per usare questo costosissimo tipis roulant (per averne uno devi spendere tra i 35.000 e i 75.000 dollari) devi usare dei particolari pantaloncini che, assieme alla vescica trasparente, creano le condizioni di pressione necessarie. Non si tratta quindi di un’operazione semplice e veloce come accendere un tapis normale e correrci sopra. Avrai comunque già capito che il loro utilizzo non è un vezzo né una moda: hanno scopi ben precisi.

A cosa e a chi servono

Già: a parte gli astronauti, a chi dovrebbero interessare, al di là dell’esperienza di farsi una corsa in assenza di gravità? Prima di svelarlo, è giusto notare che non si tratta di assenza totale di gravità (stiamo pur sempre sul pianeta Terra e non si può annullare del tutto questa forza) ma si può configurarli in modo da arrivare a correre con un peso percepito del 20% del reale, riducendolo in altre parole dell’80%.

A chi può interessare? A molti, in effetti. Basti pensare a chi è infortunato più o meno gravemente: potendo “scaricare” il tronco inferiore, può infatti continuare ad allenarsi e accelerare il recupero. E non solo: anche persone notevolmente sovrappeso possono allenarsi con questi dispositivi caricando molto meno le articolazioni, ma allo stesso tempo avendo i benefici derivanti dall’attività fisica. Parlando poi di articolazioni meno sollecitate, è immediato pensare a quanti benefici ne possano trarre anche gli atleti di alto livello. Pensa a chi si allena sulla velocità o con chilometraggi pesantissimi: il fatto di poterlo fare limitando il carico sulle articolazioni permette loro di riuscire a fare molto più lavoro “meccanico” contenendo l’usura delle parti in movimento. Infine, questo treadmill che viene dallo spazio permette anche agli anziani di fare sport, con tutti i benefici che ne conseguono.

Come si diceva, il costo ne limita la disponibilità tanto che sono usati soprattutto da atleti professionisti o nei centri di riabilitazione fisica, quindi per accelerare il recupero di persone infortunate. Ma se hai qualche decina di migliaia di euro da spendere potresti anche correre in casa come se fossi sulla Stazione Spaziale Internazionale.

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